Un gioco, cinque copertine

La casa editrice francese Bombyx ha deciso di lanciare il nuovo gioco di Bruno Cathala e Charles Chevallier in un modo molto originale.
Sulla scatola sarà visibile solo il disegno dell’illustratore Xavier Collette, senza loghi della casa editrice, né i nomi degli autori. Se tutto ciò non bastasse, la copertina non sarà una sola, ma ci saranno 5 versioni diverse.
Chissà se una simile idea farà scuola o se rimarrà un episodio a sé.

Perché l’essere umano gioca?

Il termine gioco è una parola molto comune che i bambini imparano a utilizzare già in tenera età. Ma cosa significa concretamente giocare e come mai l’essere umano gioca?
Al riguardo esistono varie teorie molto diverse tra di loro.

Nel corso dei secoli il gioco è stato concepito come:
– svago (rigenerazione dopo il lavoro);
– surplus di energia (eccedenza di energia fisico-mentale la quale verrebbe utilizzata per giocare);
– esercizio di capacità (allenare le tecniche di sopravvivenza elementari);
– difesa da esperienze traumatiche (rivivere tramite il gioco momenti del passato che sono risultati traumatici per superare il problema);
– evasione dalla realtà (sfuggire al mondo disincantato);
– impulso istintivo (un comportamento innato);
– motore della cultura (scienza, arte, filosofia, letteratura sarebbero il risultato di attività ludiche);
– comprensione della realtà (curiosità nello scoprire la realtà circostante);
– attività cognitiva (risultato dello sviluppo intellettuale);
– dialettica (imparare ad adattarsi alla realtà circostante e allo stesso tempo imparare a interagire in modo creativo con il mondo).

Al giorno d’oggi la tendenza è quella di sostenere un modello esplicativo pluralistico. Il motivo per cui l’essere umano gioca è visto dunque in più fattori che bisogna integrare tra di loro per comprendere al meglio il fenomeno ludico. Detto in altre parole, una risposta semplice e univoca non esiste.

Dado Critico: il fascino delle esperienze ludiche

Oggi vorrei parlarvi di Dado Critico. Dado Critico è un blog molto interessante che cerca di fare qualcosa di diverso dal solito: parlare delle esperienze che si vengono a creare giocando attorno a un tavolo. Gli articoli infatti non trattano tanto di regolamenti, ma piuttosto di sensazioni, emozioni, vita vissuta.
È bello vedere come Andrea “Dado” sia riuscito a proporre una nuova forma di divulgazione ludica in grado allo stesso tempo di divertire e attirare nuove persone a questo splendido passatempo.
Se avete occasione, leggetelo.

Termini tecnici

Non sempre per chi è alle prime armi è semplice capire di cosa stanno parlando persone che bazzicano l’ambiente dei giochi da tavolo da diverso tempo. Di termini tecnici ce ne sono parecchi con la conseguenza che un discorso può diventare parecchio enigmatico.
Per ovviare in parte a questo problema, si può consultare uno dei seguenti glossari:
glossario di boardgamegeek.com;
glossario di goblins.net.

Buono studio.

Geocaching: la caccia al tesoro nel mondo reale

Il geocaching è un passatempo che si abbina molto bene all’hobby del gioco da tavolo. Le due cose si possono considerare complementari. Se da un lato infatti dilettarsi con i giochi di società è un’attività sedentaria, dall’altro il geocaching permette alle persone di stare all’aria aperta, fare belle passeggiate, scoprire nuovi posti, il tutto giocando.
Il termine geocaching significa letteralmente “nascondiglio” (cache) presente da qualche parte sul pianeta “Terra” (geo). Quello che si fa è una caccia al tesoro nel mondo reale utilizzando un GPS o anche più semplicemente uno smartphone. Le coordinate indicano di norma il luogo dove è nascosto un contenitore con all’interno un registro. Il registro serve per annotare che si è riusciti a trovare il nascondiglio. Le postazioni che vengono scelte sono luoghi ritenuti meritevoli di essere condivisi con altre persone. Possono essere dunque cime di montagne, nuclei nelle città vecchie, punti panoramici molto suggestivi, luoghi con una particolare atmosfera, e via dicendo.
Per poter iniziare l’avventura basta iscriversi gratuitamente sul sito ufficiale geocaching.com.
Il consiglio è di visionare all’inizio questi video introduttivi (in inglese) e di partire cercando dei nascondigli tradizionali con dei contenitori di media grandezza:
Cos’è il geocaching?
Guida per principianti sul come trovare un geocache (nascondiglio)
Che aspetto hanno i geocaches?
Quanti geocaches ci sono in giro per il mondo?

Disporre di un GPS o di uno smartphone è altamente consigliabile, ma non strettamente necessario. Si può andare a caccia di nascondigli anche solo consultando da casa il GPS e poi affidarsi alla propria memoria e capacità di orientamento. La sfida diventa in tal caso un pelo più difficile, ma anche più entusiasmante. Capita ovviamente a volte anche di non trovare il nascondiglio. Fa parte del gioco.
Buon divertimento.

Ma le donne lo fanno?

Essendo oggi la giornata internazionale della donna, un caloroso augurio a tutte le donne, giocatrici o meno. È importante sapere che l’8 marzo viene celebrato per ricordare da una parte le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, dall’altra le discriminazioni e le violenze che subiscono tuttora in varie parti del mondo. Molto è già stato fatto, ma molto è ancora da fare.
Visto che in questo sito parliamo essenzialmente di giochi da tavolo, com’è messa la situazione nella nostra realtà? Detto in altre parole, che rapporto c’è tra le donne e i giochi da tavolo?
Una risposta semplice non c’è, ma in generale si può dire che tale passatempo è decisamente unisex. Alle nostre latitudini forse c’è ancora presente la convinzione che sia un’attività prevalentemente per uomini, ma non è così.
Al contrario di molti sport nei quali viene fatta la distinzione tra uomini e donne, nel mondo dei giochi da tavolo si può giocare tutti assieme senza alcun problema. Non esiste alcuna barriera tra i due sessi in questo passatempo. Esistono autrici donne (come abbiamo visto in passato qui), giocatrici donne (nella nostra associazione abbiamo diverse donne, io personalmente sono stato introdotto da bambino nel mondo dei giochi da tavolo da delle donne e giocavo con bambine coetanee, in Germania si gioca spesso e volentieri tutti assieme in famiglia a giochi da tavolo, donne incluse), ci sono donne che spiegano giochi da tavolo (gioconauta.it ha proposto ad esempio alcuni video con delle donne molto interessanti [qui e qui], Ketty ha spiegato una quantità enorme di titoli in spagnolo qui), ci sono spazi dedicati alle donne dove poter parlare di giochi (qui su boardgamegeek.com ad esempio), liste dei giochi preferiti dalle donne (come abbiamo visto in passato qui), e molto altro ancora. Insomma, anche le donne lo fanno. Anche loro giocano con piacere senza tirarsi indietro. L’emancipazione in tal senso c’è già stata da tempo.

Il meglio di ciò che accade su boardgamegeek.com

Boardgamegeek.com è il sito di riferimento per ogni appassionato di giochi da tavolo. Nonostante sia estremamente famoso e abbia molto successo, non si può negare però che risulti essere molto caotico e dispersivo. Per ovviare in parte a questo problema, Brad Cummings ha deciso poco tempo fa di proporre una rubrica settimanale che riassume il meglio di ciò che appare su boardgamegeek.com. Inutile dire come tale progetto abbia riscontrato subito pareri positivi un po’ ovunque.
Ecco qui il link: The Geek Weekly (a weekly selection of what’s happening on boardgamegeek.com)
Buona lettura.

Expedit o Kallax? Questo è il dilemma

Ikea ha annunciato di voler togliere dal proprio catalogo lo scaffale Expedit. Una notizia questa che ha scatenato il malcontento tra gli appassionati di giochi da tavolo. Bisogna infatti sapere che secondo alcuni sondaggi Expedit è lo scaffale preferito dai giocatori di boardgames. Anche i patiti dei dischi in vinile hanno tra l’altro denunciato la propria contrarietà, visto che pure loro utilizzano molto volentieri tale scaffale. Basta vedere questa pagina di facebook per capire la vastità del fenomeno: salvate lo scaffale Ikea Expedit.
Come mai dunque il colosso di origini svedesi ha deciso di compiere un simile gesto?
La verità è che Expedit verrà semplicemente sostituito da uno scaffale (Kallax) con le stesse identiche dimensioni all’interno, ma con le assi esterne meno spesse. Questo permetterà da un lato ad Ikea di avere dei guadagni, dall’altro di consumare meno alberi, di avere quindi un impatto ecologico meno invasivo.

Fiabe tramutate in giochi

La casa editrice francese Iello ha iniziato da poco un interessante progetto legato a giochi che si ispirano a famose fiabe per bambini. Il risultato ottenuto è molto carino. Il target sono chiaramente i bambini tra i 6 e gli 8 anni. I giochi sono insomma pensati per le famiglie. All’interno delle scatole si trovano tra l’altro anche le fiabe stesse, cosa che permette ai genitori di raccontare le storie prima o dopo aver giocato.

I due titoli che sono usciti fino adesso sono:
I tre piccoli porcellini
Baba Yaga

A tutti gli interessati raccomando di seguire gli sviluppi e ricordo che la serie è stata ripresa e tradotta in italiano dalla casa editrice Asterion Press.

Due chiacchiere con gli autori

Il blog italiano Idee Ludiche sta dedicando da un po’ di tempo dello spazio a delle interviste fatte con autori di giochi da tavolo di un certo carisma. Uwe Rosenberg, Martin Wallace, Antoine Bauza, Bruno Cathala, Leo Colovini sono i nomi di maggiore spicco. Il progetto è molto lodevole e merita attenzione. Conoscere meglio gli autori dei propri titoli preferiti non può che fare bene al panorama ludico.