I giochi asiatici alla fiera di Essen

Stanchi dei soliti content creator che vi parlano tutti degli stessi identici giochi accattivanti presenti alla SPIEL Essen (Avalon: The Riven Veil, Queen Alice, -60°, Kingdom Come: Deliverance, Timespan, ecc.), senza mostrare alcun tipo di originalità nelle scelte? Titoli che per di più in fiera uno riesce a provare unicamente per qualche turno e basta, essendo tutti di un certo peso.

Dopo il focus dedicato qualche giorno fa alle autrici donne (con tante novità interessanti), proviamo ora a mettere in rilievo i giochi asiatici che saranno presenti in fiera, molti dei quali saranno introvabili in seguito in Europa. Motivo in più per andare a Essen e provare proprio quei titoli là, acquistando i più convincenti.

Noi come associazione è da ormai più di 10 anni che partecipiamo al festival giapponese Japan Matsuri a Bellinzona, spiegando ogni anno giochi legati a quel contesto. Per questo motivo è da tempo che ci interessiamo (anche) alle novità nipponiche. Nel nostro blog parlavamo dell’autore giapponese Hisashi Hayashi prima ancora che vincesse lo Spiel des Jahres (con Bomb Busters) e l’International Gamers Award (con Railway Boom), diventando famoso dunque anche dalle nostre parti.

Ma oltre al Giappone, c’è molto di più (in Asia), come l’ultimo vincitore dello Spiel des Jahres ci fa giustamente intuire: JinxO dell’autore indonesiano Martin Ang.

Tra i content creator che propongono contenuti diversi dal solito, Jay di Cardboard East è uno di quelli che probabilmente merita di essere seguito. Quest’anno, come già in passato, ha proposto una bella overview su YouTube dei giochi asiatici che saranno presenti a Essen. Eccola qua:

Buona visione, per chi fosse interessato, e buona fiera!

SPIEL Essen 2026: sette conferenze da segnare in agenda

Dal programma SPIEL.talks, Halle 4, 22-25 ottobre 2026

Mancano pochi giorni alla SPIEL di Essen, e sappiamo tutti come va a finire: si entra in fiera con la lista dei giochi da provare e si esce con i piedi doloranti, le borse piene e metà dei padiglioni ancora da vedere. Eppure, tra uno stand e l’altro, c’è un posto dove sedersi, respirare e ascoltare cose davvero interessanti: il palco degli SPIEL.talks, nella Halle 4. Non serve prenotare e non serve alcun biglietto speciale (oltre all’ingresso in fiera): si arriva, ci si siede, si ascolta. A condurre il programma, anche quest’anno, c’è Manuel Fritsch, giornalista, podcaster e membro della giuria dello Spiel des Jahres.

Il cartellone è ricchissimo di proposte (venerdì c’è l’Educators Day, domenica spazio a gioco di ruolo e cosplay): abbiamo messo in fila sette appuntamenti che meritano una certa attenzione. Pronti? Si parte dal gradino più alto del podio.

1. Dr. Johannes Blumenberg: cinquant’anni di autori e autrici, in numeri

Giovedì 22 ottobre, 14:40-15:10 (in tedesco)

Se amate grafici, dati e reti di collegamenti, questo è il vostro talk. Blumenberg, scienziato sociale di giorno e critico di giochi da tavolo di notte (si è autoproclamato per scherzo “Minister für Brettspielspass”, ministro del divertimento da tavolo), ha analizzato cinquant’anni di autorialità ludica, dal 1975 al 2025, partendo da un dataset aggregato di BoardGameGeek: oltre 132’000 giochi e quasi 59’400 designer.

Il risultato è una fotografia che fa riflettere. Dal 2020 circa la quota di autrici si è stabilizzata attorno al 9-10%. Le autrici collaborano con altre autrici più spesso di quanto ci si aspetterebbe e lavorano in media in team più piccoli, segno di un diverso accesso alle reti di contatti. In altre parole: nel nostro hobby conta anche chi si conosce, e le disuguaglianze strutturali sono più persistenti di quanto sembri. Il tutto con visualizzazioni di rete pensate per rendere la ricerca accessibile anche a chi non frequenta le aule universitarie.

2. New Leadership: cosa possono insegnare i gamer al mondo del lavoro

Giovedì 22 ottobre, 13:40-14:40 (in tedesco), panel tutto al femminile

Nessuno segue un raid leader solo perché sopra il suo nome c’è scritto “leader”. Da qui parte il panel, che si chiede cosa possano imparare le aziende da gilde, fandom, gruppi di gioco di ruolo e tavoli da gioco. Le persone restano dove sentono di far parte di qualcosa: dove ci sono valori, storie e regole condivise e un obiettivo più grande del singolo. Guidare, allora, significa meno controllo e più orientamento e relazione, e la “competenza narrativa” insieme alla playful leadership diventano abilità chiave.

Modera Jasmin Deniz Karatas (“JayKays”, fondatrice di RAW-R Agency). Con lei sul palco Carol Rapp, che dirige Merz Verlag e la SPIEL Essen; Laura Prinz, che in BMW guida trasformazioni IT per 130’000 utenti e ha imparato la leadership gestendo una gilda di 100 giocatori; e Sabrina Ehret-Hunn, responsabile digital e social media di DASDING, l’offerta giovani di SWR, SR e hr. Il motto del talk è già un manifesto: i titoli non guidano le persone, le storie e il gioco sì.

3. From Player to Leader: costruire una carriera nel mondo dei giochi analogici attraverso la community

Sabato 24 ottobre, 12:20-12:50 (in inglese), panel al femminile

Le carriere, nel mondo dei giochi analogici, raramente si costruiscono da sole: c’è un comitato che ti apre una porta, una mentore che ti fa un’introduzione, una rete che ti dà visibilità proprio quando serve. Quattro leader di Women in Toys, Licensing & Entertainment (WiT) raccontano, senza giri di parole, come sono passate da giocatrici e fan a ruoli di primo piano nel settore.

Sul palco ci sono Deirdre Cross, che da membro della community è diventata presidente del board di WiT; Julien Sharp, oggi a capo della distribuzione commerciale USA di Asmodee, membro del board di WiT e vincitrice del Wonder Women Award come “WiT Champion”; e Danni Loe e Jen Graham-Macht, che hanno fondato la Tabletop Learning Community di WiT e ora lavorano per mettere in connessione le convention tabletop di tutto il mondo. Modera Angelina Castro, direttrice esecutiva di WiT. Il filo rosso: community, mentorship e sostegno tra pari come motori di crescita professionale.

4. Inclusion by Design

Sabato 24 ottobre, 17:20-17:50 (in inglese)

Un gioco non decide soltanto chi può giocare, ma chi ha voglia di giocare e di restare al tavolo. A parlarne è Steven Medway, CEO di The Pandemonium Institute e creatore di Blood on the Clocktower, considerato uno dei migliori giochi di deduzione sociale al mondo.

Ogni scelta di design conta: dai pezzi alle regole, dalle strategie alla grafica e all’ambientazione. Progettare un gioco inclusivo significa progettare uno spazio sociale che si percepisce come accogliente, ma in modo invisibile. Nessuno vedrà le ore di lavoro dedicate all’inclusione, eppure è proprio questo che farà tornare il gioco sul tavolo, partita dopo partita.

5. Dr. Lukas Boch: il gioco come prodotto culturale

Sabato 24 ottobre, 14:20-14:50 (in tedesco)

Il titolo è “Let’s Play Mittelalter – Wie Brettspiele Geschichte erzählen” (“Giochiamo al Medioevo: come i giochi da tavolo raccontano la storia“). Il Medioevo è uno dei temi più amati dei giochi moderni e, allo stesso tempo, influenza l’immagine che ci facciamo del passato. Boch ci porta, in modo divertente ma ben documentato, dentro le strategie con cui i giochi fanno rivivere quell’epoca, cosa possiamo imparare sul passato (e su noi stessi) immergendoci in mondi analogici, perché il Medioevo sia così comodo per chi progetta giochi e come, da Catan in poi, l’immagine di quel periodo sia cambiata nel tempo.

Boch è storico e ludologo: ha conseguito il dottorato nel 2026 con una tesi sul Medioevo nel gioco da tavolo moderno, dal 2020 porta avanti il progetto Boardgame Historian, si occupa dei giochi da tavolo moderni al Game Lab dell’Università di Bonn e cura la mostra “Let’s Play Mittelalter”, appena aperta all’Europäisches Hansemuseum di Lubecca. Il messaggio di fondo è chiaro: i giochi moderni sono patrimonio culturale e stanno bene tanto sul tavolo da gioco quanto in una teca da museo.

6. Giocare in modo equo: responsabilità sociale ed ecologica

Giovedì 22 ottobre, 16:30-17:00 (in tedesco)

I giochi da tavolo sono sinonimo di divertimento, creatività, strategia, comunità e correttezza. Ma sappiamo dove, e in quali condizioni, vengono prodotti quelli che compriamo? Il talk “Die Plattform für Faires Spiel(en)” porta sul palco la Fair Toys Organisation e.V., che promuove la responsabilità sociale ed ecologica nel settore dei giocattoli e vuole rendere più visibili i prodotti realizzati in modo equo. Lo fa con il sigillo Fair Toys, che dà trasparenza e orientamento rendendo comprensibili le condizioni di produzione.

L’ultima azienda ad aver ottenuto il sigillo è l’editore tedesco Hans im Glück, che fa da esempio concreto di come responsabilità e sostenibilità possano convivere con divertimento, strategia e spirito di comunità. A raccontarlo saranno Steffen Kircher, che si occupa da anni di diritti umani nelle catene di fornitura, e Patric Kügel, esperto di condizioni di lavoro eque e di standard FTO.

7. Indipendenza, bias e ‘AI’ nei media ludici

Giovedì 22 ottobre, 13:10-13:40 (in inglese)

Titolo ufficiale: “Media literacy & editorial policy in the board gaming world”. Un influencer posta il bottino acquistato a Essen. Un editore annuncia un’edizione del suo gioco in collaborazione con un brand su licenza famoso. Un recensore pubblica un’anteprima di un gioco in crowdfunding. Episodi all’apparenza innocui che, negli ultimi due anni, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento e hanno scatenato polemiche, in un caso con costi significativi per le parti coinvolte.

Kenny Katayama, podcaster appassionato di giochi più datati e di ricerca sulla community, affronta quattro temi: collaborazioni a pagamento e copie per la recensione, bias nel settore, importanza di dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale (uno degli interventi più significativi e ragionevoli in merito l’ho visto sul blog svizzero-francese Gus & Co) e politica nell’hobby. Si rivolge a chi ama seguire i propri recensori preferiti con occhio più consapevole, agli editori che devono orientarsi tra i social e ai creator che vogliono definire meglio le proprie pratiche.

Insomma, di temi caldi ce ne sono tanti e tutti particolarmente interessanti.

N.B.: Le conferenze citate, oltre che dal vivo, si potranno seguire anche online su YouTube (in diretta o in differita).

Tutti parlano della Fiera di Essen: tocca farlo anche a noi

Un punto di vista diverso dal solito

Qualsiasi sito, blog, content creator legato ai giochi da tavolo, in questo ultimo periodo, ha dedicato dello spazio alla Fiera di Essen, l’evento più importante dell’anno legato al mondo dei giochi da tavolo.

Nessuno però ha messo il focus sui giochi da tavolo usciti, o che usciranno a breve, creati da autrici donne.

Cosa propone quest’anno la fiera più importante della Germania da questo punto di vista? Scopriamolo assieme:

  • Vor Gericht: Die Trilogie Noir (Tünde Máté): due squadre indagano sullo stesso caso, poi costruiscono argomentazioni contrapposte per convincere la giuria. Tre casi one-shot, autrice alla sua prima esperienza, gioco promosso da Thomas del canale tedesco Better Board Games, con cui mi trovo spesso in sintonia. La speranza è che esca in italiano (attualmente è annunciato in inglese, tedesco e francese).
  • Tinctura (Franziska Stürzenhofecker): gestisci una farmacia e cura i tuoi pazienti. Autrice al suo debutto. Ambientazione stimolante, diversa dal solito.
  • Wireless (Stefania Niccolini, già autrice di ZhanGuo, Railroad Revolution, Kingdom Crossing): in Wireless si gareggia per realizzare le prime reti wireless al mondo, ottenendo brevetti e creando connessioni. Titolo provato e approvato da Flavio, il Meeple con la Camicia.
  • Outremer (Olga Ilchenko): guida gli stati crociati verso la supremazia militare e religiosa nel Levante del XII secolo. Tema ostico, gioco all’apparenza impegnativo. Titolo che forse verrà esaminato da Renberche dei Gioconauta.
  • Molly House (Jo Kelly e Cole Wehrle): crea momenti di gioia all’interno di una comunità queer nella Londra degli anni Venti del Settecento. Di Cole Wehrle di norma si parla sempre: titolo questa volta in collaborazione con una persona non binaria uscito in inglese l’anno scorso (quest’anno edizione in tedesco e in italiano). Ambientazione non per tutti, merita la sua attenzione. Benjamin di Brettspielblog lo paragona ai classici intramontabili.
  • Recall (Anna Wermlund): nel sequel di Revive, guida una delle 14 tribù uniche in una corsa per ricostruire la civiltà (l’anno scorso è uscito in inglese, quest’anno in tedesco, francese e italiano). Puoi scoprire grazie a Miss Meeple e/o a Obelix di Balena Ludens se ne vale la pena.
  • Orloj: L’Orologio Astronomico di Praga (Paloma J. Pascual): entra a far parte della storia di Praga assemblando il maestoso e complesso orologio astronomico, l’Orloj (l’anno scorso è uscito in inglese, spagnolo e italiano, quest’anno in tedesco e francese).
  • Reactor Rescue (Fiona Shehu Lohaj, Arta Shehu Zaimi): costruisci circuiti elettrici reali per riparare la tua nave spaziale e gareggia per salvare una città al collasso (idea geniale, gameplay a quanto sembra purtroppo deludente).
  • Estate: Raise the Realm (Kathryn Hahn): un gioco da tavolo fantasy medievale basato sul piazzamento lavoratori e sulla costruzione di un motore di gioco. Autrice al suo debutto.
  • Everdell Emerland (Clarissa A. Wilson): reimplementazione di Everdell.
  • Eldur (Monika Brzková): un gioco cooperativo esseri umani contro vulcano.
  • Berlino 1960 (Flaminia Brasini, già autrice di Lorenzo il Magnifico, Coimbra, Golem): ingan­na gli avversari e smaschera gli agenti rivali in questo gioco a ruoli nascosti ambientato durante la Guerra fredda. Un titolo da 4-8 giocatori.
  • La Cosecha (Sheila Santos, già autrice di The White Castle, The Red Cathedral, Flatiron): La Cosecha è ambientato nel mondo di La Granja; gestisci saggiamente le tue risorse e spunta le caselle sulla mappa della tenuta (roll & write).

Tra i titoli un po’ più leggeri abbiamo invece quanto segue:

Tra i titoli con un’ambientazione legata al mondo femminile, abbiamo infine quanto segue:

  • The Book Women (David Bernal, Eugeni Castaño; illustratrice Amelia Sales; Salt & Pepper Games): durante la Grande Depressione, migliaia di famiglie che vivevano nelle remote montagne degli Appalachi avevano scarso o nessun accesso a libri, scuole o biblioteche. Per affrontare questo problema, il governo degli Stati Uniti avviò il Pack Horse Library Project, un progetto che impiegava donne incaricate di attraversare a cavallo il Kentucky per portare libri e conoscenze alle comunità isolate. Queste donne straordinarie divennero note come le Book Women, ovvero le “donne dei libri”. Titolo in demo a Essen, esce nel 2027. Da seguire.
  • Maleficium: Fall of the Witch Hunters (Björn Ekenberg, Jon Manker; Ion Game Design): guida la lotta contro la caccia alle streghe nell’Inghilterra del XVII secolo.
  • The Travels of Isabella Lucy Bird (Isao Mukai): scegli i dadi, viaggia nel Giappone dell’era Meiji e trasforma il tuo viaggio in un diario (titolo medio-leggero estremamente di nicchia giapponese/inglese, ma si va ad Essen anche per queste cose, o no? :D).

Dopo questa lunga carrellata di titoli, siamo ormai pronti a gustarci la fiera più importante dei giochi da tavolo, organizzata e gestita da una donna – Carol Rapp – e il suo team a maggioranza femminile.

Buona fiera e buon gioco!

La mostra ‘Un gioco da ragazze’

In occasione di COMBO – Festival di pedine, dadi e carte, alcuni spazi di Morel Milano ospitano Un gioco da ragazze, un’esposizione dedicata a quattordici game designer, italiane e internazionali, che si sono affermate in un ambito ancora poco rappresentato al femminile.

Ogni autrice è presentata con una breve biografia e con il titolo che meglio ne rappresenta il contributo creativo. Il risultato è un accattivante percorso che va dalle origini del gioco da tavolo moderno ai successi più recenti.

Dalle pioniere ai classici

Ad aprire la storia è Elizabeth Magie Phillips, che nel 1904 brevettò The Landlord’s Game, un progetto critico ispirato alle teorie economiche di Henry George. Quel sistema fu poi modificato fino a diventare il modello da cui nacque Monopoly. La sua vicenda racconta di un’autrice pioniera a lungo oscurata da una storia ufficiale costruita altrove.

Tra i grandi classici c’è Leslie Scott, designer di Jenga, e c’è Susan McKinley Ross, autrice di Qwirkle, uno dei giochi family più diffusi degli ultimi decenni.

Le voci internazionali

La mostra include Inka Brand, legata a Village, Rajas of the Ganges e alla serie EXIT, e Elizabeth Hargrave, il cui Wingspan (2019) ha vinto il Kennerspiel des Jahres. Poi Peggy Chassenet, co-autrice di T.I.M.E. Stories, Mary Flanagan, fondatrice del Tiltfactor Lab a Dartmouth e autrice di Monarch, e Sophia Wagner, vincitrice nel 2015 della Spiel des Jahres Fellowship, con Noria (2017).

Nel percorso trova spazio anche Nikki Valens, persona non binaria, legata a Eldritch Horror, sviluppato insieme a Corey Konieczka per Fantasy Flight Games e trasformato in un’esperienza più fluida e accessibile senza perdere ampiezza e atmosfera.

Il talento italiano

Ampio lo spazio dedicato alla scena italiana:

  • Flaminia Brasini, con Lorenzo il Magnifico, Coimbra, Egizia e Golem;
  • Stefania Niccolini, associata a ZhanGuo;
  • Simona Greco, autrice di Top Drop;
  • Marta Ciaccasassi, che unisce design, sviluppo e lavoro editoriale, con Icaion;
  • Rosaria Battiato, co-autrice di Bonsai (DV Games, 2023) con Massimo Borzì e Martino Chiacchiera.

Perché andarci

Un gioco da ragazze è un’occasione per guardare con altri occhi giochi che spesso conosciamo bene, scoprendo chi c’è dietro e quanto alcune donne abbiano contribuito a rinnovare la cultura del gioco.

Per date, orari e dettagli pratici, il riferimento è la pagina ufficiale dell’evento:

COMBO Festival Milano (3-4 ottobre 2026).

Giochi hot alla Fiera di Essen 2024

Capire quali giochi nuovi avranno successo nel corso degli anni, non è ancora realmente fattibile. Ci vorrà un po’ di tempo, analizzando classifiche popolari e premiazioni di giurie varie.

Per puro diletto proveremo però lo stesso a stilare una lista di titoli che sembrano essere molto promettenti in questa Fiera di Essen ormai alle porte.

Titoli impegnativi che promettono bene:

Tra i pesi medi, sembrano promettere bene:

Tra i pesi leggeri invece:

In attesa di vedere cosa ci dirà il tempo in merito, buon gioco a tutti e buona fiera.

Giochi da tavolo legati al Giappone

Una volta all’anno, a Bellinzona, ha luogo il Japan Matsuri.

Il Japan Matsuri è un festival giapponese che si svolge nella Svizzera italiana, durante il quale il pubblico si immerge in un mondo affascinante e lontano, tra tradizione e modernità legate alla cultura giapponese.

Noi di Giochintavola, associazione ticinese di giochi da tavolo, siamo ospiti di vecchia data di questo festival e presentiamo ogni anno giochi da tavolo legati al Giappone (senza avere uno scopo di lucro, ma per semplice passione).

Quando si parla di giochi da tavolo legati al Giappone, si possono intendere varie cose: giochi di autori giapponesi, giochi pubblicati da case editrici giapponesi, oppure giochi ambientati in Giappone.

La casa editrice giapponese più famosa a livello internazionale è la Oink Games. Questa casa editrice propone giochi brevi in scatole minute. I titoli più blasonati sono:

Un’altra casa editrice giapponese che sta prendendo piede anche al di fuori del Giappone è la itten games. Tra i titoli di questa casa editrice troviamo:

Con il suo stile delle illustrazioni inconfondibile, la casa editrice Saashi & Saashi ha anch’essa la sua cerchia di fan occidentali:

La casa editrice Arclight Games perlopiù localizza giochi occidentali in Giappone, ma ha pubblicato anche alcuni titoli indigeni, tra cui:

La Jelly Jelly Games è un’altra casa editrice giapponese che perlopiù localizza giochi occidentali in Giappone. Ha tuttavia anche qualche prodotto indigeno, come ad esempio:

Il Giappone è conosciuto inoltre per le sue tante case editrici indipendenti a conduzione spesso famigliare. A titolo esemplificativo possiamo nominare Okazu Brand, Manifest Destiny, Kanai Factory, Studio GG, New Board Game Party, Grounding, Analog Lunchbox, Takoashi Games, Korokoro Dou, Q’s games, Gallery Ouchi, Mousou Games, Ateam e tanti altri ancora. La Japon Brand negli anni ha cercato di diffondere al di fuori del Giappone i prodotti più validi di queste piccole realtà locali.

Autori di giochi da tavolo giapponesi particolarmente noti alle nostre latitudini non ce ne sono, con forse l’eccezione di Hisashi Hayashi. Esistono a prescindere alcuni titoli creati da autori giapponesi che hanno riscosso parecchio successo anche in Europa. Tra i titoli più importanti abbiamo:

Passiamo infine all’ultima categoria: i giochi da tavolo ambientati in Giappone. Qui la lista è lunga, perché tale ambientazione è in generale piuttosto gettonata. Tra i titoli con una durata medio-corta abbiamo quanto segue:

Tra i giochi da tavolo lunghi e impegnativi, abbiamo invece quanto segue:

  • Sekigahara: The Unification of Japan
  • Nagashino 1575 & Shizugatake 1583
  • Sekigahara 1600
  • Ikusa
  • Shogun di Henn
  • Bitoku
  • Nippon
  • Iki
  • Shogun no Katana
  • Rising Sun

In definitiva, quando si parla di giochi da tavolo legati al Giappone, le opzioni sono davvero tante e chiunque può trovare qualcosa nelle sue corde.

P.S.:
Un interessante articolo di approfondimento sul minimalismo giapponese legato ai giochi da tavolo lo si può trovare qui: Japanese minimalism di Bruno Faidutti.
Per farsi un’idea dei tanti giochi indie giapponesi esistenti che non arrivano di norma da noi, si può consultare questa geeklist di boardgamegeek: Bringing japanese games to boardgamegeek.

Giochintavola sul Lungolago di Lugano

Venerdì 23 e sabato 24 giugno 2023 l’associazione Giochintavola sarà presente sul Lungolago di Lugano a fare un po’ di divulgazione. Venite a trovarci!

Saremo presenti sul marciapiede vicino alla Chiesa degli Angioli nel quartiere del LAC (in faccia al Boatcenter Palace Lugano) a partire dalle 20.30.

Il Foce sarà quindi CHIUSO venerdì 23.6.

In caso di brutto tempo invece saremo presenti in sala come sempre (solo di venerdì).

LongLake festival di Lugano

In occasione del LongLake festival di Lugano, l’associazione Giochintavola ha il piacere di comunicare che è previsto un momento di divulgazione nei pressi di Piazza Rezzonico.

Sabato 25 giugno dalle ore 20.30 la gente potrà presentarsi e verranno proposti giochi di società di vario tipo.

Venerdì 24 giugno, a causa del maltempo, il ritrovo è previsto come al solito presso lo Studio Foce di Lugano (e non presso Piazza Rezzonico).

Vi attendiamo. Buon gioco e a presto!

Fiera del fumetto a Lugano

La fiera del fumetto a Lugano si sta avvicinando e con essa anche la possibilità di divertirsi con qualche gioco di società.
A partire da venerdì 20 settembre fino a domenica 22 settembre si potrà accedere al palazzo dei congressi di Lugano per godersi l’evento.
Il fumetto speciale di quest’anno avrà come tema gli errori del mondo del fumetto.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale: Fiera del fumetto.

Vi aspettiamo!

Il weekendone: 48 ore fuori da tutto

Mentre riporto le borse dei giochi in macchina, uscendo dalla Casermetta di Ambrì in cui ho trascorso le ultime 48 ore, mi rendo conto che è da quando sono entrato che non respiro l’aria aperta.

È domenica, tardo pomeriggio, ed io e gli altri partecipanti ci accingiamo a lasciare il luogo che ci ha ospitati anche quest’anno per questa folle iniziativa che ormai tutti chiamiamo amichevolmente il weekendone, ovvero trascorrere un fine settimana con un unico obiettivo: giocare, giocare e giocare.

Sonno, cibo, attività corporali sono ammesse nella misura minima. Tutto il resto è tacitamente bandito. Nessuno dei partecipanti, che io sappia, ha lasciato la Casermetta per una passeggiata nei boschi o un’escursione. I fumatori si concedono la dose appena fuori dalla porta, con le ciabatte ancora ai piedi ché a rimettersi le scarpe ci si impiega troppo, immagino. 

Sistemo i giochi nel bagagliaio e mentalmente conteggio le mie ore di sonno nelle ultime due notti. Complessivamente sette, forse otto. Niente male, ma so che c’è chi ha fatto di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista) dormendo poco più di un paio di ore complessive.

Lo facciamo perché ci piacciono i giochi da tavolo – e parecchio – ma non so se questo sia sufficiente a spiegare questa abbuffata di due giorni e due notti. Cerco una spiegazione più profonda e mi ritorna in mente un breve scambio avuto sabato mattina con Paolo “Pol” Baronio, il presidente di Giochintavola.

Ci siamo scambiati qualche parola in bagno mentre mi radevo per ridare al mio viso un aspetto presentabile e tentare di nascondere gli effetti della deprivazione dal sonno.

“Ma che bello, Pol!”, gli ho detto col mio sorriso più smagliante.

Mi ha guardato come se mi leggesse nel pensiero: “C’è una bella atmosfera, non è vero? Quella sensazione di essere fuori da tutto.”

Ed è così. Queste quarantotto ore sono sembrate ben più lunghe perché entrare e sedersi al tavolo è un po’ come partire per un lungo viaggio; il tempo si dilata, la vita di ogni giorno fa un passo indietro e tutto quel che conta è qui, adesso.

Quest’anno poi c’era un’atmosfera di grande serenità, sprecherei la parola fratellanza se non mi sembrasse addirittura riduttiva. Si sono unite a noi persone provenienti da ogni parte del Ticino e qualcuno anche dall’Italia e mi spiace aver conosciuto, scambiato qualche chiacchiera e giocato solo con una piccola parte dei quaranta partecipanti.

Ho giocato almeno diciassette giochi diversi e, senza alzarmi dal tavolo, tra le altre cose, ho scalato montagne, ricostruito Lisbona, colonizzato l’America, sventato epidemie, frequentato una scuola di magia e risolto un complicato caso di omicidio. 

Dopo tutto questo è normale essere stanco, penso mentre viaggiamo verso casa. Ed è normale anche volerne ancora.

Di aspetti tecnici, meccaniche, grafica e componentistica parleremo un’altra volta. Per il momento mi godo questa bella sensazione di pace interiore e grande appagamento.

All’anno prossimo e grazie di tutto.

Autore: Pasquale.