Tutti parlano della Fiera di Essen: tocca farlo anche a noi

Un punto di vista diverso dal solito

Qualsiasi sito, blog, content creator legato ai giochi da tavolo, in questo ultimo periodo, ha dedicato dello spazio alla Fiera di Essen, l’evento più importante dell’anno legato al mondo dei giochi da tavolo.

Nessuno però ha messo il focus sui giochi da tavolo usciti, o che usciranno a breve, creati da autrici donne.

Cosa propone quest’anno la fierà più importante della Germania da questo punto di vista? Scopriamolo assieme!

  • Vor Gericht: Die Trilogie Noir (Tünde Máté): due squadre indagano sullo stesso caso, poi costruiscono argomentazioni contrapposte per convincere la giuria. Tre casi one-shot, autrice alla sua prima esperienza, gioco promosso da Thomas del canale tedesco Better Board Games, con cui mi trovo spesso in sintonia. La speranza è che esca in italiano (attualmente è annunciato in inglese, tedesco e francese).
  • Tinctura (Franziska Stürzenhofecker): gestisci una farmacia e cura i tuoi pazienti. Autrice al suo debutto. Ambientazione stimolante, diversa dal solito.
  • Wireless (Stefania Niccolini, già autrice di ZhanGuo, Railroad Revolution, Kingdom Crossing): in Wireless si gareggia per realizzare le prime reti wireless al mondo, ottenendo brevetti e creando connessioni. Titolo provato e approvato da Flavio, il Meeple con la Camicia.
  • Outremer (Olga Ilchenko): guida gli stati crociati verso la supremazia militare e religiosa nel Levante del XII secolo. Tema ostico, gioco all’apparenza impegnativo. Titolo che forse verrà esaminato da Renberche dei Gioconauta.
  • Molly House (Jo Kelly e Cole Wehrle): crea momenti di gioia all’interno di una comunità queer nella Londra degli anni Venti del Settecento. Di Cole Wehrle di norma si parla sempre: titolo questa volta in collaborazione con una persona non binaria uscito in inglese l’anno scorso (quest’anno edizione in tedesco e in italiano). Ambientazione non per tutti, merita la sua attenzione. Benjamin di Brettspielblog lo paragona ai classici intramontabili.
  • Recall (Anna Wermlund): nel sequel di Revive, guida una delle 14 tribù uniche in una corsa per ricostruire la civiltà (l’anno scorso è uscito in inglese, quest’anno in tedesco, francese e italiano). Puoi scoprire grazie a Miss Meeple e/o a Obelix di Balena Ludens se ne vale la pena.
  • Orloj: L’Orologio Astronomico di Praga (Paloma J. Pascual): entra a far parte della storia di Praga assemblando il maestoso e complesso orologio astronomico, l’Orloj (l’anno scorso è uscito in inglese, spagnolo e italiano, quest’anno in tedesco e francese).
  • Reactor Rescue (Fiona Shehu Lohaj, Arta Shehu Zaimi): costruisci circuiti elettrici reali per riparare la tua nave spaziale e gareggia per salvare una città al collasso (idea geniale, gameplay a quanto sembra purtroppo deludente).
  • Estate: Raise the Realm (Kathryn Hahn): un gioco da tavolo fantasy medievale basato sul piazzamento lavoratori e sulla costruzione di un motore di gioco. Autrice al suo debutto.
  • Everdell Emerland (Clarissa A. Wilson): reimplementazione di Everdell.
  • Eldur (Monika Brzková): un gioco cooperativo esseri umani contro vulcano.
  • Berlino 1960 (Flaminia Brasini, già autrice di Lorenzo il Magnifico, Coimbra, Golem): ingan­na gli avversari e smaschera gli agenti rivali in questo gioco a ruoli nascosti ambientato durante la Guerra fredda. Un titolo da 4-8 giocatori.
  • La Cosecha (Sheila Santos, già autrice di The White Castle, The Red Cathedral, Flatiron): La Cosecha è ambientato nel mondo di La Granja; gestisci saggiamente le tue risorse e spunta le caselle sulla mappa della tenuta (roll & write).

Tra i titoli un po’ più leggeri abbiamo invece quanto segue:

Tra i titoli con un’ambientazione legata al mondo femminile, abbiamo infine quanto segue:

  • The Book Women (David Bernal, Eugeni Castaño; illustratrice Amelia Sales; Salt & Pepper Games): durante la Grande Depressione, migliaia di famiglie che vivevano nelle remote montagne degli Appalachi avevano scarso o nessun accesso a libri, scuole o biblioteche. Per affrontare questo problema, il governo degli Stati Uniti avviò il Pack Horse Library Project, un progetto che impiegava donne incaricate di attraversare a cavallo il Kentucky per portare libri e conoscenze alle comunità isolate. Queste donne straordinarie divennero note come le Book Women, ovvero le “donne dei libri”. Titolo in demo a Essen, esce nel 2027. Da seguire.
  • Maleficium: Fall of the Witch Hunters (Björn Ekenberg, Jon Manker; Ion Game Design): guida la lotta contro la caccia alle streghe nell’Inghilterra del XVII secolo.
  • The Travels of Isabella Lucy Bird (Isao Mukai): scegli i dadi, viaggia nel Giappone dell’era Meiji e trasforma il tuo viaggio in un diario (titolo medio-leggero estremamente di nicchia giapponese/inglese, ma si va ad Essen anche per queste cose, o no? :D).

Dopo questa lunga carrellata di titoli, siamo ormai pronti a gustarci la fiera più importante dei giochi da tavolo, organizzata e gestita da una donna – Carol Rapp – e il suo team a maggioranza femminile.

Buona fiera e buon gioco!

La mostra ‘Un gioco da ragazze’

In occasione di COMBO – Festival di pedine, dadi e carte, alcuni spazi di Morel Milano ospitano Un gioco da ragazze, un’esposizione dedicata a quattordici game designer, italiane e internazionali, che si sono affermate in un ambito ancora poco rappresentato al femminile.

Ogni autrice è presentata con una breve biografia e con il titolo che meglio ne rappresenta il contributo creativo. Il risultato è un accattivante percorso che va dalle origini del gioco da tavolo moderno ai successi più recenti.

Dalle pioniere ai classici

Ad aprire la storia è Elizabeth Magie Phillips, che nel 1904 brevettò The Landlord’s Game, un progetto critico ispirato alle teorie economiche di Henry George. Quel sistema fu poi modificato fino a diventare il modello da cui nacque Monopoly. La sua vicenda racconta di un’autrice pioniera a lungo oscurata da una storia ufficiale costruita altrove.

Tra i grandi classici c’è Leslie Scott, designer di Jenga, e c’è Susan McKinley Ross, autrice di Qwirkle, uno dei giochi family più diffusi degli ultimi decenni.

Le voci internazionali

La mostra include Inka Brand, legata a Village, Rajas of the Ganges e alla serie EXIT, e Elizabeth Hargrave, il cui Wingspan (2019) ha vinto il Kennerspiel des Jahres. Poi Peggy Chassenet, co-autrice di T.I.M.E. Stories, Mary Flanagan, fondatrice del Tiltfactor Lab a Dartmouth e autrice di Monarch, e Sophia Wagner, vincitrice nel 2015 della Spiel des Jahres Fellowship, con Noria (2017).

Nel percorso trova spazio anche Nikki Valens, persona non binaria, legata a Eldritch Horror, sviluppato insieme a Corey Konieczka per Fantasy Flight Games e trasformato in un’esperienza più fluida e accessibile senza perdere ampiezza e atmosfera.

Il talento italiano

Ampio lo spazio dedicato alla scena italiana:

  • Flaminia Brasini, con Lorenzo il Magnifico, Coimbra, Egizia e Golem;
  • Stefania Niccolini, associata a ZhanGuo;
  • Simona Greco, autrice di Top Drop;
  • Marta Ciaccasassi, che unisce design, sviluppo e lavoro editoriale, con Icaion;
  • Rosaria Battiato, co-autrice di Bonsai (DV Games, 2023) con Massimo Borzì e Martino Chiacchiera.

Perché andarci

Un gioco da ragazze è un’occasione per guardare con altri occhi giochi che spesso conosciamo bene, scoprendo chi c’è dietro e quanto alcune donne abbiano contribuito a rinnovare la cultura del gioco.

Per date, orari e dettagli pratici, il riferimento è la pagina ufficiale dell’evento:

COMBO Festival Milano (3-4 ottobre 2026).

Giochi hot alla Fiera di Essen 2024

Capire quali giochi nuovi avranno successo nel corso degli anni, non è ancora realmente fattibile. Ci vorrà un po’ di tempo, analizzando classifiche popolari e premiazioni di giurie varie.

Per puro diletto proveremo però lo stesso a stilare una lista di titoli che sembrano essere molto promettenti in questa Fiera di Essen ormai alle porte.

Titoli impegnativi che promettono bene:

Tra i pesi medi, sembrano promettere bene:

Tra i pesi leggeri invece:

In attesa di vedere cosa ci dirà il tempo in merito, buon gioco a tutti e buona fiera.

Giochi da tavolo legati al Giappone

Una volta all’anno, a Bellinzona, ha luogo il Japan Matsuri.

Il Japan Matsuri è un festival giapponese che si svolge nella Svizzera italiana, durante il quale il pubblico si immerge in un mondo affascinante e lontano, tra tradizione e modernità legate alla cultura giapponese.

Noi di Giochintavola, associazione ticinese di giochi da tavolo, siamo ospiti di vecchia data di questo festival e presentiamo ogni anno giochi da tavolo legati al Giappone (senza avere uno scopo di lucro, ma per semplice passione).

Quando si parla di giochi da tavolo legati al Giappone, si possono intendere varie cose: giochi di autori giapponesi, giochi pubblicati da case editrici giapponesi, oppure giochi ambientati in Giappone.

La casa editrice giapponese più famosa a livello internazionale è la Oink Games. Questa casa editrice propone giochi brevi in scatole minute. I titoli più blasonati sono:

Un’altra casa editrice giapponese che sta prendendo piede anche al di fuori del Giappone è la itten games. Tra i titoli di questa casa editrice troviamo:

Con il suo stile delle illustrazioni inconfondibile, la casa editrice Saashi & Saashi ha anch’essa la sua cerchia di fan occidentali:

La casa editrice Arclight Games perlopiù localizza giochi occidentali in Giappone, ma ha pubblicato anche alcuni titoli indigeni, tra cui:

La Jelly Jelly Games è un’altra casa editrice giapponese che perlopiù localizza giochi occidentali in Giappone. Ha tuttavia anche qualche prodotto indigeno, come ad esempio:

Il Giappone è conosciuto inoltre per le sue tante case editrici indipendenti a conduzione spesso famigliare. A titolo esemplificativo possiamo nominare Okazu Brand, Manifest Destiny, Kanai Factory, Studio GG, New Board Game Party, Grounding, Analog Lunchbox, Takoashi Games, Korokoro Dou, Q’s games, Gallery Ouchi, Mousou Games, Ateam e tanti altri ancora. La Japon Brand negli anni ha cercato di diffondere al di fuori del Giappone i prodotti più validi di queste piccole realtà locali.

Autori di giochi da tavolo giapponesi particolarmente noti alle nostre latitudini non ce ne sono, con forse l’eccezione di Hisashi Hayashi. Esistono a prescindere alcuni titoli creati da autori giapponesi che hanno riscosso parecchio successo anche in Europa. Tra i titoli più importanti abbiamo:

Passiamo infine all’ultima categoria: i giochi da tavolo ambientati in Giappone. Qui la lista è lunga, perché tale ambientazione è in generale piuttosto gettonata. Tra i titoli con una durata medio-corta abbiamo quanto segue:

Tra i giochi da tavolo lunghi e impegnativi, abbiamo invece quanto segue:

  • Sekigahara: The Unification of Japan
  • Nagashino 1575 & Shizugatake 1583
  • Sekigahara 1600
  • Ikusa
  • Shogun di Henn
  • Bitoku
  • Nippon
  • Iki
  • Shogun no Katana
  • Rising Sun

In definitiva, quando si parla di giochi da tavolo legati al Giappone, le opzioni sono davvero tante e chiunque può trovare qualcosa nelle sue corde.

P.S.:
Un interessante articolo di approfondimento sul minimalismo giapponese legato ai giochi da tavolo lo si può trovare qui: Japanese minimalism di Bruno Faidutti.
Per farsi un’idea dei tanti giochi indie giapponesi esistenti che non arrivano di norma da noi, si può consultare questa geeklist di boardgamegeek: Bringing japanese games to boardgamegeek.

Giochintavola sul Lungolago di Lugano

Venerdì 23 e sabato 24 giugno 2023 l’associazione Giochintavola sarà presente sul Lungolago di Lugano a fare un po’ di divulgazione. Venite a trovarci!

Saremo presenti sul marciapiede vicino alla Chiesa degli Angioli nel quartiere del LAC (in faccia al Boatcenter Palace Lugano) a partire dalle 20.30.

Il Foce sarà quindi CHIUSO venerdì 23.6.

In caso di brutto tempo invece saremo presenti in sala come sempre (solo di venerdì).

LongLake festival di Lugano

In occasione del LongLake festival di Lugano, l’associazione Giochintavola ha il piacere di comunicare che è previsto un momento di divulgazione nei pressi di Piazza Rezzonico.

Sabato 25 giugno dalle ore 20.30 la gente potrà presentarsi e verranno proposti giochi di società di vario tipo.

Venerdì 24 giugno, a causa del maltempo, il ritrovo è previsto come al solito presso lo Studio Foce di Lugano (e non presso Piazza Rezzonico).

Vi attendiamo. Buon gioco e a presto!

Fiera del fumetto a Lugano

La fiera del fumetto a Lugano si sta avvicinando e con essa anche la possibilità di divertirsi con qualche gioco di società.
A partire da venerdì 20 settembre fino a domenica 22 settembre si potrà accedere al palazzo dei congressi di Lugano per godersi l’evento.
Il fumetto speciale di quest’anno avrà come tema gli errori del mondo del fumetto.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale: Fiera del fumetto.

Vi aspettiamo!

Il weekendone: 48 ore fuori da tutto

Mentre riporto le borse dei giochi in macchina, uscendo dalla Casermetta di Ambrì in cui ho trascorso le ultime 48 ore, mi rendo conto che è da quando sono entrato che non respiro l’aria aperta.

È domenica, tardo pomeriggio, ed io e gli altri partecipanti ci accingiamo a lasciare il luogo che ci ha ospitati anche quest’anno per questa folle iniziativa che ormai tutti chiamiamo amichevolmente il weekendone, ovvero trascorrere un fine settimana con un unico obiettivo: giocare, giocare e giocare.

Sonno, cibo, attività corporali sono ammesse nella misura minima. Tutto il resto è tacitamente bandito. Nessuno dei partecipanti, che io sappia, ha lasciato la Casermetta per una passeggiata nei boschi o un’escursione. I fumatori si concedono la dose appena fuori dalla porta, con le ciabatte ancora ai piedi ché a rimettersi le scarpe ci si impiega troppo, immagino. 

Sistemo i giochi nel bagagliaio e mentalmente conteggio le mie ore di sonno nelle ultime due notti. Complessivamente sette, forse otto. Niente male, ma so che c’è chi ha fatto di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista) dormendo poco più di un paio di ore complessive.

Lo facciamo perché ci piacciono i giochi da tavolo – e parecchio – ma non so se questo sia sufficiente a spiegare questa abbuffata di due giorni e due notti. Cerco una spiegazione più profonda e mi ritorna in mente un breve scambio avuto sabato mattina con Paolo “Pol” Baronio, il presidente di Giochintavola.

Ci siamo scambiati qualche parola in bagno mentre mi radevo per ridare al mio viso un aspetto presentabile e tentare di nascondere gli effetti della deprivazione dal sonno.

“Ma che bello, Pol!”, gli ho detto col mio sorriso più smagliante.

Mi ha guardato come se mi leggesse nel pensiero: “C’è una bella atmosfera, non è vero? Quella sensazione di essere fuori da tutto.”

Ed è così. Queste quarantotto ore sono sembrate ben più lunghe perché entrare e sedersi al tavolo è un po’ come partire per un lungo viaggio; il tempo si dilata, la vita di ogni giorno fa un passo indietro e tutto quel che conta è qui, adesso.

Quest’anno poi c’era un’atmosfera di grande serenità, sprecherei la parola fratellanza se non mi sembrasse addirittura riduttiva. Si sono unite a noi persone provenienti da ogni parte del Ticino e qualcuno anche dall’Italia e mi spiace aver conosciuto, scambiato qualche chiacchiera e giocato solo con una piccola parte dei quaranta partecipanti.

Ho giocato almeno diciassette giochi diversi e, senza alzarmi dal tavolo, tra le altre cose, ho scalato montagne, ricostruito Lisbona, colonizzato l’America, sventato epidemie, frequentato una scuola di magia e risolto un complicato caso di omicidio. 

Dopo tutto questo è normale essere stanco, penso mentre viaggiamo verso casa. Ed è normale anche volerne ancora.

Di aspetti tecnici, meccaniche, grafica e componentistica parleremo un’altra volta. Per il momento mi godo questa bella sensazione di pace interiore e grande appagamento.

All’anno prossimo e grazie di tutto.

Autore: Pasquale.

Torneo Terraforming Mars

Autore: Samuele Ferri.

1 gioco da tavolo, 16 iscritti, 4 gironi, 1 solo vincitore.

Questi sono gli ingredienti che hanno contraddistinto il primo torneo di Terraforming Mars (TM) proposto all’interno della nostra Associazione. Un gioco di gestione risorse e carte, rilasciato nell’estate 2016 da FryxGames e diventato famoso in tutto il mondo.

Il primo dato interessante è sicuramente il numero di iscritti. Basti solo pensare che una partita di TM ha una durata media di 2 ore e quindi non è adatto a tutti i tipi di giocatori. Se calcoliamo anche che Giochintavola ha all’attivo una cinquantina di soci e l’evento non è stato pubblicizzato esternamente, siamo più che soddisfatti del successo ottenuto.

La novità, rispetto alle serate classiche del venerdì è stata nell’aggiungere un po’ più di competizione che, normalmente, risulta marginale durante le nostre partite. Il torneo era strutturato come segue: quattro gironi da quattro giocatori l’uno che si sono sfidati a rotazione in partite a tre sfidanti. Ad ogni partita, in base al posizionamento, è stato assegnato un punteggio. Coloro che hanno guadagnato più punti hanno avuto l’accesso alla finale.

Per permettere anche ai meno esperti di partecipare senza venir penalizzati troppo dall’esperienza dei veterani, abbiamo deciso di iniziare con le corporazioni base, che non danno alcun bonus e consentono di cominciare con una discreta quantità di soldi.

Una volta resi pubblici i nomi dei partecipanti, si sono aperte le scommesse su chi avrebbe portato a casa la coppa del vincitore. I grandi conoscitori di questo gioco non hanno deluso le aspettative di chi ha seguito lo sviluppo delle partite: si sono garantiti la finale senza troppi
problemi.

A conti fatti è stato interessante notare come i giocatori si siano impegnati e come la competizione sia stata un fattore che non si è rivelata negativa e dissuadente. Sono gratificato per quello che ne è uscito. È stato un lavoro molto impegnativo, però mi ha ripagato la soddisfazione di vedere gli iscritti divertirsi con questo formato di partite.

Brava Nadia che si è portata a casa il primo posto, guadagnandosi così un buono regalo utilizzabile al Camelot Store. E grazie a Nicola per il supporto tecnico.

Complimenti anche a tutti i partecipanti che hanno dimostrato che si può vivere il gioco competitivo in modo sano e dando la precedenza al fair play e all’amicizia.