Recensioni minute di Matteo Boca

Matteo Boca, detto TeOoh, ha aperto da un po’ di tempo un interessante canale youtube chiamato “Recensioni minute” dedicato ai giochi da tavolo. I video presenti sono suddivisi in due categorie: recensioni e considerazioni.
Le recensioni sono ovviamente recensioni di giochi da tavolo, fatte nel minor tempo possibile, con l’intento di dare una panoramica generale dei titoli in questione. Le considerazioni invece trattano tematiche legate al mondo ludico, come ad esempio “Come introdurre una persona nel mondo dei board games“.
Il target dei video di TeOoh non è tanto il giocatore esperto, bensì piuttosto il neofita che vuole coinvolgere altre persone nella passione dei giochi di società. I suoi filmanti infatti hanno il pregio di dare in modo semplice un’idea generale di cosa significhi giocare.
Il prezioso lavoro svolto da TeOoh rappresenta un esemplare passo in avanti fatto nell’ambito della divulgazione dei giochi da tavolo in Italia. L’auspicio è che anche altri appassionati – se non addirittura le case editrici stesse – seguano le sue orme offrendo in futuro brevi video di presentazione.

Divulgare il messaggio della non violenza tramite il gioco

Oggi si festeggia la giornata internazionale della non violenza. Il 2 ottobre è stato scelto in memoria di Mahatma Gandhi (lui è nato il 2 ottobre), uno dei più importanti divulgatori della pace e del metodo di lotta non violento.

Utilizzando le parole di Gandhi, la non violenza la si può riassumere in questo modo:
“Il fine della non violenza è di risvegliare in chi commette il male quello che di migliore c’è in lui.”
“Quando volete ottenere qualcosa di veramente importante non dovete solo soddisfare la ragione, ma toccare i cuori. L’appello della ragione è rivolto al cervello, ma il cuore si raggiunge solo attraverso la sofferenza.”
“Si difende la verità non facendo soffrire l’avversario, ma prendendo la sofferenza su di sé.”

Agire in modo non violento non significa restare passivi e sottomettersi al male, ma significa affrontare i problemi in modo attivo e determinato senza utilizzare la violenza.

Come diceva Martin Luther King, un altro famoso sostenitore della pace:
“La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza in una spirale discendente di distruzione.”
“Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo: Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d’animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo in buona coscienza obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo.”

Il metodo di lotta non violento si sforza di affrontare i problemi in modo costruttivo cercando di tirare fuori il meglio da ogni singola persona. Nel mondo dei giochi da tavolo esistono parecchi giochi che seguono questa linea di pensiero: sono i cosiddetti giochi in stile tedesco.

Come ha affermato Reiner Knizia, un famoso autore tedesco di giochi:
“La Germania è estremamente critica nei confronti dei giochi di guerra. Questo deriva dalla storia e dalle esperienze della seconda guerra mondiale. La maggior parte delle persone – la cultura del gioco in famiglia – non ama particolarmente giocare ai giochi di guerra. Vuole giocare a storie moderne delicate.”

Oppure Klaus Teuber, l’autore del famoso gioco I Coloni di Catan:
“Credo che buona parte delle persone nel mondo preferisca dedicarsi ad attività costruttive piuttosto che distruttive. Il mondo di Catan è basato sulla filosofia della costruzione pacifica, piuttosto che sulla guerra e la violenza. Per questo la maggior parte delle persone che crede negli aspetti costruttivi nella vita, probabilmente ama giocare a Catan, anche per questa ragione.”

Ritornando a Knizia:
“Penso che possiamo proporre missioni migliori nel mondo dei giochi per i giovani e meno giovani che motivare le persone a spararsi a vicenda.”

In poche parole, i giochi in stile tedesco offrono ai partecipanti l’opportunità di affrontarsi in un contesto pacifico e propositivo, dove l’obiettivo di norma è progredire e far crescere nel miglior modo possibile ciò che si possiede, senza conflitti diretti con gli avversari. Ciò aiuta sicuramente a suo modo a instaurare una cultura di pace, rispetto, tolleranza, comprensione e non violenza. La Germania in fin dei conti si è ripresa da due guerre mondiali perse facendo giocare alle nuove generazioni giochi da tavolo costruttivi e i risultati ottenuti sono ammirevoli.

Il sito giochintavola.ch festeggia un anno di attività

“Se un uomo ha fame gli puoi dare un pesce, ma meglio ancora è dargli una lenza e insegnargli a pescare.”

È ormai passato già più di un anno dal primo articolo scritto su questo sito. In cuor mio ho sempre avuto il desiderio di trasmettere ai lettori gli strumenti necessari per districarsi in modo autonomo nel mondo dei giochi da tavolo. Come? Sistematizzando in macro-categorie gli innumerevoli giochi da tavolo esistenti, parlando dei riconoscimenti più importanti legati ai giochi da tavolo, accennando a classifiche di gradimento, componendo liste di giochi di vario genere, rivelando quali sono gli eventi ludici più importanti, facendo liste di siti validi, il tutto tra curiosità e informazioni varie provenienti dal mondo ludico.
Il mio auspicio – dopo il lavoro svolto – è di essere riuscito in minima parte in questo intento.
Un augurio di buon gioco a tutti.

I giochi che usciranno a Essen 2013

Manca poco più di un mese alla famosa fiera di Essen. Come ogni anno, i giochi nuovi che usciranno saranno veramente tanti. Ecco qui una selezione dei titoli più attesi:
Spyrium (il ritorno di William Attia con un gioco con un’ambientazione steampunk)
Glass Road (l’ultima fatica di Uwe Rosenberg)
Prosperity (una coppia inedita ma molto interessante: Reiner Knizia e Sebastian Bleasdale; titolo con un’ambientazione ecologica)
Amerigo (il nuovo gioco di Stefan Feld con torre per dadi)
Nauticus e Glück Auf (due titoli nuovi dal famoso duo Wolfgang Kramer e Michael Kiesling)
Madeira (un interessante gioco da parte di autori portoghesi emergenti appassionati di Martin Wallace e Mac Gerdts)
Lewis & Clark (autore francese emergente appassionato di Rosenberg e Feld)
Nations (gioco di civilizzazione ispirato a Through the Ages)
Rokoko (il nuovo gioco di Matthias Cramer con un’ambientazione particolare: bisogna creare abiti e prepararsi per un ballo del 1700)
Concordia (Mac Gerdts senza più la rondella)
Patchistory (altro gioco di civilizzazione che si piazza tra Through the Ages e 7 Wonders)
Dark Darker Darkest (gioco cooperativo con ambientazione horror)

Alcuni titoli interessanti sul fronte italiano:
Romolo o Remo? (la giochix.it esce con un nuovo titolo per giocatori assidui amanti di eurogames)
Venetia (l’ultima fatica di Marco Maggi e Francesco Nepitello)
Origin (gioco leggero con una grafica molto bella, sembra un mix tra Risiko, Quarto e Civilization)

Per chi volesse dare un’occhiata agli altri titoli che usciranno quest’anno, ecco qui il resoconto di Eric Martin.

Il gioco aiuta contro l’analfabetismo di ritorno

L’analfabetismo di ritorno è un problema da non sottovalutare. Nella nostra società il numero di persone che sa leggere ma che non è in grado di comprendere ciò che legge, è più alto di quanto si possa immaginare. In generale si parla dell’incapacità di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni di vita quotidiana. Se non si fa nulla, una volta finita la scuola obbligatoria, tali competenze tendono con il tempo inesorabilmente a diminuire, fino ad arrivare al punto in cui uno non è nemmeno più in grado di comprendere un foglietto illustrativo di un qualsiasi medicinale, di montare un mobile IKEA con il rispettivo foglietto d’istruzioni, di compilare e calcolare le imposte da pagare, di capire le tematiche in votazione, e molto altro ancora.
In poche parole, la conoscenza della lingua sta alla base della capacità di orientarsi nella società e di farsi valere nel mondo del lavoro. Perdere le competenze acquisite durante il periodo scolastico, ha delle conseguenze non indifferenti.
In che modo dunque la passione per i giochi da tavolo può aiutare contro l’analfabetismo di ritorno?
La risposta è piuttosto semplice. Qualsiasi gioco ha delle regole. Queste regole sono di norma scritte su un manuale d’istruzioni che può essere più o meno lungo – si va da poche pagine fino a centinaia. Oltre a essere in grado di leggere tali regole, bisogna anche saperle comprendere, riassumere e trasmettere agli altri. Solo in questo modo si può pensare di iniziare a giocare. Durante il gioco inoltre, si mantiene allenata la propria capacità di affrontare e risolvere problemi e di compiere calcoli.
In definitiva il segreto per evitare di cadere nella piaga dell’analfabetismo di ritorno è la costanza. Ci vuole costanza se si vuole restare a un buon livello, e la passione per i giochi da tavolo permette un allenamento costante delle proprie capacità di lettura e calcolo, il tutto in un modo nemmeno troppo pesante, anzi, il più delle volte addirittura in modo piacevole.

È tutta una questione di fiducia

Uno dei presupposti base mentre si gioca a giochi da tavolo è la fiducia reciproca. Assicurarsi che tutti rispettino le regole non è sempre controllabile nei minimi dettagli. Bisogna quindi imparare a fidarsi del prossimo.
Soprattutto se si gioca con persone che danno molta importanza alla vittoria, la cosa può diventare un po’ problematica, ma con il giocatore medio che si gode il gioco grazie all’interazione sociale e alla stimolazione intellettuale, il problema non sussiste.

“La parte importante del gioco è il processo, l’esperienza di gioco, non il risultato. Violare intenzionalmente le regole è contro-produttivo.”
(Un utente su boardgamegeek.com)

“I bari non amano giocare, amano semplicemente vincere ad ogni costo”.
(Un utente su boardgamegeek.com)

La gente che bara intenzionalmente non è mai vista in modo positivo. Nel migliore dei casi si invita la persona a non ripetere il misfatto, nel peggiore viene esclusa dal circolo.

“Se bari, abbiamo finito di giocare.”
(Un utente su boardgamegeek.com)

In generale è raro vedere nell’ambito dei giochi da tavolo persone che barino. Ognuno è arbitro di se stesso ed è responsabile del suo comportamento durante la partita. Il rispetto delle regole e degli avversari è qualcosa di imprescindibile. A regnare di norma dunque è la fiducia reciproca e il fair play (il “gioco leale”), anche perché solo in questo modo ci si può godere fino in fondo il piacere del gioco e condividere dei bei momenti tutti assieme.

Il piacere del gioco

È opinione abbastanza diffusa che il piacere del gioco provenga dalla vittoria.

“È piuttosto semplice: quando giochi a un gioco, vuoi vincere. Vincere ti rende felice, perdere ti rende infelice.”
(Jesper Juul)

Perdere ed essere felici viene visto non di rado come un’anomalia. Eppure un’inchiesta svolta sul famoso sito internet boardgamegeek.com ha dimostrato come la vittoria sia molto meno importante di quanto alcuni studiosi vogliano sostenere. L’indagine ha infatti rivelato come i due aspetti principali, che vengono considerati come fonte di piacere durante il gioco, siano l’interazione sociale e la stimolazione intellettuale.

“Penso che la ragione per cui mi piacciono i giochi così tanto sia dovuta al fatto che dia alla gente un’occasione diversa nella quale interagire con altre persone; un’occcasione che è spesso trascurata ma che stimola simultaneamente sia l’intelletto che la parte sociale della propria personalità.”
(Un utente su boardgamegeek.com)

“Amo giocare per il piacere intrinseco che dà questa attività e per l’interazione sociale che si viene a creare tra gli amici. È molto meglio che giocare a una console o a un gioco al computer, e si allena in un modo sorprendente l’intelletto e l’immaginazione.”
(Un utente su boardgamegeek.com)

“Mi piace l’interazione sociale. Ho un gruppo di giocatori che si incontra settimanalmente e che vuole provare giochi di tutti i generi. Possiamo sperimentare giochi nuovi, o giocare ad alcuni vecchi titoli, quelli preferiti, ciò non conta. Le conversazioni, le battute e il divertimento restano indipendentemente da cosa giochiamo. Senza l’interazione sociale, non ci sarebbe motivo per cui giocare.”
(Un utente su boardgamegeek.com)

“Sfida intellettuale – questo è il motivo per cui mi batto per la vittoria e non mi preoccupo della sconfitta. È la sfida ciò che conta.”
(Un utente su boardgamegeek.com)

“Il vero giocatore non gioca per vincere, ma sa che cercare di vincere crea la ‘trama’ in un gioco. Per questo aderisce facilmente alla trama ‘tutti provano a vincere’, ma sa immediatamente dimenticare il fallimento poiché il piacere del gioco dato dalla ‘trama’ è più grande della delusione dovuta alla mancata vittoria.”
(Moritz Eggert)

La realtà dunque è che gli appassionati di giochi da tavolo amano giocare soprattutto perché amano stare in compagnia e perché gli piace stimolare la mente e l’immaginazione. Puntare alla vittoria è importante, ma è un aspetto secondario. Non è il fine, lo scopo ultimo, è semplicemente uno strumento per divertirsi.

Germania: la patria del gioco da tavolo

La Germania è il paese dei giochi da tavolo. Il premio più importante a livello mondiale viene sancito lì (lo Spiel des Jahres), la fiera ludica di maggior rilievo avviene lì (la Fiera di Essen), la rivista ludica più popolare viene redatta lì (Spielbox), l’idea che il gioco sia un bene culturale si è diffusa lì, la difesa dei diritti d’autore di chi crea giochi si è imposta lì, alcune delle collezioni di giochi più imponenti le troviamo lì (Deutsches Spiele-Archiv).
Tutti questi fattori messi assieme hanno fatto sì che il gioco in Germania diventasse un bene culturale diffuso e apprezzato.
L’autore tedesco Reiner Knizia ha detto una volta: “Dovete capire che giocare in Germania è sinonimo di ‘valori familiari’. È un bene giocare e i giochi vengono piuttosto frequentemente comprati come regali. Tale hobby è visto come un modo molto valido di spendere del tempo assieme alla propria famiglia.”
La Germania è uno degli esempi più cristallini di come giocare possa essere visto come un’attività normale, lodevole e costruttiva.

Giocare online

Uno degli aspetti più belli del gioco da tavolo è l’interazione sociale che si viene a creare durante le partite. Non sempre però si ha modo di giocare con persone in carne e ossa. Capita a volte di avere del tempo libero, ma nessuno con cui poter condividere la propria passione. Se non si vuole – in simili occasioni – rinunciare del tutto al gioco, si può rimediare con internet. Al giorno d’oggi esistono innumerevoli piattaforme online dove poter giocare in tempo reale con altri utenti, come anche a turno prendendosi tutto il tempo che si vuole.
Alcuni dei siti web più famosi:
Board Game Arena (tempo reale);
Brettspiel Welt (tempo reale);
Yucata (a turno);
Boîte a Jeux (a turno);
Vassal (via e-mail).
Il piacere del gioco online non sta ovviamente tanto nell’interazione sociale, bensì piuttosto nell’elaborazione di strategie vincenti, nella sfida intellettuale, nella competizione.
Una raccolta esaustiva dei siti web dove poter giocare online la si trova qui.
Buon gioco.

Ludoteche in Svizzera

La ludoteca è un locale che raccoglie e conserva giochi, giocattoli e altri mezzi ricreativi, destinato all’uso sociale ed educativo. Famiglie, adulti e bambini possono giocare direttamente sul posto o prendere in prestito giochi e divertirsi a casa. La Svizzera è il paese con il più alto numero di ludoteche per abitante. Tra i vari obiettivi fissati, l’associazione delle ludoteche svizzere (ludo.ch) cerca di mantenere una rete di contatti fra le varie ludoteche esistenti, di promuovere il gioco come un’attività sana da svolgere nel tempo libero e di far passare l’idea che il gioco è un bene culturale importante.
In Ticino ci sono ludoteche in vari luoghi tra cui Locarno, Bellinzona, Lugano, Biasca, Bioggio, Carona, Cavergno, Chiasso, Faido, Gerra Piano, Massagno, Melide, San Nazzaro. Sono realtà che si basano essenzialmente sul volontariato: donne che si mettono in gioco perché credono nel gioco da tavolo come attività utile e genuina da svolgere con i propri figli. Se da un lato l’offerta per le famiglie e i bambini è a un buon livello, lo stesso non si può dire però per gli adulti. L’idea che un gruppo di over 30 possa andare in una ludoteca a prendere un party game come anche un gioco di strategia complesso e divertirsi passando del tempo in compagnia, è ancora poco diffusa alle nostre latitudini. Chissà però se pian pianino le cose non possano cambiare con la riscoperta del valore del gioco in età adulta. Sarebbe sicuramente una bella svolta.