La sede di Giubiasco è attiva

Vi comunichiamo con piacere che il venerdì sera si può di nuovo partecipare alla serata giochi negli spazi dell’Associazione Velabianca di Giubiasco.

L’orario di ritrovo è il seguente: 20.30.
L’accesso è gratuito, come sempre.

Per motivi di sicurezza socio-sanitari, prima di accedere agli spazi appositi viene richiesto il certificato Covid, come previsto dalle normative attualmente in vigore.
Vi ringraziamo per la comprensione.

Nella speranza di poter tornare al più presto alla normalità, vi auguriamo un buon gioco e a presto!

Giubiasco riapre

La sede di Giubiasco torna ad essere attiva.
Gli incontri sono previsti come al solito il venerdì a partire dalle 20:30.
Conviene in ogni caso assicurarsi che la serata abbia luogo, prima di recarsi in loco.

Al Foce di Lugano gli incontri continuano ad esserci come di consueto.

Buon gioco, sempre ancora con prudenza.

Sede di Giubiasco in pausa

Venerdì 1 novembre e venerdì 8 novembre 2019 il Velabianca di Giubiasco resta chiuso, per quanto riguarda gli incontri ludici.
In alternativa si può andare a giocare il venerdì al Foce di Lugano, il giovedì a Locarno (dagli amici del Drago Rosso), la domenica a Mendrisio (dagli amici di MoMoludica).
Per i più audaci, dal 30 ottobre al 3 novembre si può andare anche alla fiera del fumetto e del gioco di Lucca in Toscana.
Insomma, di opzioni ce ne sono tante.
Cari saluti e buon gioco!

Il weekendone: 48 ore fuori da tutto

Mentre riporto le borse dei giochi in macchina, uscendo dalla Casermetta di Ambrì in cui ho trascorso le ultime 48 ore, mi rendo conto che è da quando sono entrato che non respiro l’aria aperta.

È domenica, tardo pomeriggio, ed io e gli altri partecipanti ci accingiamo a lasciare il luogo che ci ha ospitati anche quest’anno per questa folle iniziativa che ormai tutti chiamiamo amichevolmente il weekendone, ovvero trascorrere un fine settimana con un unico obiettivo: giocare, giocare e giocare.

Sonno, cibo, attività corporali sono ammesse nella misura minima. Tutto il resto è tacitamente bandito. Nessuno dei partecipanti, che io sappia, ha lasciato la Casermetta per una passeggiata nei boschi o un’escursione. I fumatori si concedono la dose appena fuori dalla porta, con le ciabatte ancora ai piedi ché a rimettersi le scarpe ci si impiega troppo, immagino. 

Sistemo i giochi nel bagagliaio e mentalmente conteggio le mie ore di sonno nelle ultime due notti. Complessivamente sette, forse otto. Niente male, ma so che c’è chi ha fatto di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista) dormendo poco più di un paio di ore complessive.

Lo facciamo perché ci piacciono i giochi da tavolo – e parecchio – ma non so se questo sia sufficiente a spiegare questa abbuffata di due giorni e due notti. Cerco una spiegazione più profonda e mi ritorna in mente un breve scambio avuto sabato mattina con Paolo “Pol” Baronio, il presidente di Giochintavola.

Ci siamo scambiati qualche parola in bagno mentre mi radevo per ridare al mio viso un aspetto presentabile e tentare di nascondere gli effetti della deprivazione dal sonno.

“Ma che bello, Pol!”, gli ho detto col mio sorriso più smagliante.

Mi ha guardato come se mi leggesse nel pensiero: “C’è una bella atmosfera, non è vero? Quella sensazione di essere fuori da tutto.”

Ed è così. Queste quarantotto ore sono sembrate ben più lunghe perché entrare e sedersi al tavolo è un po’ come partire per un lungo viaggio; il tempo si dilata, la vita di ogni giorno fa un passo indietro e tutto quel che conta è qui, adesso.

Quest’anno poi c’era un’atmosfera di grande serenità, sprecherei la parola fratellanza se non mi sembrasse addirittura riduttiva. Si sono unite a noi persone provenienti da ogni parte del Ticino e qualcuno anche dall’Italia e mi spiace aver conosciuto, scambiato qualche chiacchiera e giocato solo con una piccola parte dei quaranta partecipanti.

Ho giocato almeno diciassette giochi diversi e, senza alzarmi dal tavolo, tra le altre cose, ho scalato montagne, ricostruito Lisbona, colonizzato l’America, sventato epidemie, frequentato una scuola di magia e risolto un complicato caso di omicidio. 

Dopo tutto questo è normale essere stanco, penso mentre viaggiamo verso casa. Ed è normale anche volerne ancora.

Di aspetti tecnici, meccaniche, grafica e componentistica parleremo un’altra volta. Per il momento mi godo questa bella sensazione di pace interiore e grande appagamento.

All’anno prossimo e grazie di tutto.

Autore: Pasquale.

Torneo Terraforming Mars

Autore: Samuele Ferri.

1 gioco da tavolo, 16 iscritti, 4 gironi, 1 solo vincitore.

Questi sono gli ingredienti che hanno contraddistinto il primo torneo di Terraforming Mars (TM) proposto all’interno della nostra Associazione. Un gioco di gestione risorse e carte, rilasciato nell’estate 2016 da FryxGames e diventato famoso in tutto il mondo.

Il primo dato interessante è sicuramente il numero di iscritti. Basti solo pensare che una partita di TM ha una durata media di 2 ore e quindi non è adatto a tutti i tipi di giocatori. Se calcoliamo anche che Giochintavola ha all’attivo una cinquantina di soci e l’evento non è stato pubblicizzato esternamente, siamo più che soddisfatti del successo ottenuto.

La novità, rispetto alle serate classiche del venerdì è stata nell’aggiungere un po’ più di competizione che, normalmente, risulta marginale durante le nostre partite. Il torneo era strutturato come segue: quattro gironi da quattro giocatori l’uno che si sono sfidati a rotazione in partite a tre sfidanti. Ad ogni partita, in base al posizionamento, è stato assegnato un punteggio. Coloro che hanno guadagnato più punti hanno avuto l’accesso alla finale.

Per permettere anche ai meno esperti di partecipare senza venir penalizzati troppo dall’esperienza dei veterani, abbiamo deciso di iniziare con le corporazioni base, che non danno alcun bonus e consentono di cominciare con una discreta quantità di soldi.

Una volta resi pubblici i nomi dei partecipanti, si sono aperte le scommesse su chi avrebbe portato a casa la coppa del vincitore. I grandi conoscitori di questo gioco non hanno deluso le aspettative di chi ha seguito lo sviluppo delle partite: si sono garantiti la finale senza troppi
problemi.

A conti fatti è stato interessante notare come i giocatori si siano impegnati e come la competizione sia stata un fattore che non si è rivelata negativa e dissuadente. Sono gratificato per quello che ne è uscito. È stato un lavoro molto impegnativo, però mi ha ripagato la soddisfazione di vedere gli iscritti divertirsi con questo formato di partite.

Brava Nadia che si è portata a casa il primo posto, guadagnandosi così un buono regalo utilizzabile al Camelot Store. E grazie a Nicola per il supporto tecnico.

Complimenti anche a tutti i partecipanti che hanno dimostrato che si può vivere il gioco competitivo in modo sano e dando la precedenza al fair play e all’amicizia.