Giochi sbilanciati o persone sbilanciate?

Il bello dei giochi di strategia complessi è quello di poter adottare di norma varie vie molto diverse tra di loro per ottenere la vittoria finale. Ciò è possibile grazie al playtesting approfondito che viene fatto di solito prima della pubblicazione. Autori in primis ed editori in secondo luogo dedicano diverso tempo a rendere il titolo ben bilanciato o ad assicurarsi che esso lo sia. Nessuno cerca di guadagnarsi la fama di autore e/o editore poco affidabile.
Proprio in virtù di questo, anche se dopo alcune partite fatte a un nuovo gioco di strategia complesso si può avere l’impressione che una strategia in particolare sia più forte delle altre, il mio consiglio è quello di cercare un modo alternativo di battere quella presunta strategia dominante. In fin dei conti il bello di questi titoli sta proprio nel riuscire a vincere più partite adottando vie sempre diverse.
Quindi, onestamente, non date eccessiva retta a quelle persone che appena dopo una o due partite si lamentano che un gioco è poco bilanciato. In genere o sono cattivi perdenti, o giocatori che non amano le sfide, in questo caso il cercare di vincere sempre in modo diverso.
Buon gioco.

I migliori giochi usciti a Essen 2013

Dopo due mesi dalla famosa fiera di Essen, durante la quale vengono proposti ogni anno centinaia di giochi nuovi, si può già farsi un’idea concreta di quali titoli meritano particolare attenzione.
Di fatto nella classifica di boardgamegeek.com sono quattro i titoli che si stanno contraddistinguendo con una media voti notevole:
Caverna (una rielaborazione di Agricola)
Russian Railroads (ferroviario con la meccanica del piazzamento lavoratori)
Nations (gioco di civilizzazione che ricorda a Through the Ages, ma più snello e tattico)
Lewis & Clark (spedizione nella quale bisogna arruolare le persone giuste e gestire al meglio le risorse a disposizione)

Per coloro che preferissero titoli più leggeri rispetto a quelli sopra (idonei più che altro per giocatori assidui), ci sono in alternativa anche alcuni giochi di media difficoltà che stanno riscuotendo un certo successo:
Legacy: The Testament of Duke de Crecy (come patriarca o matriarca si ha il compito di combinare matrimoni nella propria famiglia creando la dinastia più prestigiosa)
Spyrium (gioco di carte con la meccanica del piazzamento lavoratori e un’ambientazione steampunk)
Expedition: Northwest Passage (gioco di esplorazione)

Chi fosse invece alla ricerca di un qualche gioco tematico impegnativo, queste sono le offerte più quotate di quest’anno:
Eldritch Horror (cooperativo horror che si ispira ad Arkham Horror, ma più snello)
Firefly: The Game (gioco che si basa sull’omonima serie tv)

Passando infine ai giochi per famiglie, ecco qui alcuni titoli che val la pena tenere sott’occhio:
Rampage (gioco di demolizione)
Steam Park (gioco nel quale si creano parchi di divertimento)
CV (curriculum vitae)
Eight-Minute Empire (creare un impero in otto minuti)
Kashgar (commercio di spezie nella via della seta con la meccanica di deck-building aperto)

Altro:
Madeira (per chi ama giochi particolarmente complessi)

Difficilmente la situazione cambierà più di quel tanto nei prossimi mesi, soprattutto per quanto riguarda i top 4 (Essen 2013 – Ranked Games).

Per chi avesse voglia di leggersi alcune prime impressioni, approfondendo i titoli qui segnalati, può farlo scaricando gratuitamente l’ultimo numero (25) della rivista ludica ILSA, il quale è dedicato proprio alle ultime novità uscite a Essen.

Quali giochi regalare a Natale?

Come ogni anno la comunità di giocatori di boardgamegeek.com ha creato una guida per gli acquisti da fare se uno volesse regalare a Natale un gioco di società adatto a persone nuove al mondo ludico. Tale lista viene proposta di anno in anno perché chi gioca è in genere convinto che regalare un gioco da tavolo possa essere effettivamente un buon regalo, in grado di portare assieme la famiglia e gli amici, fare vivere delle belle esperienze, stimolare la mente e far acquisire nuove abilità.
I titoli proposti sono di una difficoltà tale da essere accessibili a chiunque. Vengono nominati i grandi classici, i party games più entusiasmanti, giochi per bambini, come anche giochi per ogni età.
Ecco qui di seguito il link alla guida: Board Game Gift Guide 2013

Buon gioco e buone feste.

Giornalismo ludico: quo vadis?

In Germania si è avviata da poco un’interessante discussione concernente il giornalismo ludico. A scatenare il tutto è stato Guido Heinecke, capo redattore del sito internet Tric Trac.
Secondo il giornalista tedesco al giorno d’oggi troppe riviste (Spielbox, Fairplay) e troppi portali online (reichderspiele.de, hall9000.de, cliquenabend.de, spielkult.de) si focalizzano sullo scrivere recensioni di giochi in modo serio, obiettivo, tradizionale, con una struttura ben definita, il classico 10/80/10, vale a dire 10% d’introduzione, 80% di parafrasi del regolamento e un 10% di giudizio personale. Simili articoli purtroppo però non hanno più molto appeal e sono diventati un po’ obsoleti. I regolamenti si possono trovare online, lo stile monotono risulta essere noioso, e si lascia ben poco spazio ad articoli di altra natura.
Ciò che Guido si auspica dunque è di vedere più varietà nell’offerta, non solo recensioni tradizionali, le quali hanno comunque diritto di esserci, ma anche maggiori informazioni sugli autori, sugli illustratori, reportage e approfondimenti di temi legati al mondo dei giochi da tavolo, recensioni più soggettive e divertenti, in grado di intrattenere il lettore, la trasmissione delle proprie esperienze personali, delle emozioni che si provano mentre si gioca, il motivo per cui un titolo piace. Ecco, questi sono aspetti che Guido vorrebbe vedere in maggior risalto. Varietà, parlare del mondo dei giochi da tavolo a 360 gradi, sapere far coesistere l’informazione seria con l’intrattenimento, far capire perché giocare è bello e divertente.
Se si vuole trasmettere l’idea che l’hobby del gioco da tavolo è qualcosa di sexy e cool – un’attività piacevole anche solo tra adulti -, bisogna iniziare a scrivere articoli di conseguenza. Questo a qualsiasi livello, sia amatoriale che professionale.

Zitto e siediti

Shut Up & Sit Down (zitto e siediti) è un sito internet in inglese che offre qualcosa di molto particolare e allo stesso tempo davvero spettacolare. Quinns e Paul – assieme ad altri ancora – sono rinomati per i loro video nei quali spiegano e recensiscono giochi da tavolo in modo esilarante. Nonostante l’approccio burlesco, i due non si tirano affatto indietro quando si tratta di criticare un titolo. La loro analisi però – quando è negativa – non si limita al semplice sconsigliare l’acquisto di un determinato gioco. In simili situazioni si impegnano di norma a suggerire altri giochi dello stesso genere che reputano migliori. Quindi oltre all’eventuale giudizio negativo, si trova poi di solito un consiglio alternativo positivo.
Ogni tanto inoltre i due si dedicano anche ai podcast, geniali anch’essi.

Carlsen campione del mondo di scacchi a soli 22 anni

Il mondo degli scacchi è in grande visibilio. Il norvegese Magnus Carlsen è riuscito a diventare campione del mondo a soli 22 anni battendo il grande maestro indiano Vishy Anand.
I numeri offerti dal talentuoso ventiduenne sono impressionanti: a soli 13 anni è diventato grande maestro, a 19 ha raggiunto il primo posto nella classifica mondiale, e ora a 22 ha ottenuto il titolo di campione del mondo.
Se il norvegese sarà in grado di aprire un’era di successi come fu il caso con Garri Kasparov (anche lui campione del mondo per la prima volta a 22 anni), è ovviamente ancora tutto da vedere. Di certo il talento non gli manca, anche se lo stile di gioco ben si distingue da quello offerto da Kasparov, il quale amava e ama tuttora un approccio più offensivo. Ma come Karpov ci insegna, si può vincere tanto e spesso anche con uno stile di gioco più attendista.

Quando le illustrazioni fanno la differenza

Sono sconosciuti ai più, anche tra gli appassionati, ma a dipendenza di come svolgono il loro lavoro, un gioco può piacere o meno. Di chi sto parlando? Degli illustratori.

La Francia è il paese che annovera il numero più elevato di artisti di un certo livello. Tra quelli più importanti abbiamo:
Pierô (Yggdrasil, Dice Town, Rampage, River Dragons)
Miguel Coimbra (7 Wonders, Cyclades, Small World, Giants, The Adventurers: The Pyramid of Horus)
Julien Delval (Shadows over Camelot, Mystery Express, Ticket to Ride, Pirate’s Cove)
David Cochard (Dungeon Petz, Dungeon Lords, Himalaya, Goblins Inc.)
Xavier Gueniffey Durin (Seasons, Tokaido, Isla Dorada, The Phantom Society)
Mathieu Leyssenne (Jamaica, Animalia, Metropolys)
Alexandre Roche (Troyes, Carson City, Rattus, Jaipur, Bruxelles 1893)
Arnaud Demaegd (Myrmes, Olympos, Ys, Yspahan, Caylus, Spyrium)
Vincent Dutrait (Lewis & Clark, Augustus, Tikal II, Water Lily)
Stéphane Poinsot (Evo, Bombay, Formula D, Fire & Axe)
Marie Cardouat (Dixit, Steam Park)


(7 Wonders – Miguel Coimbra)

La Germania – escludendo il famoso Menzel – è piuttosto rinomata per i suoi illustratori che creano immagini essenziali:
Michael Menzel (Stone Age, I Pilastri della Terra, Cuba, Jambo, Il Castello, Thurn and Taxis)
Doris Matthäus (El Grande, Carcassonne, Tigris & Euphrates, Saint Petersburg, Semenza)
Franz Vohwinkel (Tikal, Puerto Rico, Principi di Firenze, Ra, Samurai, Egizia, Finca, Targi)
Claus Stephan (Lancaster, Alea Iacta Est, Amazonas, Russian Railroads)
Volkan Baga (Il Nome della Rosa, Opera, To Court the King)


(Cuba – Michael Menzel)

Gli USA hanno una schiera enorme di illustratori, elencarli tutti sarebbe difficile. Nell’ambito dei wargame MacGowan e Simonsen sono i personaggi più rinomati, mentre tra gli illustratori emergenti di un certo livello abbiamo Ariosa e Cappel:
John Ariosa (Summoner Wars, Mice and Mystics)
Joshua Cappel (New Amsterdam, Belfort, Endeavor, Pandemia)
Andrew Navaro (direttore artistico della Fantasy Flight Games, gestisce gli artisti freelance che lavorano per la rinomata casa editrice statunitense)
Rodger B. MacGowan (Advanced Squad Leader, Civilization, Combat Commander: Europe, Commands & Colors Ancients, Here I Stand, World in Flames)
Redmond A. Simonsen (Panzergruppe Guderian, Battle for Germany, PanzerBlitz, Napoleon at Waterloo)

Dall’Austria arriva un illustratore che ha fatto la sua fortuna grazie ai giochi di Rosenberg:
Klemens Franz (Agricola, Le Havre, Ora et Labora)

In Norvegia spicca un illustratore che lavora spesso nei team organizzati dalla Fantasy Flight Games:
Henning Ludvigsen (Arkham Horror, Il Trono di Spade II, Descent II, Le Case della Follia, Android: Netrunner, Il Signore degli Anelli: LCG, Nexus OPS)


(Arkham Horror: L’Orrore di Innsmouth – Henning Ludvigsen)

In Italia ci sono anche bravi illustratori, tra cui:
Mariano Iannelli (Vinhos, Vasco da Gama, Madeira)
Guido Favaro (Ristorante Italia, De Vulgari Eloquentia, Jerusalem, Super Fantasy)

Le novità che hanno entusiasmato di più a Essen 2013

La fiera di Essen 2013 è giunta a suo termine. È tempo di tirare le somme.
I risultati delle due classifiche di gradimento che vengono stilate in occasione della fiera (Scoutaktion e Geek Buzz), le quali si basano sulle prime impressioni date dai partecipanti presenti alla manifestazione, hanno messo in risalto i seguenti giochi:
Russian Railroads
Concordia
Glass Road
Bruxelles 1893
Amerigo

Ecco in dettaglio la classifica finale organizzata dalla rivista Fairplay (senza Love Letter):
1) Russian Railroads di Helmut Ohley e Leonhard Orgler
2) Concordia di Mac Gerdts
3) Glass Road di Uwe Rosenberg
4) Bruxelles 1893 di Etienne Espreman
5) Kashgar di Gerhard Hecht
6) Rokoko di Matthias Cramer, Louis Malz e Stefan Malz
7) Spyrium di William Attia
8) Madeira di Nuno Bizarro Sentieiro e Paulo Soledade
9) Ugo di Ronald Hoekstra, Thomas Jansen e Patrick Zuidhof
10) Amerigo di Stefan Feld

Giochi con una buona media voti ma troppe poche votazioni: Nations, Lewis & Clark, Caverna, Prosperity.

Mentre qui di seguito si può vedere la classifica finale organizzata dagli amministratori di boardgamegeek.com (senza Hanabi e Love Letter):
1) Amerigo di Stefan Feld
2) Bruxelles 1893 di Etienne Espreman
3) Twin Tin Bots di Philippe Keyaerts
4) Tash-Kalar di Vlaada Chvátil
5) Romolo o Remo? di Michele Quondam
6) Serpent’s Tongue di Christopher Gabrielson
7) Steam Park di Aureliano Buonfino, Lorenzo Silva e Lorenzo Tucci Sorrentino
8) Glass Road di Uwe Rosenberg
9) Concordia di Mac Gerdts
10) Russian Railroads di Helmut Ohley e Leonhard Orgler

Entrambe queste classifiche vogliono dare un semplice primo orientamento. Quali titoli sapranno contraddistinguersi per la qualità offerta ce lo dirà solo il tempo. Chiunque volesse seguire tale progresso, può farlo consultando nei prossimi mesi il seguente link: Essen 2013 Ranked Games.

Il tempo passato a giocare è tempo speso bene

Giocare significa imparare incidentalmente, vale a dire imparare senza nemmeno accorgersene.
I neonati dopo la nascita sono in grado di compiere solo pochissime attività tra cui afferrare, succhiare e deglutire. Abilità motorie sofisticate, intelligenza, creatività, gioia di vivere sono tutte facoltà che un bambino deve imparare nel corso degli anni. Una simile necessità, che potrebbe risultare molto noiosa e monotona, diventa piacere grazie al gioco. Il segreto sta nel cervello, il quale emana endorfina ogni volta che un bambino ha successo. Tramite il gioco i bambini scoprono il mondo, la realtà che li circonda, imparano a conoscere il loro corpo, a maneggiare oggetti e a sviluppare le competenze sociali. Nel gioco ciò che i genitori e gli insegnanti cercano di far acquisire con fatica alle nuove generazioni – tramite programmi mirati di insegnamento – avviene in modo spontaneo, autonomo e casuale. Competenze come la capacità di percezione e discernimento, di pensare e parlare, di risolvere problemi ed essere creativi, di esprimere giudizi, di affrontare rischi, di essere premurosi, di sfruttare la propria memoria, di reagire prontamente, di muovere in modo adeguato il proprio corpo, di instaurare relazioni interpersonali sane e costruttive e di gestire e comprendere le emozioni, sono tutte competenze che si acquisiscono tramite il gioco.
Il giocare assieme ad altri crea un’esperienza di gruppo nella quale ognuno è importante allo stesso modo e tutti si sentono accettati. Consente di raggiungere un sano equilibrio tra affermazione di se stessi e adeguamento agli altri.
Arrivati in età adulta inoltre il gioco permette di restare flessibili senza cadere in un eccessivo irrigidimento mentale e fisico. Come diceva già lo scrittore e drammaturgo irlandese George Bernard Shaw, “l’uomo non smette di giocare quando invecchia, ma invecchia quando smette di giocare.” Giochi strategici, simulazioni di guerra, giochi di parole e comunicazione permettono di mantenere in forma il proprio intelletto, cosa molto utile di fronte al continuo mutamento della nostra società. Il gioco per di più permette ai vari partecipanti di ritrovarsi in una situazione ideale di parità, indipendentemente dai ruoli sociali che si hanno acquisito nel corso della vita.
In definitiva, il giocare – anche in età adulta – dà molto di più di quello che si possa immaginare: è tempo speso decisamente bene.

Giochi cooperativi

La rivista ludica ILSA – informazione ludica a scatola aperta – ha dedicato il suo ultimo numero (23) ai giochi cooperativi. All’interno di esso ci sono varie recensioni, impressioni, aneddoti, scambi di vedute, in classico stile ILSA.
Tra i titoli analizzati più significativi abbiamo Pandemia, Il Signore degli Anelli, Mice and Mystics, Zombicide, Gears of War, Room 25, Le Leggende di Andor, Il Segno degli Antichi, e parecchi altri ancora.
Buona lettura.