“Nell’immediato, l’esercizio fisico è tossico per le cellule, dato che determina l’innalzamento della temperatura, il rilascio di ossidanti nocivi, la riduzione della pressione parziale dell’ossigeno e la diminuzione della concentrazione del glucosio. Eppure, disponiamo di evidenze schiaccianti che l’esercizio fisico è salutare e che invece la sua assenza, specialmente quando combinata con un’alimentazione scorretta – mangiare troppo tutto il giorno – è mortale.
L’esercizio fisico incrementa la concentrazione di molti dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione positiva dell’umore: dopamina, serotonina, norepinefrina, epinefrina, endocannabinoidi e peptidi oppioidi endogeni (endorfine). L’esercizio fisico contribuisce alla generazione di nuovi neuroni e delle cellule gliali. L’esercizio fisico riduce anche la probabilità di usare sostanze e di diventarne dipendenti. […]
Negli esseri umani, elevati livelli di attività fisica, durante la frequentazione delle scuole medie, del liceo e nella prima età adulta si associano a un minor consumo di sostanze. È stato anche mostrato che l’esercizio fisico aiuta coloro che sono già dipendenti a smettere o a ridurre l’assunzione di sostanze. […]
L’antico ruolo della dopamina nel movimento fisico si riferisce alla motivazione: per ottenere l’oggetto che desideriamo, dobbiamo andare a prenderlo.
Ovviamente, il rilascio di dopamina oggigiorno non ci richiede spesso di alzarci dal divano. Secondo le analisi delle risposte espresse nei sondaggi, lo statunitense ‘tipico’ di oggi trascorre metà delle ore di veglia stando seduto, il 50 per cento in più rispetto a cinquant’anni fa. I dati di altre nazioni ricche, in tutto il mondo, sono comparabili. Se si considera che ci siamo evoluti per percorrere decine di chilimetri al giorno, per competere in condizioni di ridotta disponibilità di cibo, gli effetti negativi prodotti dal nostro attuale stile di vita sedentiario sono devastanti. […]
Per noi, una delle chiavi per il benessere implica alzarsi dal divano e muovere i nostri corpi reali, […] camminare nel nostro quartiere, anche solo per trenta minuti al giorno, può fare la differenza. Affermo ciò perché disponiamo di evidenze indiscutibili: l’esercizio fisico produce effetti positivi più profondi e duraturi sull’umore, l’ansia, la cognizione, il dinamismo e il sonno, di qualsiasi pillola che si possa prescrivere.
Ma perseguire il dolore è più difficile che inseguire il piacere. Si scontra con il nostro riflesso innato di evitare il dolore e perseguire il piacere. Di fatto, si aggiunge al nostro impegno cognitivo: dobbiamo ricordare che proveremo piacere dopo il dolore, e siamo straordinariamente soggetti ad ‘amnesia’ in merito a questo genere di questioni.”
(Anna Lembke, L’era della dopamina. Come mantenere l’equilibrio nella società del ‘tutto e subito’, Roi Edizioni, 2022, pp. 158-160)
Divertirci con i giochi da tavolo è medicina (Tanya Pobuda), è l’attività intellettuale preferita dal cervello (Lisa Mosconi), può permettere di costruire una società più consapevole, inclusiva e sostenibile (Paul Booth), è in grado di unire in modo sano e costruttivo generazioni differenti, milieu sociali variegati e generi diversi, ma – e non mi stancherò mai di ribadirlo – dato che viviamo in una società eccessivamente sedentaria, è estremamente importante ricordarci di svolgere all’interno di ogni singola giornata del sano movimento, soprattutto se lavoriamo seduti durante tutta la giornata. Prendiamoci dunque, quando necessario, delle pause dal tavolo (da gioco), e andiamo a camminare all’aperto: ne va della nostra salute.
