Giochintavola raddoppia

Giochintavola si apre al Sopraceneri.
A seguito dell’esperienza molto positiva al Foce di Lugano che ha permesso ai soci di avere uno spazio tutto per loro dove poter giocare, Giochintavola prova a ripetersi anche al nord del Monte Ceneri.
Grazie alla disponibilità dell’associazione Vela Bianca, ci potremo trovare in uno spazio ampio e confortevole sempre al venerdì dalle 20.30 all’01.00 presso il Baby’s House, in Viale 1814 – 4 (di fronte al mercato coperto) a Giubiasco.
Le serate si svolgeranno secondo il medesimo canovaccio: volenterosi dimostratori saranno a disposizione degli ospiti per presentare i numerosi giochi dell’associazione. Le sale e il giardino saranno inoltre a disposizione per l’organizzazione di eventi e di giornate tematiche.
Venite a trovarci.

BuzzFeed parla di giochi da tavolo

Wil Wheaton è come la manna dal cielo per gli appassionati dei giochi da tavolo americani.
Perché dico così? Semplice. Grazie al suo contributo, al suo show (TableTop), alla sua propaganda e divulgazione, l’hobby dei boardgames sta guadagnando sempre più terreno e visibilità negli USA.
Un esempio su tutti? Persino uno dei portali internet più celebri e bazzicati al mondo – BuzzFeed – ha iniziato a parlare di giochi da tavolo. L’ha fatto oggi, consigliando di lasciare Monopoly in soffitta, per scoprire un mondo tutto nuovo, in occasione della giornata mondiale dei giochi da tavolo, che avrà luogo l’11 aprile.
L’articolo lo si trova qui.
Grazie Wil.

Buon gioco a tutti.

Comprare schiavi è un problema?

La casa editrice Days of Wonder è finita nella bufera a causa del suo ultimo gioco di successo Five Tribes.
Il motivo? Le famigerate carte schiavo. Per chi non lo sapesse, nel gioco si possono acquistare uomini incatenati come se fossero merci. Nel periodo storico in cui è ambientato il gioco tale usanza era ampiamente diffusa.
Negli Stati Uniti però il tema schiavitù è sempre ancora difficile da affrontare. La discriminazione nei confronti dei neri è un problema tuttora esistente, nonostante il primo presidente di colore Barack Obama. Vedere dunque tra i componenti di Five Tribes degli schiavi, ha suscitato scandalo e indignazione.
Sono in molti ad essersi rifiutati di comprare e/o giocare al titolo, proprio per questo motivo.
Il tutto può sembrare una barzelletta, ma non lo è. Ciò ha spinto la casa editrice a sostituire le carte in questione con delle più innocue carte fachiro. Dalla prossima edizione quindi niente più schiavi, per rendere il gioco adatto anche agli animi più sensibili.

Resta la domanda se con una censura del genere non si sia persa l’occasione di affrontare un tema molto serio con i bambini: l’abolizione della schiavitù. Vale a dire: spiegare i motivi per cui la tratta degli esseri umani è da condannare e il perché un tempo era considerata indispensabile e naturale per lo sviluppo economico mentre ora non lo è più. Senza dimenticarci che “la schiavitù non è affatto scomparsa: oggi si stimano circa ventisette milioni di schiavi. Se ne sa però troppo poco ed è proprio l’ignoranza a favorirne sopravvivenza e diffusione.”(1)

(1) Kevin Bales, sociologo americano esperto del tema schiavitù.


(Foto scattata da Jacky Pohl)

Giocare è una cosa seria

La Ludoteca al Trenino di Bioggio ha compiuto 20 anni. Funziona come una biblioteca, solo che al posto dei libri si prendono in prestito i giochi di società. Sono più o meno 500 i titoli lì a disposizione. Quelli più richiesti appartengono alla fascia 3-4 anni, ma non mancano anche i giochi adatti per persone più grandi.
In occasione di questo anniversario è stata organizzata una conferenza al Centro diurno per la terza età di Bioggio. Come ospite c’era Anna Maggetti-Jolidon, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva. Il tema trattato lunedì scorso era “L’importanza del gioco nella crescita e nello sviluppo del bambino“.
Tracciando una linea virtuale, la psicologa ha parlato dei vari giochi che si fanno da 0 a 8 anni.
Innanzitutto ci sono quelli di ripetizione. Parliamo ad esempio del neonato che fa muovere un oggetto che si trova sopra di lui. Tale gesto viene compiuto ripetutamente, per acquisire e comprendere meglio il principio di azione-reazione. Si può fare un discorso analogo anche quando un bambino dal seggiolone butta a terra ripetutamente una posata. Il motivo per cui lo fa è semplice: cerca di capire il mondo che lo circonda. In questo caso scopre il principio di gravità e le sue implicazioni. Per noi queste leggi fisiche sono scontate, ma non per il bambino.
In un secondo momento subentrano i giochi simbolici. Sono i cosiddetti giochi “far finta di”. Il fanciullo imita qualcuno o qualcosa che ha visto in precedenza. Due esempi classici potrebbero essere: pettinare una bambola, come una madre pettina sua figlia, oppure cucinare in una cucina giocattolo, come fanno gli adulti quando preparano il pranzo o la cena. A scuola non di rado si sente dire che copiare non va bene. In realtà è grazie al nostro saper copiare che siamo in grado di apprendere, svilupparci e crescere.
In seguito un’altra categoria considerata da Maggetti-Jolidon è stata quella dei giochi di costruzione. L’esempio più famoso è il Lego. Tramite questi mattoncini si possono realizzare modelli di oggetti o figure reali. Importante in questo caso è far realizzare qualcosa al bambino che sia anche in grado di concludere. Iniziare tanti modelli, senza mai portarne a termine uno, può essere demotivante e scoraggiare in futuro il bambino a costruire qualcosa di nuovo.
Infine sono stati citati i giochi con delle regole. Quelli più rinomati sono i giochi di società. Di norma la complessità è maggiore in questi casi, perché sono richieste più competenze. Seguire delle regole non è evidente, come nemmeno giocare tutti assieme, saper accettare la sconfitta, attendere il proprio turno, ecc.
Durante la serata la psicologa ha inoltre affrontato altri temi sorti dal dialogo con il pubblico presente. Si è discusso ad esempio sul fatto se esistano giochi pensati prevalentemente per le bambine e/o per i bambini, se i genitori debbano avere un ruolo passivo o attivo, da supervisore o di intromissione, se bisogna stimolare i propri figli a giocare assieme ad altri o se va bene lasciarli giocare anche da soli. Non sono mancate anche delle riflessioni sulla televisione, i tablet, l’aggressività, il travestirsi, ecc. Le risposte non erano assolute né definitive, anche perché molto dipende dai singoli casi. Un bambino ad esempio che decide di crocifiggere tutta una serie di marionette non è per forza un futuro serial killer. Forse cerca semplicemente di elaborare quanto ha visto a messa durante la pasqua.
La serata infine si è conclusa con un importante messaggio rivolto a tutti: per i bambini giocare è una cosa seria. Attraverso il gioco scoprono il mondo, il suo funzionamento, e sono in grado di acquisire le competenze necessarie per affrontarlo al meglio. Il gioco va stimolato e incoraggiato. E aspetto molto importante: non c’è un’età massima oltre la quale giocare non ha più senso.
Come ha detto in passato lo psicologo Max Kobbert: “Il gioco appartiene a quelle cose che rendono la vita degna di essere vissuta.”

Per chi fosse interessato, non è la prima volta che affrontiamo il tema “gioco e formazione”. La lettura può continuare qui.

Justin Bieber festeggia 21 anni

Justin Bieber il suo compleanno lo potrebbe festeggiare in qualsiasi modo. È una star, ha un sacco di soldi, successo e fama. Eppure in occasione dei suoi 21 anni (il primo di marzo) ha deciso di dedicare parte della giornata anche ai giochi di società. Incredibile ma vero.
È lui stesso ad aver messo su Instagram una foto (Just some fun and games) che lo ritrae assieme alla sua attuale compagna e alcuni amici mentre passano un momento tranquillo a godersi il gioco di carte Apple to Apple, un party game molto diffuso.
La notizia è finita addirittura sul Daily Mail, una delle testate giornalistiche più importanti del Regno Unito: il famoso bad boy è in grado di divertirsi anche facendo un passatempo normale e poco appariscente, ma non per questo meno entusiasmante.

Grande Justin. Sfatiamo certi miti.

Acquistare giochi di società in Ticino

Siete nuovi nel mondo dei giochi da tavolo e non sapete dove andare ad acquistare le ultime novità o anche i grandi classici?
In Ticino le opzioni non sono tantissime, ma ci sono. Ecco qui in ordine alfabetico i negozi che sappiamo vendere giochi da tavolo moderni:
Grisù: negozio specializzato a Mendrisio con un’interessante offerta;
Lo Stregatto: negozio a Locarno di giochi da tavolo che ha preso in mano l’ex-negozio Sogni di Carta;
Toni Balocchi: negozio a Bellinzona che vende diversi giochi adatti alle famiglie;
Giochi stellari: negozio online ticinese con vari giochi da tavolo;
Müller: l’unico supermercato in Ticino – con dei centri a Sant’Antonino e Gravesano – ad avere un’ampia offerta di giochi da tavolo provenienti dalla Germania (i regolamenti in italiano si trovano spesso online).

Come si può notare in tutte le città principali del Ticino troviamo almeno un negozio che vende giochi da tavolo moderni, che non siano i soliti Monopoly, Trivial Pursuit, Taboo, o altro ancora.
Il mercato ludico è andato avanti e sforna ogni anno titoli interessanti. Dixit, Hanabi, Camel Up, Splendor, Concept, Dobble, Perudo, Qwirkle, Villa Paletti, Semenza, 6 e le prendi, Linko, Jaipur, Coloretto, Citadels, sono solo alcuni esempi. Tutti titoli nettamente superiori ai giochi commerciali americani che si trovano da decenni nei vari supermercati.
Basta informarsi e il gioco continua. 😀

P.S.: La nostra è un’associazione non-profit indipendente. La lista soprastante è solo a titolo informativo. Se conoscete altri negozi ludici in Ticino, non esitate a segnalarcelo, in modo tale da poterli aggiungere. Grazie.
Buon gioco.

Un anno opaco?

Il 2014 è stato un anno un po’ strano a livello ludico. Dalla fiera di Essen non sono emersi german games in grado di convincere le grandi masse. Eppure l’affluenza è stata considerevole.
Un primo dato interessante è che diversi giochi, che hanno riscontrando un giudizio favorevole, sono dei riadattamenti di giochi più vecchi. Parlo ad esempio di King of New York (King of Tokyo), Imperial Settlers (51st State), Sheriff of Nottingham (Hart an der Grenze), Castles of Mad King Ludwig (Suburbia), Pandemic: The Cure (Pandemia), Star Wars: Imperial Assault (Descent).
Il successo di titoli del genere può essere un buon segnale: un importante affluenza di neofiti. Però per i giocatori con più esperienza la sensazione è quella di una mancanza di sviluppo.
Bisogna d’altra parte ammettere che, dando un’occhiata ai giochi tematici, non mancano i titoli interessanti, i quali stanno riscuotendo un ampio successo, forse dovuto anche al fatto che gli american gamers sono meno esigenti dal punto di vista dell’innovazione delle meccaniche e cercano di più una bella sensazione legata all’ambientazione. Tra quelli più quotati troviamo: Dead of Winter, Shadows of Brimstone, Arcadia Quest e il già citato Star Wars: Imperial Assault. La loro media voti è impressionante. Il primo e l’ultimo sono già nella top 100 nella rinomata classifica di boardgamegeek.com.
Era da diverso tempo che gli amanti dei giochi tematici non vedevano un anno così ricco di novità promettenti.
Il 2014 è stato anche un anno interessante per chi ama i titoli leggeri. Splendor, Camel Up, One Night Ultimate Werewolf, Colt Express, Sheriff of Nottingham, Linko, Tiny Epic Kingdoms sono solo alcuni dei titoli che hanno divertito le masse, convincendo a volte anche i giocatori più assidui.
Lo stesso vale per i titoli di media difficoltà, come Five Tribes, il già citato Imperial Settlers, Istanbul, Abyss, Deus. E i giochi da due come Fields of Arle, Patchwork, Star Realms, Wir sind das Volk!
Tanti bei giochi in varie categorie, ma la sensazione alla fin fine è che manchi lo stesso qualcosa. C’è un certo vuoto tra i giochi di strategia impegnativi. Vedere Lacerda con Kanban tra i titoli più quotati (lui che, nonostante abbia una cerchia di fan, non è mai riuscito a convincere pienamente le grandi masse) fa un certo effetto. Alchimisti, Panamax, AquaSphere stanno andando bene, ma non hanno una media voti notevole su boardgamegeek.com. Mentre titoli che forse avrebbero potuto piacere di più (La Granja, The Lord of the Ice Garden), sono usciti con una tiratura limitata, una pecca non da poco.
Per i german gamers insomma la sensazione è che sia stato un anno un po’ così: senza lode né infamia. Un buon anno per rispolverare vecchie glorie del passato. 😀

Buon gioco a tutti.

P.S.: Spunto per questa riflessione è stato l’interessante editoriale scritto da Mauro Di Marco nella rivista ILSA numero 30 (trovabile online qui).

Regali di Natale

La fine dell’anno si sta avvicinando e con essa anche il periodo di Natale e capodanno. Quale occasione migliore per divertirsi con dei giochi da tavolo? Ma cosa scegliere, se si vuole regalare qualcosa di nuovo rispetto ai soliti Monopoly, Taboo o Trivial Pursuit?
La comunità più grande al mondo di appassionati di boardgames ha stilato, come ogni anno, una lista dei titoli più idonei e accattivanti. La si trova in inglese qui.
E nel caso in cui non foste ancora completamente convinti, vi consiglio questa bella lettura sul piacere che può trasmettere una simile passione: semplicemente immergersi.

Buone feste.

Wil Wheaton è tornato

L’uomo in grado di divertire le masse e stuzzicare il loro interesse con i giochi presentati su TableTop, una serie web dedicata ai giochi da tavolo, torna alla ribalta con una terza stagione di novità tutte da gustare.
La lista dei titoli che verranno provati da lui e da alcuni suoi rinomati amici è già stabilita. Eccola qui di seguito:
1) Tokaido
2) Concept
3) Roll for It e Sushi Go!
4) Love Letter e Coup
5) Il Deserto Proibito
6) La Lepre e la Tartaruga e Council of Verona
7) Sheriff of Nottingham
8) Stone Age
9) Geek Out
10) Five Tribes
11) Epic Spell Wars of the Battle Wizards
12) Mice & Mystics
13) Dread
14) Catan Junior
15) Libertalia
16) Kingdom Builder
17) Dead of Winter
18) Legendary
19) Cards Against Humanity

Non ci resta che goderci lo spettacolo e ammirare come la passione per i giochi da tavolo stia prendendo sempre più piede negli Stati Uniti grazie a questo show.

Ritrovamento legato alla spedizione perduta di Franklin

Da qualche anno esiste un gioco dal nome Expedition: Northwest Passage, un titolo di media difficoltà che ha come intento quello di far rivivere le ricerche che ci furono dopo la scomparsa dell’equipaggio di Franklin partito nel lontano 1845. Maggiori informazioni su questo avvenimento storico – il tentativo di scoprire il passaggio nord-ovest e le successive spedizioni di recupero – le si trovano qui.
Il titolo lo si può giocare anche online volendo, su boardgamearena.com. Per un certo periodo sono stato in testa in quella classifica.
Ma se scrivo questo articolo è per un altro motivo: alcuni mesi fa è stata scoperta una barca proprio di quella famosa spedizione, risolvendo parte del mistero. La notizia la si trova in inglese qui.
Una chicca per tutti gli amanti del gioco, come anche di questo evento storico non molto conosciuto alle nostre latitudini, ma molto interessante.