La Fête du Jeu – Martigny

Manca solo una settimana alla più grande convention svizzera dedicata ai giochi da tavolo: La Fête du Jeu. Il ritrovo è previsto a Martigny, in Vallese, dal 3 al 5 maggio. Attese sono più di 3’000 persone. I giochi a disposizione saranno più di 1’000. Non mancheranno anche giochi di ruolo, giochi tridimensionali – incluso Warhammer 40’000, il trollball, il mölkky e alcuni giochi concepiti appositamente per i bambini.
La festa è aperta a tutti ed è pensata per persone di tutte le età. Sta raggiungendo pian pianino una dimensione internazionale, grazie all’affluenza di giocatori dalla Francia, dal Belgio e dall’Italia. L’anno scorso era presente anche il famoso autore svizzero Sébastien Pauchon.
Per i più agguerriti ci saranno infine vari tornei di giochi da tavolo e un torneo di Warhammer 40’000.

È un evento che merita sicuramente l’attenzione di tutti gli appassionati di giochi da tavolo ticinesi, ma non solo.

Buona convention!

Venerdì: Specie Dominanti

Questo venerdì al Foce (Via Foce 1, Lugano) ci sarà l’occasione di provare Specie Dominanti, un gioco di Chad Jensen sull’evoluzione degli animali nella preistoria.
Non mancheranno anche altri giochi di vario tipo: Saint Malo, Alien Frontiers, Bora Bora, e via dicendo.
La serata inizia alle 20:30. L’entrata è gratuita. Chiunque è il benvenuto.
Vi aspettiamo! 😉

Hugh Hefner: il gioco è meglio del sesso

Hugh Hefner è il famoso fondatore di Playboy. Come è ben noto è sempre stato circondato da belle donne. Si può dire senza esagerare che la sua vita sessuale non è mai stata monotona. Eppure, nonostante tutto questo, un po’ di tempo fa ha affermato abbastanza a sorpresa di preferire il gioco al sesso (Uno, Domino, Backgammon, Gin Rummy). Una simile dichiarazione ha lasciato alcuni un po’ perplessi, altri hanno pensato che fosse diventato pazzo. Lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi – chi riesce a pronunciare il suo nome è un mito – direbbe invece che giocando si può raggiungere lo stato di flow, uno stato di esperienza ottimale, esattamente come facendo sesso. Le parole di Hef sono quindi tutt’altro che fuori dal mondo. I giochi di società sono in grado di far entrare in uno stato di trance agonistica piacevole. Giocare trasmette gioia, mantiene la mente allenata, fa scorrere il tempo più in fretta del solito. Giocare in poche parole è qualcosa di bello.
L’ammissione del fondatore di Playboy è in definitiva l’ennesima dimostrazione di quanto possa essere attraente l’hobby del gioco da tavolo.

Come spiegare un gioco da tavolo

Il presupposto base per spiegare un gioco da tavolo è quello di aver letto e studiato il regolamento del titolo in questione. Sensato è anche fare una prima partita di prova in solitario, se il gioco è nuovo, per capire al meglio il funzionamento di determinate meccaniche.
Una volta che si conosce il gioco, come spiegarlo?
Io personalmente consiglio di iniziare dall’ambientazione. Si descrive dove il gioco è ambientato, dando poi un’idea generale dell’obiettivo da raggiungere. Il passo successivo è quello di elencare le azioni base disponibili durante la partita, le mosse essenziali che bisogna padroneggiare per poter giocare. Ciò si effettua in genere descrivendo un turno di gioco. Arrivati a questo punto, le opzioni sono due: o si espongono nel dettaglio le varie regole restanti, o si opta per un apprendimento sul campo, durante la partita, il classico learning by doing. A dipendenza dei partecipanti, consiglio di scegliere una o l’altra variante. Infine raccomando sempre di ripetere cosa bisogna fare per poter vincere.
Seguendo questi passi l’apprendimento del gioco non dovrebbe risultare troppo traumatico per il gruppo presente al tavolo.

Riassumendo, le parole chiave per una buona spiegazione sono: ambientazione, obiettivo, mosse base – esempio di turno di gioco -, regole nel dettaglio (in alternativa: learning by doing), cosa fare per vincere.

Venerdì: Lettere da Whitechapel

Jack lo squartatore a Lugano? Questo e altro al Foce venerdì a partire dalle 20:30.
Lettere da Whitechapel è un gioco ambientato nella Londra del 1888 nel quale uno assume il ruolo del famigerato serial killer, mentre gli altri saranno gli agenti che cercheranno di fermarlo a ogni costo.
Oltre a Lettere da Whitechapel ci saranno come al solito altri titoli di vario genere: Duplik, Dixit, Perudo, Seasons, Die Burgen von Burgund, Caylus, Bora Bora, ecc.
L’entrata è gratuita. Chiunque è il benvenuto. Se volete giocare a qualcosa in particolare, fatecelo sapere, così che ci possiamo organizzare. Volete portare qualche gioco voi? Non c’è alcun problema, va più che bene.

Vi aspettiamo, non mancate.

Il consiglio di Neil Strauss: festino con party game

Neil Strauss è uno dei massimi esponenti nell’arte della seduzione. Fa parte di quella comunità internazionale che discute sui metodi di seduzione e dà consigli su come avere successo con le donne. Alla base di questo movimento ci stanno i libri di Robert Greene, in particolare The Art of Seduction, un’opera che dà una panoramica generale sulle varie forme di seduzione esistenti e parla delle figure storiche più rinomate che hanno adottato come arma la seduzione. Cleopatra, Casanova, Marilyn Monroe, Errol Flynn sono soli alcuni dei nomi trattati.
L’aspetto curioso di questa faccenda è che Strauss, in uno dei suoi libri, dà – tra le varie cose – un consiglio su come movimentare i festini. Il suo suggerimento è quello di far giocare al gruppo di persone che si è invitato a casa un party game. Personalmente posso dire che per rompere il ghiaccio e sciogliere un po’ gli animi è indubbiamente uno dei metodi più semplici. Si parla e conversa, perché il gioco lo richiede. In questo modo anche i più timidi hanno l’occasione di farsi coinvolgere e creare situazioni belle, divertenti, memorabili. Poi da cosa nasce cosa.

Alcuni esempi di party games che si possono giocare da 6 a 12+ persone:
Celebrities
Ogni giocatore presente scrive su un foglietto il nome di una qualche celebrità, per un totale di una decina di nomi. I pezzi di carta vengono raccolti tutti assieme in un contenitore e mescolati. Si creano coppie di persone in modo casuale.
A turno, una persona prende uno dei foglietti e cerca di fare indovinare il nome al proprio partner di gioco dando degli indizi (senza ovviamente dire il nome). Se il nome viene indovinato, il bigliettino viene conservato, altrimenti torna nel contenitore. Il tempo a disposizione è sempre e solo di 30 secondi, dopodiché si passa alla coppia successiva, che ripete lo stesso meccanismo. Quando tutti i nomi sono stati indovinati, ci si ferma un attimo. Ogni coppia riceve un punto per ogni nome indovinato, dopodiché i nomi vengono rimessi nel contenitore, e inizia il secondo round.
Nel secondo round, la persona che dà gli indizi può solo pronunciare una parola per fare indovinare il nome che ha pescato. Oltre alla singola parola può però anche fare gesti o versi, se vuole. Chi deve indovinare ha solo una risposta a disposizione. Il resto rimane come nel primo round (massimo 30 secondi a disposizione, il foglietto se indovinato si tiene, in caso contrario si rimette nel contenitore). Finito il secondo round, si contano i punti e si rimettono tutti i foglietti nel contenitore. Inizia il terzo e ultimo round.
Nell’ultimo round la persona che deve dare gli indizi, non può più pronunciare alcuna parola, ma può fare solo il mimo e/o dei versi.
La coppia che a fine partita ha più punti, vince.

Telephone Pictionary
Ogni giocatore inizia con un foglio di carta e una matita in mano. In cima al foglio ogni giocatore scrive una parola o una frase. Poi i vari fogli vengono passati alla propria sinistra. Tutti i giocatori cercano di disegnare quanto espresso nella frase o parola che hanno ricevuto, poi piegano il foglio in modo tale che si veda solo ancora il disegno, e passano il foglio di nuovo alla propria sinistra. Adesso il compito è di passare dal disegno a una frase. Bisogna dunque scrivere una frase o una parola che riassuma quello che si vede. Fatto ciò si piega il foglio in modo tale da vedere solo la frase, e si passa il foglio al giocatore a sinistra. Il processo dura fino a quando tutti assieme ricevono indietro il proprio foglio di partenza.
A questo punto si srotola il foglio e si guarda con gusto il risultato ottenuto. Punteggi? Esistono due varianti. La prima: dà un punto al giocatore che ha creato il disegno che ti piace di più, e un punto al giocatore che ha scritto la frase che reputi migliore. Dà un punto a te stesso se la frase o parola finale corrisponde a quella iniziale. Seconda variante: un punto lo ricevono coloro che sono riusciti a scrivere la frase corretta, un punto lo ricevono i giocatori che hanno creato un disegno che ha fatto indovinare la frase, un punto lo guadagni tu se la frase finale corrisponde a quella iniziale.

Say Anything
Il giocatore di turno pone una domanda qualsiasi. Esempi: Se potessi avere qualcosa di grosso, cosa sarebbe? Qual è l’invenzione più importante degli ultimi cento anni? Qual è l’attività migliore da fare a un primo appuntamento? Cos’è la cosa peggiore che puoi dire a un poliziotto che ti ha appena arrestato? Qualsiasi domanda va bene. Gli altri presenti scrivono segretamente su un foglio una possibile risposta. Una volta fatto si rivelano le risposte e chi ha posto la domanda deve sceglierne segretamente una. Ogni giocatore salvo chi ha posto la domanda cerca di capire quale risposta è stata scelta. Non si ha però solo una scelta a disposizione, ma due. Tutti i giocatori puntano dunque entrambi i propri indici su due risposte diverse oppure anche su un’unica risposta. Poi, una volta rivelato qual è la risposta che è stata scelta da chi aveva posto la domanda, si riceve un punto per ogni indice posto sulla risposta esatta.
Il gioco dura fino a quando qualcuno non ottiene 10 punti.

Una lista di altri party games, in questo caso di giochi concreti, la si trova qui. Tra i miei preferiti abbiamo Dixit Odyssey, The Resistance, Jungle Speed e Duplik.

Buon gioco.

La magia di Play, fiera del gioco a Modena (06-07.04.2013)

E’ il secondo anno che collaboro con l’associazione Casus Belli di Latina e per il secondo anno ho presentato Memoir ’44.

La magia citata nel titolo si fa sentire già a partire dalle 08.30, orario di apertura dei cancelli per espositori e dimostratori. La vastità degli spazi ancora vuoti, l’immensa spianata dei tavoli in attesa di essere presi d’assalto, i saluti agli amici incontrati l’anno prima e letti periodicamente sui vari forum,  i volti seri dei collaboratori alla ricerca dell’ultimo cartello o della scatola da esporre che puntualmente è nascosta in fondo alle borse e poi l’annuncio all’altoparlante: Signori, apriamo le casse ai visitatori.

Un ultimo bel respiro, un sorriso ai vicini di stand e via.

Sorridi, spiega, prepara il prossimo scenario, ringrazia, saluta, ridi, scherza, togliti quel sorriso ebete quando guardi la cosplayer ninja in reggipetto (piccolo) e pantaloncini (ancor più piccoli), informati ed informa, ascolta, incontra il venditore che ti deve consegnare tre tesori usati (nuovi). I giocatori ai tuoi tavoli hanno capito tutto e si divertono a tirare n-mila dadi e spostare gloriose fanterie e tremebondi corazzati, hai un attimo di pausa e ne approfitti per bighellonare un attimo tra gli stand. Ecco Tizio, devo salutarlo. E Caio, come è andato il torneo? E Sempronio, allora pronto il nuovo regolamento? Già stampate le prime espansioni? In bocca al lupo! Insomma, un sogno che si avvera, e seppur ti senti sperduto in questo oceano di colori e regole, sei però ben cosciente che tu, piccolissima rotellina nell’ingranaggio, il tuo sporco lavoro lo stai facendo (a vedere i volti degli ospiti al tuo stand, anche parecchio bene). Sporco lavoro? Fossero tutti così gli sporchi lavori! Non fai a tempo a renderti conto che hai fatto giocare 40 partite che è ora di chiudere. Per fortuna che gli amici Reggiani hanno prenotato a “La capra” a Codemondo dove con 20€ mangi e bevi come Luigi XIV durante la festa di compleanno. Ora però è il momento di andare a nanna (anche perché, dopo aver giocato a Twilight Struggle fino alle 3 di sabato mattina, il fisico non regge più come una volta).

Il mondo fatato dove stai vivendo non muta al sorgere del sole della domenica. Un po’ più di apprensione perché oggi ci devi arrivar da solo alla fiera, ma tutto sommato la strada ti è amica; ed ancora una volta ti scopri a sorridere guardando le facce meravigliate di bambini e giovani che hanno l’espressione di Alice mentre vaga nel paese delle meraviglie e tu, da buon cappellaio matto offri tazze di te drogate da chili di fantasia. Giunge finalmente la sera. I visitatori si diradano e l’aria, grazie anche all’apertura delle porte di sicurezza, si rinfresca. L’adrenalina cha ha accompagnato tutti a poco a poco scompare e restano espressione stanche ma felici. A fatica dadi e miniature rientrano nelle scatole ed ancor più a fatica le scatole verranno portate nei bauli, come se non ci si volesse distaccare da questo luogo senza aver ascoltato un ultimo bis.

Ma la vettura conosce a memoria la strada ed in un battibaleno (stazione di Terrazzano esclusa) ti ritrovi nell’accogliente vialetto di casa stanco, sudato, assetato, affamato, con la testa già piena di progetti per l’edizione dell’anno venturo.

Venerdì: Caylus

Questo venerdì al Foce (Via Foce 1, Lugano) ci sarà l’occasione di provare un grande classico: Caylus. Si tratta di un gioco in stile tedesco impegnativo, ma che ha riscosso molto successo tra gli appassionati del genere.
Per chi preferisce invece giochi all’americana, ci sarà la possibilità di giocare a Rex, essenzialmente il gioco Dune con l’ambientazione di Twilight Imperium.
Non mancheranno anche giochi di altro genere: Keyflower, Modern Art, C’era una Volta, Jass, e altro ancora.

L’incontro è previsto per le 20:30. L’entrata è gratuita. Potete portare con voi giochi vostri e farceli provare, se volete.

Vi aspettiamo, non mancate!

Ricordi da Modena

Sono stati due giorni molto intensi quelli passati alla fiera del gioco “Play Modena”, ma molto belli. Vedere tanti appassionati tutti assieme è qualcosa di straordinario.
Durante il weekend ho scoperto di provare un’immensa gioia nello spiegare giochi da tavolo – avevo dei turni come volontario nella zona Ludoteca Ideale. Questo credo che sia dovuto al fatto che ai tavoli c’erano persone con una passione palpabile, contagiosa. Gente che ama questo hobby e che trasmette sensazioni belle, positive. Di fronte a una simile realtà, spiegare giochi diventa un vero piacere.
Poi, ok, lo ammetto, mi ero preparato abbastanza bene per l’occasione. Sono riuscito a rispondere in pratica a qualsiasi dubbio i miei compagni di turno mi ponevano sui vari giochi. Anche questo è stato frutto di soddisfazione. In un’occasione un giocatore mi ha addirittura chiesto se non ero per caso l’autore di “Tzolk’in: Il Calendario Maya”, con io che gli faccio: “Ehm, no, non proprio. 😀 Credo però di aver visto Simone Luciani [uno degli autori di Tzolk’in] in giro per la fiera, se non sbaglio.” In un altro tavolo invece ho iniziato a parlare con l’accento modenese, senza nemmeno volerlo. Dalla serie: cosa non si fa per far sentire a proprio agio i partecipanti.
Se da un lato alla mattina ero impegnato a spiegare giochi, nel pomeriggio ho avuto modo di visitare la fiera come semplice giocatore. Vedere Marco Oliva – Alkyla, famoso per i suoi videotutorial presenti su YouTube – circondato da innumerevoli persone mi ha fatto un certo effetto. Sembrava una super star! Disponibilissimo a fare foto, sempre sorridente, un vero mito. In giro per la fiera c’erano poi anche autori di un certo calibro, come ad esempio Mac Gerdts, Angiolino, Chiarvesio, i quali camminavano disinvolti senza venire nemmeno troppo importunati. Leggendaria è stata inoltre l’asta fatta di domenica pomeriggio da Lobo, uno dei fondatori de La Tana dei Goblin, una rinomata associazione ludica in Italia. Lui – senza più voce – che si piazza in piedi su un tavolo e inizia a proporre giochi mai visti, né mai sentiti. Geniale! Mi ha fatto infine molto piacere vedere alcuni ticinesi venuti giù fino a Modena.
In definiva si può dire che ci sia stato un ambiente veramente molto bello e accogliente. Io stesso durante uno dei due pomeriggi liberi mi sono una volta fermato a spiegare un gioco in un tavolo, perché ho visto che le persone sedute lì avevano bisogno. Alla fine loro mi chiedono: “Ma allora tu sei uno del club TreEmme [eravamo nella zona TreEmme]?”, con io che gli rispondo: “Ehm, no, in realtà no. 😀 Sono passato qua per caso e ho visto che avevate bisogno, quindi mi son detto, perché non spiegarli il gioco?”. E loro: “Nooh! Grazie mille, non dovevi. Scusaci se ti abbiamo rubato del tempo.” E io: “Ma figuratevi, è stato un piacere.”
Play Modena è anche questo: gente che di propria spontanea iniziativa è pronta ad aiutare e a fare sentire a proprio agio il suo prossimo, senza alcun secondo fine.

Le immagini sono state prese da: Ludoteca Ideale – Facebook, Gioconomicon. Tutti i diritti appartengono a loro.