Minimalismo digitale e giochi da tavolo

Di recente ho avuto modo di leggere l’interessante libro Minimalismo digitale. Rimettere a fuoco la propria vita in un mondo pieno di distrazioni di Cal Newport.

È ormai cosa risaputa che “l’utilizzo compulsivo è alla base del business plan di molti social media” (Newport, p. 11). Esistono documentari in merito, come ad esempio The Social Dilemma, ci sono governi che si chiedono se abbia senso vietare certi social per il benessere della popolazione e dei giovani, esistono manifesti del tipo “Das Slow Media Manifest”.

Nel suo libro, Newport prova a vedere quali sono le argomentazioni a favore di un minimalismo digitale, precisando che “un’azione decisa è necessaria per trasformare alla radice il rapporto con la tecnologia” (Newport, p. 15). Lui nel concreto parla di un processo di allontanamento di ben trenta giorni da qualunque attività online facoltativa. Dopodiché, uno può valutare di reintrodurre lentamente un numero ridotto di attività online, selezionate con cura, in grado di offrire vantaggi importanti.

Tutto ciò è fattibile però, secondo Newport, a condizione che prima si capisca l’importanza di coltivare un tempo libero di qualità.

“Le tecnologie, in molti casi, sono progettate specificamente per innescare una dipendenza comportamentale”. (Newport, p. 40)

Questo significa che senza una strategia precisa, riuscire a liberarsi dalle forze manipolatorie dei social media può risultare una sfida pressoché impossibile.

“Molte persone utilizzano compulsivamente il cellulare per nascondere un vuoto: non si sono, infatti, impegnate a creare attività e divertimenti piacevoli per il proprio tempo libero. Se riduciamo le facili distrazioni senza colmare il vuoto, la vita può diventare insapore e ciò, con molta probabilità, ci allontanerà dalla scelta di adottare il minimalismo digitale.” (Newport, pp. 80-81)

Bisogna quindi fin da subito avere in chiaro come sostituire le tecnologie, per evitare di ritrovarsi in preda all’ansia e alla noia.

“I minimalisti digitali che hanno più successo preferiscono cominciare trasformando il proprio tempo libero, dedicandosi cioè ad attività di alta qualità, prima di eliminare le proprie abitudini digitali.” (Newport, p. 166)

Tra i vari hobby virtuosi che vengono citati da Newport, appaiono ad un certo punto anche i giochi da tavolo, ebbene sì.

Il motivo per cui i giochi da tavolo aiutano a vivere una vita di qualità, senza eccessi legati alle tecnologie, è presto detto: sono in grado di far vivere esperienze sociali intense.

I giochi da tavolo non sono ovviamente l’unico hobby che uno può prendere in considerazione per sostituire la tecnologia. Si possono valutare varie attività, tra cui sport, volontariato, attività creative e manuali, danza o suonare musica, gruppi di lettura, circoli di discussione, ecc. Le opzioni sono veramente tante, tutte strettamente analogiche.

Il libro di Newport offre tanti spunti accattivanti.

“L’aspetto chiave è che l’utilizzo dei social media tende ad allontanare le persone dalla socializzazione nel mondo reale, che ha un valore molto più grande.” (Newport, p. 141)

“Sostituire le proprie relazioni nel mondo reale con l’utilizzo dei social media è dannoso per il proprio benessere”. (Shakya)

Quindi ben vengano i giochi da tavolo e l’intrattenimento analogico in generale.

Per chi volesse approfondire ulteriormente la questione:

  • Cal Newport, Minimalismo digitale. Rimettere a fuoco la propria vita in un mondo pieno di distrazioni, Roi Edizioni, 2019.
  • David Sax, The Revenge of Analog: Real Things and Why They Matter, PublicAffairs, 2016.

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