I giochi della rinomata casa editrice americana Avalon Hill hanno fatto la storia dei giochi da tavolo. Fondata da Charles S. Roberts – autore di Tactics II – la Avalon è rimasta impressa nei ricordi per i suoi giochi di guerra innovativi e per aver proposto al grande pubblico giochi di strategia complessi e molto lunghi. Tra i suoi titoli più famosi abbiamo Diplomacy di Allan B. Calhamer, Civilization e 1830 di Francis Tresham, Advanced Squad Leader, The Republic of Rome e Age of Renaissance di Don Greenwood, Dune di Bill Eberle, Jack Kittredge e Peter Olotka, Merchant of Venus, Magic Realm e Gunslinger di Richard Hamblen, History of the World dei Ragnar Brothers, Britannia di Lewis Pulsipher, Titan di Jason B. McAllister, Up Front di Courtney F. Allen, e altri ancora.
Ogni tanto, quando si parla con i giocatori più anziani, traspare un po’ la nostalgia dei lontani anni ’70, ’80 e ’90, al tempo in cui le serate, se non le giornate intere, venivano dedicate a giochi complessi, lunghi, con molti giocatori. Gli eurogames a confronto, anche quelli più tosti, sono decisamente più brevi e leggeri, pensati per un pubblico più vasto.
Scomparsa nel 1998, o meglio assorbita dalla Hasbro, la Avalon Hill ha segnato profondamente la storia dei giochi da tavolo. Merita di essere ricordata con onore, anche perché il contributo che ha dato alla realtà ludica è davvero notevole.
L’importanza del gruppo
La bontà di un gioco non dipende esclusivamente dal gioco in sé, ma anche da fattori esterni. Un titolo può essere veramente ben fatto, senza difetti oggettivi, eppure non piacere. Proprio per questo, quando si sceglie un gioco per un determinato gruppo, è importante capire cosa piace. Sarebbe poco raccomandabile proporre a certe persone un gioco con un grado di fortuna elevato, se tale fattore non è gradito. Come non avrebbe molto senso proporre un gioco di strategia complesso nel quale bisogna concentrarsi e riflettere attentamente, se c’è gente che ha avuto una giornata pesante e vorrebbe giocare a qualcosa di leggero e spensierato per ridere un po’ e scherzare in compagnia.
Il successo di un gioco dipende insomma molto dalla situazione in cui ci si trova e dalle persone con cui si gioca.
Trovo in tal senso illuminanti le parole di Tom Felber, membro della giuria dello Spiel des Jahres, il quale in un’intervista rilasciata a Patrick Jerg sul sito brettspielblog.ch ha risposto così alla domanda: “A quali titoli giochi volentieri?”:
“Non ho gioco preferiti, poiché giocare è una faccenda estremamente dipendente dalla situazione e dalle persone. È legato veramente a con chi voglio giocare e in che atmosfera ci troviamo. Ci sono giochi che in determinati gruppi hanno un successo incredibile, mentre in altri sono un flop totale. Tutt’al più possiedo una lista dei miei 20 giochi preferiti, i quali però cambiano in continuazione. La gamma va dai semplici giochi di carte e di bluff come ‘Sei’ o ‘Kakerlakenpoker’, passando dai party games o giochi per gruppi estesi come ‘Time’s Up!’ o ‘Werewolf’, a giochi di famiglia come ‘Carcassonne’ o ‘Ticket to Ride’, giochi raffinati per due persone come ‘Kamisado’ o ‘Gipf’, fino a giochi per esperti come ‘Dungeon Lords’ o ‘Le Havre’. Un gioco è sempre e solo fondamentalmente uno strumento per portare attorno a un tavolo un gruppo di persone e passare assieme dei bei momenti. Niente di più, niente di meno.”
(Fonte: qui)
Venerdì: Bora Bora e Battlestar Galactica
Eccezionalmente questo venerdì – in caso di pioggia – il ritrovo non sarà al Foce di Lugano, ma all’ex asilo Ciani (qui). Se è bel tempo invece tutti al Foce.
A partire dalle 20:30 gli appassionati di giochi di strategia potranno godersi Bora Bora di Stefan Feld, mentre chi vuole dedicarsi ai giochi tematici potrà gustarsi Battlestar Galactica.
Tra le proposte più leggere ci sarà inoltre la possibilità di giocare a Citadels, Kingsburg e Hive.
L’entrata sarà come al solito gratuita. Vi aspettiamo, non mancate.
Lavoro e gioco
“Lavorare soltanto senza mai giocare rende stupidi.”
Karl Marx, filosofo economista tedesco vissuto nel XIX secolo d.C.
“Se volete lavoratori creativi, date loro sufficiente tempo per giocare.”
John Cleese, attore inglese nato nel 1939.
Winter Tales verrà pubblicato dalla Fantasy Flight Games
Il ticinese Andrea Olgiati ha di che gioire. È stato infatti annunciato da poco che la Fantasy Flight Games, una delle case editrici più importanti e rinomate degli Stati Uniti, ha deciso di pubblicare in inglese Winter Tales. Cosa centra Olgiati con tutto questo? Lui si è occupato della suggestiva grafica. Quali saranno le conseguenze? Il gioco potrà godere di una diffusione molto maggiore rispetto a quella avuta fino adesso e diventare magari anche un classico nel suo genere. Di fatto il mercato dei giochi di narrazione non è così ampio. Il titolo illustrato da Olgiati offre inoltre un’ambientazione molto particolare: il paese dell’inverno, patria delle fiabe, con protagonisti i personaggi delle favole tempo dopo la fine dei loro racconti. Tale aspetto ha sicuramente il suo fascino e un potenziale da non sottovalutare.
Fonte: Fantasy Flight Games
Venerdì: Bora Bora e Battlestar Galactica
Questo venerdì al Foce di Lugano ci sarà modo di provare Bora Bora, un eurogame di Stefan Feld con un’ambientazione esotica, ideale per chi non è potuto ancora andare in vacanza. Gli appassionati di giochi all’americana invece potranno godersi Battlestar Galactica, il gioco da tavolo dell’omonima serie tv.
Tra le offerte più leggere ci saranno inoltre il gioco di bluff The Resistance, il gioco in cui bisogna disegnare Duplik e il gioco di destrezza Fantascatti.
Ricordo infine che è sempre possibile portare giochi propri o fare richieste specifiche di titoli presenti nella nostra collezione con un certo margine d’anticipo.
Il ritrovo è previsto alle 20:30. L’entrata è gratuita. Vi aspettiamo, non mancate.
Hanabi è lo Spiel des Jahres 2013
È l’anno dei cooperativi in Germania. Hanabi ha vinto lo Spiel des Jahres, mentre il Kennerspiel des Jahres è andato a Le Leggende di Andor.
Il primo è un semplice gioco di carte creato da Antoine Bauza. La durata si attesta attorno ai 25 minuti. I partecipanti sono chiamati a cooperare tutti assieme per creare uno spettacolo pirotecnico. Curioso e allo stesso tempo originale è il fatto che le carte si debbano tenere in mano al contrario, in modo tale che tutti le vedano tranne il proprietario. Nonostante sia un cooperativo, non soffre del problema del giocatore leader, il che è un aspetto molto positivo. Si tratta in definitiva di un gioco che costa veramente poco e non occupa per nulla spazio. Lo si può trasportare ovunque ed è proponibile a chiunque. Un ottimo testimone per la divulgazione dei giochi da tavolo al grande pubblico.
Le Leggende di Andor invece è il primo titolo creato da Michael Menzel. Il livello di difficoltà è superiore a quello di Hanabi, ma abbiamo sempre ancora a che fare con un cooperativo piuttosto semplice. Vincitore anche del gioco dell’anno in Francia, Le Leggende di Andor ha la peculiarità di non possedere un regolamento normale. Le regole infatti si imparano giocando. Vengono spiegate mano a mano durante la partita. Se l’esperimento è riuscito o meno, lo lascio decidere a voi.
Breve introduzione ai giochi da tavolo moderni
Marco Valtriani ha scritto tempo fa un interessante libriccino intitolato “Elementi di game design”. In esso egli ha dato una breve introduzione ai giochi da tavolo moderni.
La struttura base del suo libro è la seguente:
– definizione di gioco da tavolo: tavolo, regole;
– breve storia dei giochi da tavolo: dagli antichi egizi fino ai giorni nostri con Monopoly, Risiko, Avalon Hill, I Coloni di Catan;
– caratteristiche oggettive dei giochi da tavolo: numero di giocatori, durata, complessità (per bambini, famiglie, di passaggio, complessi), interazione (diretta, indiretta), fattore fortuna, aderenza tra meccaniche e ambientazione, materiali;
– caratteristiche soggettive: bellezza delle illustrazioni, divertimento, longevità;
– giochi all’americana: ambientazione sentita, possibile sbilanciamento, alea presente, interazione diretta, complessità elevata, durata sopra le 2 ore;
– giochi in stile tedesco / giochi europei: gioco bilanciato e fluido, fattore fortuna ridotto, ambientazione bassa, interazione indiretta, durata meno di 2 ore;
– giochi ibridi;
– tipologie di gioco: destrezza, percorso, parole, party games, controllo del territorio, wargames, simulazione sportiva, collezione oggetti, economico, gestione risorse e sviluppo, bluff e deduzione, piazzamento (tessere, lavoratori, rete), maggioranze, narrazione, avventura, cooperativo;
– meccaniche di gioco: abilità manuale, memoria, pesca e gioca, scommessa, presa, votazione, asta, collezione di set, sorteggio, tira il dado e muovi, movimento semplice, assegnazione di punti azione, movimento da punto a punto, movimento per aree, piazzamento puro, costruzione rete, piazzamento tessere, piazzamento lavoratori, gestione della mano, poteri individuali variabili, poteri individuali fissi, scelta simultanea delle azioni, selezione delle carte, ordine variabile delle fasi, setup variabile, uso del dado, tiro del dado contrapposto, tiro del dado d’abilità, deduzione, bluff, cooperazione.
Il libro è reperibile in formato digitale gratis. Ci si impiega all’incirca un’oretta per leggerlo tutto – anche la parte dedicata alla creazione di giochi. È davvero utile per chiunque voglia farsi un’idea più precisa del mondo dei giochi da tavolo, senza doversi leggere nulla di troppo pesante o impegnativo.
Link: Marco Valtriani, Elementi di game design, 2010
Venerdì: Bora Bora e Arkham Horror
Il mese di luglio inizia con due nuove interessanti proposte. Per i fan degli eurogames ci sarà l’occasione di provare Bora Bora di Stefan Feld, un titolo nel quale bisogna gestire i propri dadi al meglio tra mille opzioni. Arkham Horror sarà invece la nostra proposta per gli appassionati dei giochi tematici. Si tratta di un cooperativo basato sulle storie horror lovecraftiane.
Tra i giochi più leggeri ci saranno infine Takenoko, Bang! e Korsar.
Il ritrovo è previsto come al solito al Foce di Lugano a partire dalle 20:30. L’entrata è gratuita. Vi aspettiamo, non mancate.
L’uomo è completamente uomo solo quando gioca
“L’uomo gioca solo quando è uomo nel pieno significato della parola ed è completamente uomo solo quando gioca.”
Friedrich Schiller, poeta e filosofo tedesco vissuto nel XVIII secolo d.C.