Comprare schiavi è un problema?

La casa editrice Days of Wonder è finita nella bufera a causa del suo ultimo gioco di successo Five Tribes.
Il motivo? Le famigerate carte schiavo. Per chi non lo sapesse, nel gioco si possono acquistare uomini incatenati come se fossero merci. Nel periodo storico in cui è ambientato il gioco tale usanza era ampiamente diffusa.
Negli Stati Uniti però il tema schiavitù è sempre ancora difficile da affrontare. La discriminazione nei confronti dei neri è un problema tuttora esistente, nonostante il primo presidente di colore Barack Obama. Vedere dunque tra i componenti di Five Tribes degli schiavi, ha suscitato scandalo e indignazione.
Sono in molti ad essersi rifiutati di comprare e/o giocare al titolo, proprio per questo motivo.
Il tutto può sembrare una barzelletta, ma non lo è. Ciò ha spinto la casa editrice a sostituire le carte in questione con delle più innocue carte fachiro. Dalla prossima edizione quindi niente più schiavi, per rendere il gioco adatto anche agli animi più sensibili.

Resta la domanda se con una censura del genere non si sia persa l’occasione di affrontare un tema molto serio con i bambini: l’abolizione della schiavitù. Vale a dire: spiegare i motivi per cui la tratta degli esseri umani è da condannare e il perché un tempo era considerata indispensabile e naturale per lo sviluppo economico mentre ora non lo è più. Senza dimenticarci che “la schiavitù non è affatto scomparsa: oggi si stimano circa ventisette milioni di schiavi. Se ne sa però troppo poco ed è proprio l’ignoranza a favorirne sopravvivenza e diffusione.”(1)

(1) Kevin Bales, sociologo americano esperto del tema schiavitù.


(Foto scattata da Jacky Pohl)

Giocare è una cosa seria

La Ludoteca al Trenino di Bioggio ha compiuto 20 anni. Funziona come una biblioteca, solo che al posto dei libri si prendono in prestito i giochi di società. Sono più o meno 500 i titoli lì a disposizione. Quelli più richiesti appartengono alla fascia 3-4 anni, ma non mancano anche i giochi adatti per persone più grandi.
In occasione di questo anniversario è stata organizzata una conferenza al Centro diurno per la terza età di Bioggio. Come ospite c’era Anna Maggetti-Jolidon, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva. Il tema trattato lunedì scorso era “L’importanza del gioco nella crescita e nello sviluppo del bambino“.
Tracciando una linea virtuale, la psicologa ha parlato dei vari giochi che si fanno da 0 a 8 anni.
Innanzitutto ci sono quelli di ripetizione. Parliamo ad esempio del neonato che fa muovere un oggetto che si trova sopra di lui. Tale gesto viene compiuto ripetutamente, per acquisire e comprendere meglio il principio di azione-reazione. Si può fare un discorso analogo anche quando un bambino dal seggiolone butta a terra ripetutamente una posata. Il motivo per cui lo fa è semplice: cerca di capire il mondo che lo circonda. In questo caso scopre il principio di gravità e le sue implicazioni. Per noi queste leggi fisiche sono scontate, ma non per il bambino.
In un secondo momento subentrano i giochi simbolici. Sono i cosiddetti giochi “far finta di”. Il fanciullo imita qualcuno o qualcosa che ha visto in precedenza. Due esempi classici potrebbero essere: pettinare una bambola, come una madre pettina sua figlia, oppure cucinare in una cucina giocattolo, come fanno gli adulti quando preparano il pranzo o la cena. A scuola non di rado si sente dire che copiare non va bene. In realtà è grazie al nostro saper copiare che siamo in grado di apprendere, svilupparci e crescere.
In seguito un’altra categoria considerata da Maggetti-Jolidon è stata quella dei giochi di costruzione. L’esempio più famoso è il Lego. Tramite questi mattoncini si possono realizzare modelli di oggetti o figure reali. Importante in questo caso è far realizzare qualcosa al bambino che sia anche in grado di concludere. Iniziare tanti modelli, senza mai portarne a termine uno, può essere demotivante e scoraggiare in futuro il bambino a costruire qualcosa di nuovo.
Infine sono stati citati i giochi con delle regole. Quelli più rinomati sono i giochi di società. Di norma la complessità è maggiore in questi casi, perché sono richieste più competenze. Seguire delle regole non è evidente, come nemmeno giocare tutti assieme, saper accettare la sconfitta, attendere il proprio turno, ecc.
Durante la serata la psicologa ha inoltre affrontato altri temi sorti dal dialogo con il pubblico presente. Si è discusso ad esempio sul fatto se esistano giochi pensati prevalentemente per le bambine e/o per i bambini, se i genitori debbano avere un ruolo passivo o attivo, da supervisore o di intromissione, se bisogna stimolare i propri figli a giocare assieme ad altri o se va bene lasciarli giocare anche da soli. Non sono mancate anche delle riflessioni sulla televisione, i tablet, l’aggressività, il travestirsi, ecc. Le risposte non erano assolute né definitive, anche perché molto dipende dai singoli casi. Un bambino ad esempio che decide di crocifiggere tutta una serie di marionette non è per forza un futuro serial killer. Forse cerca semplicemente di elaborare quanto ha visto a messa durante la pasqua.
La serata infine si è conclusa con un importante messaggio rivolto a tutti: per i bambini giocare è una cosa seria. Attraverso il gioco scoprono il mondo, il suo funzionamento, e sono in grado di acquisire le competenze necessarie per affrontarlo al meglio. Il gioco va stimolato e incoraggiato. E aspetto molto importante: non c’è un’età massima oltre la quale giocare non ha più senso.
Come ha detto in passato lo psicologo Max Kobbert: “Il gioco appartiene a quelle cose che rendono la vita degna di essere vissuta.”

Per chi fosse interessato, non è la prima volta che affrontiamo il tema “gioco e formazione”. La lettura può continuare qui.

Venerdì: Coloni Imperiali

Ecco i giochi di società a cui abbiamo giocato venerdì sera al Foce di Lugano:
– Coloni Imperiali
– Age of War
– Star Realms
– Magic
– Villa Paletti

Rispetto al solito eravamo decisamente in pochi, anche perché di sabato poi ci siamo visti in massa al Japan Matsuri, dove abbiamo spiegato vari giochi tra cui Tokàido, Takenoko, Rampage, Hanabi, Age of War, Dixit, Love Letter, Il Sesto Senso, Qwirkle, Semenza, ecc. È stata veramente una bella giornata, con gente di tutte le età.

§ Coloni Imperiali
Prima partita, in quattro, con tutti che giocavano contro di me, nonostante fossi palesemente ultimo. “No, no, ma sei pericoloso.” Certo, come no. 😀 Il fatto che sia percepito come un avversario ostico, mi fa ovviamente piacere, ma di fronte a certe giocate, rimango sempre allibito. Esempio: penalizzare l’ultimo, rovinandogli del tutto la partita, lasciando andare in fuga chi è in testa. Boh. Avrete capito che il gioco può diventare parecchio interattivo e bastardello in certe occasioni. Altro aspetto interessante è l’asimmetria delle varie civiltà presenti (romani, egiziani, barbari e giapponesi). Le combo da creare con le carte sono sempre diverse a seconda di chi si ha. In definitiva mi è piaciuto, ma probabilmente è meglio giocarlo in 2-3.

§ Age of War
Per gli amanti di Risiko esiste questa attraente variante da 20 minuti, nel quale si lanciano tanti dadi cercando di conquistare i territori presenti. La partita che ho fatto venerdì è stata un vero disastro: mai una volta che uscisse quello che volevo. Game over senza che potessi fare nulla contro. Essendo però un gioco molto breve, ci sta proporlo ogni tanto. Da buttare più sulla caciara.

§ Tokaido
Sei sono le volte che ho spiegato questo gioco al Japan Matsuri. Nelle prime cinque occasioni sono arrivato secondo: sembrava una vera maledizione. Ma poi, all’ultima partita ce l’ho fatta e ho portato a casa la vittoria. Yes!
Titolo leggero, nel quale bisogna viaggiare da Kyoto a Edo godendosi le terme, le locande, i panorami, e via dicendo. I like it.

§ Takenoko
Panda, bambù colorati, giardiniere disperato. 😀 Altro gioco di Antoine Bauza molto bello e ben fatto. Ci gioco sempre volentieri. Il colpo d’occhio, che offre il giardino dell’imperatore giapponese, è sempre una goduria. Si tratta di uno dei miei giochi introduttivi preferiti.

Japan Matsuri a Bellinzona

Il festival culturale giapponese di Bellinzona è giunto alla sua quarta edizione. Anche quest’anno noi di Giochintavola saremo presenti di sabato 28 marzo. Spiegheremo alcuni giochi di società moderni ambientati nel paese del sol levante, come ad esempio Hanabi, Takenoko, Tokàido, Machi Koro e Age of War.


Uno dei panorami che si può ammirare durante il viaggio da Kyoto a Edo in Tokaido.

Maggiori informazioni sul festival si possono trovare qui: japanmatsuri.org.

Venerdì: Indonesia

Ecco i giochi di società a cui abbiamo giocato venerdì sera al Foce di Lugano:
– Indonesia
– XCOM
– Takenoko
– Colt Express
– Dobble Hollywood
– Seasons
– La Lepre e la Tartaruga
– Geek Out
– Risiko
– Avalon
– One Night Ultimate Werewolf

§ Indonesia
La Splotter Spellen è una casa editrice olandese di nicchia molto famosa tra i giocatori scafati. Creano titoli di strategia tosti, ben equilibrati e difficili da gestire. Venerdì abbiamo avuto l’occasione di giocare a Indonesia, uno dei loro prodotti più rinomati assieme ad Antiquity, Roads & Boats e The Great Zimbabwe (li abbiamo tutti grazie a Gabri: mega invidia! :D).
Era da un po’ che non giocavo più a un bel titolo di economia e logistica (produzione di riso, spezie, caucciù, fast food e olio, trasporto e vendita nelle città). Devo dire che è stato un vero piacere. Eravamo in 4 (il numero ideale per Indonesia), ci abbiamo messo circa 4 ore, ma il tempo è volato. Nonostante abbia preso una sonora batosta (sono arrivato ultimo), mi è rimasta tanta voglia di rigiocarci. C’è chi la chiama sete di vendetta. 😀

§ Avalon
Venerdì abbiamo fatto alcune spettacolari partite a questo gioco di bluff e dialettica. In un’occasione io e Gabri dopo che eravamo indietro due a zero come spie, siamo quasi riusciti a ribaltare la situazione, perdendo per un soffio (3 a 2). La partita a Berlino è stata senza storia. 😀 (Questa la capiscono solo le persone che erano presenti ;)).
Nella seconda Lorenzo e Daniele sono riusciti a vincere in scioltezza come spie. Mentre nell’ultima, dopo una vittoria secca dei buoni, io in quanto assassino sono lo stesso riuscito a portare a casa la partita, uccidendo Merlino. Il fiuto comincia a tornare. 😀
Partite molto belle e divertenti.

Nulla di nuovo sotto il sole

“Le ultime novità sono spesso pensate per i neofiti. Quei giochi da tavolo che noi esperti del settore etichettiamo come ‘già visto’ sono nuovi ed entusiasmanti per migliaia di persone.”
W. Eric Martin, giornalista americano esperto di boardgames.

Reputo la riflessione di Eric Martin molto interessante e condivisibile. È sempre difficile esprimere dei giudizi sui giochi da tavolo. Quando si è nuovi nel settore si pecca di eccessivo entusiasmo, mentre quando si gioca da anni e si segue nel dettaglio l’andamento del mercato (Essen, Norimberga, ecc.), si rischia di diventare ipercritici. Sapersi immedesimare nelle persone (i possibili target di un determinato gioco), capendo cosa può piacere, non è affatto evidente.

Venerdì: Tokaido

Ecco i giochi di società a cui abbiamo giocato venerdì sera al Foce di Lugano:
– Caylus
– The Great Zimbabwe
– 1775: Rebellion
– Tokaido
– Camel Up
– Hanabi
– Race for the Galaxy
– Seasons
– Pelican Bay
– Linko
– Age of War
– Perudo
– Tumblin-Dice Medium
– Saboteur
– Star Realms
– Linq
– One Night Ultimate Werewolf

§ Tokàido
Ciò che conta non è la destinazione, ma è il viaggio. In questo titolo molto zen di Antoine Bauza i giocatori rappresentano dei viaggiatori nel Giappone feudale con l’obiettivo di spostarsi da Kyoto a Edo (l’odierna Tokyo). Durante il tragitto avranno l’occasione di svolgere varie attività: godersi il panorama, farsi una bella mangiata, andare alle terme, comprare souvenir, incontrare persone, e via dicendo. Il gioco è tutto qua, ma non è affatto banale. A me è piaciuto, nonostante abbia perso in entrambe le occasioni. Se c’è una cosa che insegna, è appunto il sapersi godere la compagnia.

§ Camel Up
Frenetica gara di dromedari (Camelus dromedarius) attorno a una delle piramidi egizie. Spiel des Jahres nel 2014, Camel Up è un gioco di scommesse (ma senza soldi veri), pieno di colpi di scena. L’imprevedibilità è il punto forte di questo titolo. Si possono fare discorsi di probabilità, ma alla fine può capitare tutto e il contrario di tutto. Noi abbiamo fatto una partita in otto: sono riuscito a vincere per una misera monetina in più rispetto ai miei due diretti inseguitori. Moralmente però è stata una vittoria di squadra (Eli-team). 😉

§ Linko
Sgraffignare al momento giusto le carte agli avversari è fondamentale in questo gioco. Ora che sono arrivato ormai alla mia ventesima partita, riesco ad apprezzarne tutte le sfumature. È semplice e dura poco, ma mi piace parecchio.

§ Tumblin-Dice Medium
Venerdì ero in stato di grazia. Qualsiasi cosa facessi, usciva qualcosa di straordinario. Era quasi imbarazzante. Il colpo più spettacolare comunque l’ha fatto l’ultimo arrivato: è riuscito con un dado a creare una carambola tale da finire da una zona x4 all’altra. Mai vista una roba del genere. 😀

§ One Night Ultimate Werewolf
Riuscire a vedere vincere un tanner perché un lupo gli spara, non ha prezzo. Come non ha prezzo vedere vincere un massone da solo, con tre lupi e un tanner in gioco. Il duo Elia-Elisa ha colpito ancora. Yeah! 😀

§ Linq
Le partite che giochiamo a questo party game sono sempre surreali, soprattutto quando ci sono io. 😀 Abbiamo la versione in francese, solo che non sempre capiamo le parole presenti. Venerdì c’era ad esempio il termine Bras. Il sospetto che significasse braccio ce l’ho avuto, per un momento. Solo che io sono andato come al solido di assonanza. Bras, Brass, Martin Wallace, le monetine di Brass sono UGUALI a quelle di Linq, quindi dico “monetine”. Ero già pronto a una sconfitta totale (essendo l’unico a conoscere quel gioco). E invece no. Il mio compagno ha capito al volo che ero io l’altra spia, perché aveva interpretato Bras come Brass in inglese (ottone, soldi). Cose dell’altro mondo. 😀
È un vero peccato che non esista una versione in italiano di questo simpatico party game.

Ludesco: il festival del gioco a La Chaux-de-Fonds

Uno degli eventi ludici più importanti della Svizzera avrà luogo il prossimo weekend a La Chaux-de-Fonds.

Tra le varie attività ci sarà anche l’assegnazione del premio Swiss Gamers Award. Il vincitore di quest’anno è Istanbul. Tutti e cinque i primi classificati saranno a disposizione per poter essere giocati (Istanbul, Five Tribes, Splendor, AquaSphere e Concordia), assieme a tanti altri titoli ancora.
Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito internet ludesco.ch.

Buon divertimento.

Justin Bieber festeggia 21 anni

Justin Bieber il suo compleanno lo potrebbe festeggiare in qualsiasi modo. È una star, ha un sacco di soldi, successo e fama. Eppure in occasione dei suoi 21 anni (il primo di marzo) ha deciso di dedicare parte della giornata anche ai giochi di società. Incredibile ma vero.
È lui stesso ad aver messo su Instagram una foto (Just some fun and games) che lo ritrae assieme alla sua attuale compagna e alcuni amici mentre passano un momento tranquillo a godersi il gioco di carte Apple to Apple, un party game molto diffuso.
La notizia è finita addirittura sul Daily Mail, una delle testate giornalistiche più importanti del Regno Unito: il famoso bad boy è in grado di divertirsi anche facendo un passatempo normale e poco appariscente, ma non per questo meno entusiasmante.

Grande Justin. Sfatiamo certi miti.