“Se perdi, non perdere la lezione.”
Tenzin Gyatso, il quattordicesimo Dalai Lama, nato nel 1935.
La festa del gioco a Martigny
Dal 2 al 4 maggio a Martigny ci sarà la festa del gioco, 52 ore non-stop di puro divertimento ludico. La manifestazione ha alle spalle ormai già due decenni di storia e offre come ogni anno la possibilità di provare giochi di tutti i generi (parliamo di circa 3’000 giochi a disposizione).
I partecipanti potranno di fatto dilettarsi con giochi da tavolo, giochi di carte, giochi di ruolo, giochi di miniature, giochi collezionabili, giochi di destrezza, e via dicendo.
Per chi volesse inoltre testare la sua preparazione ad Agricola per il campionato svizzero organizzato da noi a Lugano, potrà farlo partecipando al seguente torneo.
La Fête du Jeu a Martigny è assieme a Ludesco a La Chaux-de-Fonds l’evento ludico più importante a livello svizzero per chi è appassionato di giochi da tavolo. Se si ha l’occasione, vale la pena andarci.
Venerdì: Dungeon Petz e A Touch of Evil
Questo venerdì al Foce di Lugano ci sarà l’occasione di provare Dungeon Petz e A Touch of Evil.
Dungeon Petz è un gioco di strategia ambientato in un mondo fantasy. Lo scopo dei giocatori sarà quello di allevare piccoli mostriciattoli per poi venderli una volta che sono diventati adulti.
A Touch of Evil invece è un gioco tematico ambientato in un piccolo paesino sperduto dove capitano strane cose. Il compito dei partecipanti sarà quello di scoprire chi ci sta dietro a questi strani episodi e affrontare in una battaglia finale il nemico di turno.
Commands & Colors: Napoleonics è d’altra parte la nostra offerta per chi volesse gustarsi qualcosa dal mondo dei wargames.
Infine, per gli amanti dei giochi più leggeri, ci sarà la possibilità di provare Intrigo a Venezia, Blueprints e Taluva.
Il ritrovo – con entrata gratuita – è previsto come al solito per le 20:30. Vi aspettiamo, non mancate.
Un gioco, cinque copertine
La casa editrice francese Bombyx ha deciso di lanciare il nuovo gioco di Bruno Cathala e Charles Chevallier in un modo molto originale.
Sulla scatola sarà visibile solo il disegno dell’illustratore Xavier Collette, senza loghi della casa editrice, né i nomi degli autori. Se tutto ciò non bastasse, la copertina non sarà una sola, ma ci saranno 5 versioni diverse.
Chissà se una simile idea farà scuola o se rimarrà un episodio a sé.
Ricordi da Modena
Il festival del gioco Play è giunto al suo termine da ormai una settimana, ma i ricordi sono ancora vivi e presenti. Quest’anno sono riuscito ad andare a Modena assieme a Pasquale ed Emilia, con i quali mi sono trovato veramente molto bene. Un grazie di cuore ad entrambi per la vostra compagnia e per la vostra disponibilità ad affrontare qualsiasi tipo di gioco vi proponessi.
Tra i titoli testati, questi tre sono quelli chi mi hanno colpito maggiormente: Sherlock Holmes, 8 Minuti per un Impero e I 3 Piccoli Porcellini.
Sherlock Holmes è un gioco d’investigazione veramente unico e geniale. Uscito negli anni ’80, questa riedizione offre gli stessi 10 casi di allora, ma è prevista, per chi fosse interessato, anche la pubblicazione di un’ulteriore decina di casi. Ciò che bisogna fare è scoprire l’assassino cercando di battere Sherlock Holmes. Il titolo può essere giocato sia in modalità cooperativa che competitiva. Preparatevi in ogni caso a leggere tanto, cercare indizi, fare ragionamenti di deduzione, risolvere indovinelli che possono richiedere parecchio tempo. A noi il primo caso non è andato molto bene, visto che non abbiamo azzeccato nemmeno il nome dell’assassino, ma l’esperienza fatta è stata lo stesso molto positiva.
8 Minuti per un Impero è invece un gioco in stile tedesco da 15 minuti. Breve, ma non banale, offre spunti strategici e tattici interessanti. Secondo me un esperimento assolutamente ben riuscito.
I 3 Piccoli Porcellini infine l’ho provato per valutare se è un gioco consigliabile a dei bambini di 7-8 anni. A mio avviso il titolo merita tanto: è semplice, ma offre ai giocatori la possibilità di scegliere se e quanto rischiare, le meccaniche inoltre ben si abbinano all’ambientazione, e all’interno della scatola si trova anche la fiaba, c’è quindi la possibilità di abbinare l’attività ludica al racconto di una storia con dietro una morale. Nel complesso un titolo per bambini che merita attenzione.
Oltre a questi tre, siamo poi riusciti a giocare anche a La Boca (interessante mix tra bidimensionalità e tridimensionalità), Steam Park (la mia strategia dei cessi ha funzionato solo a metà – ho perso contro Emilia agli spareggi, con Pasquale sommerso dal lerciume :D), Dice Town (imbarazzante la fortuna che ho avuto in questo gioco – era chiaro che vincessi da metà partita in poi), Jamaica (se in Dice Town ho avuto fortuna, in questo ancora di più), Taluva (ho provato una volta a finire due tipologie di costruzioni, ma mi è andata male – ha vinto con merito Emilia), De Vulgari Eloquentia (un gioco che se conosci vinci e infatti ho vinto restando mercante) e Laude (nemmeno Mario e Andrea – due cari amici di Pasquale ed Emilia che abbiamo incontrato al festival – sono riusciti a contrastare la mia paurosa fortuna).
In definitiva siamo riusciti a giocare tanto e a giochi validi, nonostante quest’anno ci fosse decisamente molta gente al festival. L’unico rammarico è Istanbul. Era in cima alla mia lista tra i giochi da provare, ma non l’ho visto in giro, se non in vendita, eppure so che qualcuno è riuscito a provarlo. Dove, è un mistero.
Ecco infine alcuni simpatici aneddoti:
– Ma quanto timore incutono i gioconauti dal vivo? Quando li vedi sembra che attorno a loro ci sia un’aura di riverenza e mistero.
– Ho provato a testare la preparazione dei goblin alla ludoteca al centro del padiglione A. Il risultato? Dopo che li ho chiesto se qualcuno fosse in grado di spiegarci Vinhos, mi hanno guardato con una faccia terrorizzata e la risposta è stata ovviamente “no”. 😀 Alla seconda richiesta, vale a dire quella di spiegarci Diamonds Club, un titolo alternativo di Rüdiger Dorn, di cui ho sentito parlare bene, non sapevano nemmeno che ci fosse un gioco con un nome simile. La mia terza richiesta è stata infine De Vulgari Eloquentia. Ma ho subito precisato che non c’era bisogno di nessuno che me lo spiegasse, visto che lo conosco (sospiro di sollievo). A parte il mio test, i goblin hanno comunque fatto un lavoro incredibile e spiegato giochi di tutti i tipi. Respect. In quell’area ho intravisto tra l’altro il mitico Teooh mentre stava facendo uno dei suoi filmati.
– Ma quanto si mangia all’Osteria dal Pistolero a Fiorano (abbiamo pernottato in quella zona)? Ci avranno portato 400 grammi di pasta a testa. Il bello è che abbiamo mangiato tutto. Come? Sarà che giocare a giochi da tavolo ti fa consumare un sacco di energie.
Il mio giudizio finale nei confronti del festival Play Modena? Non ce n’è, a mio avviso è e rimane l’evento ludico da andare a visitare se si è appassionati di giochi da tavolo. Ha i suoi difetti, questioni che si potrebbero migliorare, ma l’offerta proposta è veramente a dei livelli molto alti. L’unica mia preoccupazione è sul come verrà gestita un’affluenza che aumenta di anno in anno in modo considerevole. Ma a parte questo, non posso che essere felice.
Venerdì: Dungeon Petz e A Touch of Evil
Questo venerdì al Foce di Lugano ci sarà l’occasione di provare Dungeon Petz e A Touch of Evil.
Dungeon Petz è un gioco di strategia nel quale bisogna far crescere e poi vendere mostriciattoli di tutti i tipi. Vlaada è riuscito con questo prodotto a creare qualcosa in grado di soddisfare sia gli amanti dei german come anche gli amanti degli american.
A Touch of Evil invece è un gioco tematico ambientato in un paesino sperduto dove accadono strane cose. L’obiettivo dei giocatori sarà quello di capire chi è il cattivo di turno per poi andarlo a uccidere.
Questa sera ci sarà inoltre l’occasione di provare un gioco di guerra idoneo per essere introdotti in questa tipologia di giochi: Memoir ’44.
Per chi volesse infine dilettarsi con dei titoli più leggeri, ci saranno a disposizione 8 Minuti per un Impero, Room 25 e Samurai Sword.
Il ritrovo – con entrata gratuita – è previsto come al solito per le 20:30. Vi aspettiamo, non mancate.
Bravura e fortuna vanno di pari passo
“Un buon giocatore è sempre fortunato.”
José Raúl Capablanca, campione del mondo di scacchi vissuto tra il XIX e XX secolo d.C.
Perché l’essere umano gioca?
Il termine gioco è una parola molto comune che i bambini imparano a utilizzare già in tenera età. Ma cosa significa concretamente giocare e come mai l’essere umano gioca?
Al riguardo esistono varie teorie molto diverse tra di loro.
Nel corso dei secoli il gioco è stato concepito come:
– svago (rigenerazione dopo il lavoro);
– surplus di energia (eccedenza di energia fisico-mentale la quale verrebbe utilizzata per giocare);
– esercizio di capacità (allenare le tecniche di sopravvivenza elementari);
– difesa da esperienze traumatiche (rivivere tramite il gioco momenti del passato che sono risultati traumatici per superare il problema);
– evasione dalla realtà (sfuggire al mondo disincantato);
– impulso istintivo (un comportamento innato);
– motore della cultura (scienza, arte, filosofia, letteratura sarebbero il risultato di attività ludiche);
– comprensione della realtà (curiosità nello scoprire la realtà circostante);
– attività cognitiva (risultato dello sviluppo intellettuale);
– dialettica (imparare ad adattarsi alla realtà circostante e allo stesso tempo imparare a interagire in modo creativo con il mondo).
Al giorno d’oggi la tendenza è quella di sostenere un modello esplicativo pluralistico. Il motivo per cui l’essere umano gioca è visto dunque in più fattori che bisogna integrare tra di loro per comprendere al meglio il fenomeno ludico. Detto in altre parole, una risposta semplice e univoca non esiste.
Venerdì: Dungeon Petz e A Touch of Evil
Questo venerdì al Foce di Lugano ci sarà l’occasione di provare Dungeon Petz e A Touch of Evil.
Dungeon Petz è un gioco di strategia con un’ambientazione fantasy. Il compito dei giocatori sarà quello di allevare strane creature cercando di venderle al prezzo più alto possibile.
A Touch of Evil invece è un gioco tematico che può essere giocato sia in modalità cooperativa che competitiva. Il titolo è ambientato nel 19. secolo d.C. a Shadowbrook, un villaggio isolato dal resto del mondo dove capitano strane cose. L’obiettivo dei giocatori sarà quello di capire cosa sta succedendo e uccidere il cattivone di turno.
In alternativa, per chi volesse giocare a qualcosa di più leggero, ci sarà l’occasione di dilettarsi con Hattari, Okko e Samurai.
Il ritrovo – con entrata gratuita – è previsto come al solito per le 20:30. Vi aspettiamo, non mancate.
Dado Critico: il fascino delle esperienze ludiche
Oggi vorrei parlarvi di Dado Critico. Dado Critico è un blog molto interessante che cerca di fare qualcosa di diverso dal solito: parlare delle esperienze che si vengono a creare giocando attorno a un tavolo. Gli articoli infatti non trattano tanto di regolamenti, ma piuttosto di sensazioni, emozioni, vita vissuta.
È bello vedere come Andrea “Dado” sia riuscito a proporre una nuova forma di divulgazione ludica in grado allo stesso tempo di divertire e attirare nuove persone a questo splendido passatempo.
Se avete occasione, leggetelo.