Mettere in dubbio gli equilibri di una comunità

Cosa accade quando una ricerca mette in discussione gli equilibri di una comunità? Nel caso di Tanya Pobuda, la risposta è arrivata proprio dalla comunità dei giocatori e delle giocatrici: accanto al sostegno di molti appassionati, la sua nota ricerca del 2018 sulla rappresentazione di genere ed etnico-razziale nell’industria dei giochi da tavolo suscitò una reazione aggressiva da parte di alcune componenti più reazionarie del mondo ludico, fino a sfociare in molestie e minacce personali. La stessa autrice racconta così nella sua tesi di dottorato del 2022, quattro anni più tardi, ciò che avvenne dopo la pubblicazione del suo studio:

“Dalla pubblicazione del mio studio del 2018, ho ricevuto riscontri da centinaia di giocatori di giochi da tavolo, editori e creatori di contenuti, che mi hanno incoraggiata a proseguire la ricerca su questo fenomeno culturale ancora poco studiato. Ciò indica che esiste sia una lacuna nella ricerca accademica, sia un interesse da parte del pubblico verso questo tipo di studi.
Allo stesso tempo, questa ricerca ha suscitato una notevole opposizione da parte degli elementi più reazionari della comunità degli appassionati, dimostrando ampiamente quanto questa comunità possa essere tossica per le persone che non si identificano come uomini bianchi, cisgender ed eterosessuali.
Dopo che i risultati del mio studio del 2018 sono stati ripresi da due famigerati media reazionari dell’alt-right, il Daily Caller e il canale YouTube Louder with Crowder, ho ricevuto numerose minacce e sono stata vittima di alcuni episodi di molestia. Un lettore di Crowder arrivò a scrivere:
‘Gli uomini bianchi e asiatici costituiscono il pubblico principale dei videogiochi e dei giochi da tavolo. Proprio come femminucce, ipersensibili, lesbiche ed eunuchi costituiscono il pubblico principale della CNN e delle università liberal.’
(Louder with Crowder, 2018)
Altri commentatori presenti su questi siti dell’alt-right misero in dubbio la mia sanità mentale, mi derisero per il presunto spreco dei soldi dei contribuenti statunitensi (sono canadese e svolgo le mie ricerche in Canada, senza alcun finanziamento statunitense) e un individuo particolarmente fantasioso arrivò persino a pianificare la mia morte nella natura selvaggia dell’Alaska, suggerendo che mi avrebbe fatta calare, nuda, da un elicottero direttamente tra gli artigli letali di alcuni orsi affamati.
Ciononostante, ho perseverato, e ora presento questa nuova e più ampia ricerca.”

(Tanya Pobuda, “I Didn’t See Anyone Who Looked Like Me”: Gender and Racial Representation in Board Gaming, Thesis, Toronto Metropolitan University, 2022, p. 9)

È in un simile contesto storico che nasce nel 2020 il thread “In Poppa Magna”, un thread di ampio successo sul forum de La Tana dei Goblin (parliamo della community di giochi da tavolo più grande d’Italia), thread particolarmente problematico, in cui la donna viene oggettificata. L’oggettificazione della figura femminile rappresenta una delle forme più diffuse di sessismo nell’iconografia dei giochi da tavolo. Più persone hanno chiesto nel corso degli ultimi sei anni la chiusura di quello spazio, voci costantemente inascoltate. C’è gente che ha persino abbandonato la community in segno di protesta. Ben vengano le ricerche di Tanya Pobuda, con tutti i cambiamenti del caso necessari per rendere l’hobby del gioco da tavolo sempre più inclusivo.