Hugh Hefner: il gioco è meglio del sesso

Hugh Hefner è il famoso fondatore di Playboy. Come è ben noto è sempre stato circondato da belle donne. Si può dire senza esagerare che la sua vita sessuale non è mai stata monotona. Eppure, nonostante tutto questo, un po’ di tempo fa ha affermato abbastanza a sorpresa di preferire il gioco al sesso (Uno, Domino, Backgammon, Gin Rummy). Una simile dichiarazione ha lasciato alcuni un po’ perplessi, altri hanno pensato che fosse diventato pazzo. Lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi – chi riesce a pronunciare il suo nome è un mito – direbbe invece che giocando si può raggiungere lo stato di flow, uno stato di esperienza ottimale, esattamente come facendo sesso. Le parole di Hef sono quindi tutt’altro che fuori dal mondo. I giochi di società sono in grado di far entrare in uno stato di trance agonistica piacevole. Giocare trasmette gioia, mantiene la mente allenata, fa scorrere il tempo più in fretta del solito. Giocare in poche parole è qualcosa di bello.
L’ammissione del fondatore di Playboy è in definitiva l’ennesima dimostrazione di quanto possa essere attraente l’hobby del gioco da tavolo.

Come spiegare un gioco da tavolo

Il presupposto base per spiegare un gioco da tavolo è quello di aver letto e studiato il regolamento del titolo in questione. Sensato è anche fare una prima partita di prova in solitario, se il gioco è nuovo, per capire al meglio il funzionamento di determinate meccaniche.
Una volta che si conosce il gioco, come spiegarlo?
Io personalmente consiglio di iniziare dall’ambientazione. Si descrive dove il gioco è ambientato, dando poi un’idea generale dell’obiettivo da raggiungere. Il passo successivo è quello di elencare le azioni base disponibili durante la partita, le mosse essenziali che bisogna padroneggiare per poter giocare. Ciò si effettua in genere descrivendo un turno di gioco. Arrivati a questo punto, le opzioni sono due: o si espongono nel dettaglio le varie regole restanti, o si opta per un apprendimento sul campo, durante la partita, il classico learning by doing. A dipendenza dei partecipanti, consiglio di scegliere una o l’altra variante. Infine raccomando sempre di ripetere cosa bisogna fare per poter vincere.
Seguendo questi passi l’apprendimento del gioco non dovrebbe risultare troppo traumatico per il gruppo presente al tavolo.

Riassumendo, le parole chiave per una buona spiegazione sono: ambientazione, obiettivo, mosse base – esempio di turno di gioco -, regole nel dettaglio (in alternativa: learning by doing), cosa fare per vincere.

Il consiglio di Neil Strauss: festino con party game

Neil Strauss è uno dei massimi esponenti nell’arte della seduzione. Fa parte di quella comunità internazionale che discute sui metodi di seduzione e dà consigli su come avere successo con le donne. Alla base di questo movimento ci stanno i libri di Robert Greene, in particolare The Art of Seduction, un’opera che dà una panoramica generale sulle varie forme di seduzione esistenti e parla delle figure storiche più rinomate che hanno adottato come arma la seduzione. Cleopatra, Casanova, Marilyn Monroe, Errol Flynn sono soli alcuni dei nomi trattati.
L’aspetto curioso di questa faccenda è che Strauss, in uno dei suoi libri, dà – tra le varie cose – un consiglio su come movimentare i festini. Il suo suggerimento è quello di far giocare al gruppo di persone che si è invitato a casa un party game. Personalmente posso dire che per rompere il ghiaccio e sciogliere un po’ gli animi è indubbiamente uno dei metodi più semplici. Si parla e conversa, perché il gioco lo richiede. In questo modo anche i più timidi hanno l’occasione di farsi coinvolgere e creare situazioni belle, divertenti, memorabili. Poi da cosa nasce cosa.

Alcuni esempi di party games che si possono giocare da 6 a 12+ persone:
Celebrities
Ogni giocatore presente scrive su un foglietto il nome di una qualche celebrità, per un totale di una decina di nomi. I pezzi di carta vengono raccolti tutti assieme in un contenitore e mescolati. Si creano coppie di persone in modo casuale.
A turno, una persona prende uno dei foglietti e cerca di fare indovinare il nome al proprio partner di gioco dando degli indizi (senza ovviamente dire il nome). Se il nome viene indovinato, il bigliettino viene conservato, altrimenti torna nel contenitore. Il tempo a disposizione è sempre e solo di 30 secondi, dopodiché si passa alla coppia successiva, che ripete lo stesso meccanismo. Quando tutti i nomi sono stati indovinati, ci si ferma un attimo. Ogni coppia riceve un punto per ogni nome indovinato, dopodiché i nomi vengono rimessi nel contenitore, e inizia il secondo round.
Nel secondo round, la persona che dà gli indizi può solo pronunciare una parola per fare indovinare il nome che ha pescato. Oltre alla singola parola può però anche fare gesti o versi, se vuole. Chi deve indovinare ha solo una risposta a disposizione. Il resto rimane come nel primo round (massimo 30 secondi a disposizione, il foglietto se indovinato si tiene, in caso contrario si rimette nel contenitore). Finito il secondo round, si contano i punti e si rimettono tutti i foglietti nel contenitore. Inizia il terzo e ultimo round.
Nell’ultimo round la persona che deve dare gli indizi, non può più pronunciare alcuna parola, ma può fare solo il mimo e/o dei versi.
La coppia che a fine partita ha più punti, vince.

Telephone Pictionary
Ogni giocatore inizia con un foglio di carta e una matita in mano. In cima al foglio ogni giocatore scrive una parola o una frase. Poi i vari fogli vengono passati alla propria sinistra. Tutti i giocatori cercano di disegnare quanto espresso nella frase o parola che hanno ricevuto, poi piegano il foglio in modo tale che si veda solo ancora il disegno, e passano il foglio di nuovo alla propria sinistra. Adesso il compito è di passare dal disegno a una frase. Bisogna dunque scrivere una frase o una parola che riassuma quello che si vede. Fatto ciò si piega il foglio in modo tale da vedere solo la frase, e si passa il foglio al giocatore a sinistra. Il processo dura fino a quando tutti assieme ricevono indietro il proprio foglio di partenza.
A questo punto si srotola il foglio e si guarda con gusto il risultato ottenuto. Punteggi? Esistono due varianti. La prima: dà un punto al giocatore che ha creato il disegno che ti piace di più, e un punto al giocatore che ha scritto la frase che reputi migliore. Dà un punto a te stesso se la frase o parola finale corrisponde a quella iniziale. Seconda variante: un punto lo ricevono coloro che sono riusciti a scrivere la frase corretta, un punto lo ricevono i giocatori che hanno creato un disegno che ha fatto indovinare la frase, un punto lo guadagni tu se la frase finale corrisponde a quella iniziale.

Say Anything
Il giocatore di turno pone una domanda qualsiasi. Esempi: Se potessi avere qualcosa di grosso, cosa sarebbe? Qual è l’invenzione più importante degli ultimi cento anni? Qual è l’attività migliore da fare a un primo appuntamento? Cos’è la cosa peggiore che puoi dire a un poliziotto che ti ha appena arrestato? Qualsiasi domanda va bene. Gli altri presenti scrivono segretamente su un foglio una possibile risposta. Una volta fatto si rivelano le risposte e chi ha posto la domanda deve sceglierne segretamente una. Ogni giocatore salvo chi ha posto la domanda cerca di capire quale risposta è stata scelta. Non si ha però solo una scelta a disposizione, ma due. Tutti i giocatori puntano dunque entrambi i propri indici su due risposte diverse oppure anche su un’unica risposta. Poi, una volta rivelato qual è la risposta che è stata scelta da chi aveva posto la domanda, si riceve un punto per ogni indice posto sulla risposta esatta.
Il gioco dura fino a quando qualcuno non ottiene 10 punti.

Una lista di altri party games, in questo caso di giochi concreti, la si trova qui. Tra i miei preferiti abbiamo Dixit Odyssey, The Resistance, Jungle Speed e Duplik.

Buon gioco.

Giochi da tavolo per iPad, iPhone, Android

Non sempre si dispone dello spazio necessario per poter giocare a un gioco da tavolo. Quando si è ad esempio in viaggio in treno o in aereo bisogna arrangiarsi con una superficie limitata. Un discorso analogo vale anche quando si va in vacanza in auto: capita a volte di non riuscire a portarsi dietro le scatole dei giochi preferiti.
Come risolvere dunque il problema? Cosa fare se si desidera lo stesso giocare?
La soluzione più pratica è quella di affidarsi alle versioni dei giochi da tavolo trovabili nell’App Store.
Al giorno d’oggi si può giocare ormai a un numero considerevole di giochi sull’iPad o eventualmente sull’iPhone.
Da Monopoly a Cluedo a Risiko. Ma anche giochi più recenti come I Coloni di Catan, Carcassonne, Ticket to Ride. Per non parlare dei giochi di strategia tipo Caylus, Puerto Rico, Le Havre, Tigris and Euphrates. Non mancano anche i party games stile Bang!, Bohnanza, Dixit, Time’s Up!

Una lista dei titoli disponibili (versioni ufficiali, niente fake) la si trova qui.

E se uno ha Android? Niente panico. C’è una soluzione a tutto. Si dia un’occhiata a questa lista qui.

Buon gioco.

Perdere fa bene

Quando si gioca a un gioco da tavolo, non è bello trovarsi con gente che non gioca per vincere, che non si impegna o che fa vincere appositamente e in modo palese qualcun altro. Dare il massimo e ambire alla vittoria sono prerequisiti essenziali per vivere una bella esperienza di gioco.
Il vincitore però sarà solo uno alla fine, a meno che non si stia giocando a un cooperativo o un gioco a squadre.
Come gestire dunque la sconfitta? Perdere è da considerare come qualcosa di negativo?
La verità è che nessuno può evitare di fare errori. La cosa grande è imparare da essi.
Noi dobbiamo andare alla ricerca dei nostri errori, e cercare di criticare le nostre strategie di gioco adottate, sia quando vinciamo, sia quando perdiamo. La pretesa di non errare mai, e quindi di poter vincere sempre, è un’idea da matti. Ogni giorno si compiono errori da correggere, e si impara a fare le cose meglio. Noi impariamo attraverso gli errori che facciamo. Impariamo eliminando questi errori. L’esperienza è il nome che ciascuno di noi dà ai propri errori.
Perdere fa bene. Giocando a giochi da tavolo si impara tra le varie cose anche ad affrontare questa importante lezione di vita.

Campagna WH40K Giochintavola & Varese Wargames

E’ finalmente cominciata la campagna insubrica di WH40K.
Molte sono le fazioni in campo, molti gli obiettivi individuali e molta ancora la strada da fare.
Analizziamo comunque i primi indecisi passi dei nostri eroi (per quel che ho sentito) nel settore appena fuoriuscito dal warp.
 
Blood Angels
Innanzitutto un plauso al loro comandante Xvegantunax che ha aperto le danze con una prestazione che probabilmente resterà negli annali.
Mantenendo fede al background del suo esercito si presenta da buon gradasso dell’Imperium con 260 punti in meno piazzandosi a far le boccacce dinnanzi ad uno schieramento di Guardia Imperiale rinnegata laseruta, plasmuta e artigliuta.
Tralascio il dettaglio dello scontro parificabile ad una sardina che fa a testate con un capodoglio.
La medaglia al valore con menzione “Brightest deflagration colours” non gliela leva nessuno.
 
Orks
Al grido di “Me ne frego!” incontrano un esercito caotico riuscendo nell’intento di farne pezzettini di ricambio per le fantasiose creazioni del loro Kapone.
Eliork non solo sta assemblando un’orda variopinta e particolarmente caratterizzata, ma pure mortale.
Attenzione a quel che riuscirà a trovare in giro per i campi di battaglia.
Menzione speciale per la preparazione dei bignè.
 
Eldar
“Veni vidi vici” disse a suo tempo un grande imperatore e il carro più colorato del Carnival do Bahia non scende a compromessi. QG schierati in assalto e pronti a dar battaglia a chiunque; falchi svolazzanti aippano sprezzanti in faccia a Predator, infiltratori che sfruttano tutti gli spazi delle pur strette maglie avversarie.
Aggiungiamo pure la capacità di defilarsi strategicamente (a Monte Carasso si dice “fuga vigliacca” ma tant’è… chi vince ha ragione…) ad obiettivi raggiunti ed otteniamo un mix pericolosissimo fra senso strategico e capacità tattica.
Ogni tanto qualcuno inciampa e ci lascia la folta chioma ma ogni guerra necessita i suoi martiri.
Diploma olimpico nella disciplina “Ora son qui… oplà ora son qua”, non voltategli le spalle!
 
Grey Knights
Volano alto, molto in alto.
Prima battaglia nello spazio e prima vittoria (sconosciuta la forza avversaria), poi la gravità ha ragione sulla fede. Le stormraven saranno anche volanti ma sono grosse, forse troppo grosse per essere messe in campo contro la saturazione di una guardia imperiale. Lo sbraaang lo si è sentito fin sulla terra e adepti alla custodia dello scranno dell’imperatore narrano di un balzo delle funzioni vitali della luce dell’Imperium come se avesse preso un bello spavento.
Non meglio fanno i corazzatissimi Terminator che inseguono ma non raggiungono un motivatissimo gruppo rinnegato trasportante una reliquia. Pesanti ilazioni sull’uso di sostanze dopanti da parte dei caotici rischiano di inficiare il risultato della competizione ma il relatore (e son sicuro anche alcuni lettori) confidano nel Grande Costruttore affinchè soprassieda a questa leggerissima infrazione e confermi il risultato. Se un cavaliere difensore della religione grosso, cattivo ed arrabbiato non riesce a recuperare una preziosissima reliquia al secondo turno beh… la deve pagare.
In fondo la partecipazione alla maratona engadinese ha già fruttato loro la medaglia d’oro nella gara di tuffi da grandi altezze senza trampolino e senza paracadute.
Da rivedere.
 
Salamanders
Non giocano. Se ne stanno al calduccio nelle loro astronavine, passeggiano per lo spazio, si fanno mandare a quel paese da navi sconosciute e seminare da navi caotiche che stanno insieme con lo sputo, trovano infine un pianetucolo dove si sta festeggiando qualcosa. Ah no, non si festeggia nulla, stan saltando allegramente mezzi da sbarco e navi in sub-orbita.
Decide saggiamente di sbarcare nel praticello sul retro.
Affaire à suivre.
Nel frattempo Groblnjar acquisisce il certificato “Investigatore dell’anno 2013″ nella categoria “Trova il frigo nascosto”.

L’hobby del gioco da tavolo è di nuovo IN

Sul sito online “20 Minuten”* è apparso un interessante articolo legato agli hobby attuali più popolari. In esso si rivela come, tramite un sondaggio fatto tra gli utenti, si abbia ottenuto abbastanza a sorpresa il seguente risultato: tra gli hobby recenti preferiti abbiamo il gioco da tavolo (in seconda posizione), e il gioco degli Jass (in terza posizione).
Giocare a giochi da tavolo è tornato dunque a essere IN. Non si può negare che l’aspetto sociale rende questo hobby molto attraente anche al giorno d’oggi. Giocando si può ridere e scherzare e l’hobby è alla portata di tutti – giovani, anziani, uomini e donne in modo indistinto. È una forma sana di divertimento.

Ma qual è l’hobby al momento più trendy? Semplice: fare escursioni in montagna. Perché dico semplice? Perché fa parte degli interessi del nostro mitico presidente (Poldeold), il quale è troppo IN. 😀

Volete essere IN anche voi? Passate a giocare! Giochiamo ogni venerdì sera al Foce a Lugano. 😉

* 20 Minuti – il giornale a distribuzione gratuita più diffuso a livello svizzero

Scaffali e borse per giochi da tavolo

I prodotti IKEA vengono consigliati spesso e volentieri nel mondo ludico quando si tratta di trovare scaffali adatti per metterci dentro giochi da tavolo o borse per trasportare da un posto all’altro alcuni titoli. Come mai proprio IKEA? Il motivo è molto semplice. I prezzi sono abbordabili per chiunque e i prodotti sono pratici e soddisfacenti.

Facendo degli esempi concreti. James Castelli ha consigliato tempo fa su BoardGameGeek lo scaffale Expedit (video e prodotto). Altri si sono trovati bene con la libreria Billy (prodotto).
Quando si tratta di trasportare giochi, molti riportano invece commenti positivi sulle borse IKEA Frakta (grande o per carrello), carrello incluso (carrello). Bisogna dire che il carrello lo si ha bisogno solo nel caso in cui si vuole trasportare parecchi giochi tutti assieme. Di norma basta e avanza una borsa grande, se non addirittura una semplice borsa della spesa.

Cose mai viste

Di cose strane nella mia vita ne ho viste tante, ma queste…
Adolf che gioca a Dixit? Sul serio?! (Humor nero)
James Castelli che crea un video musicale dedicandolo alla casa editrice GMT? Really?!
Tom Vasel che fa una recensione di un gioco buttandolo nella pattumiera? Are you kidding me?!
Jeremy Salinas che annuncia il suo ritorno… presto. Presto?! Il video è dell’agosto 2012, adesso siamo già da un pezzo nel 2013… Prendesse esempio dall’eccentrico Paul Springer. Lui quando ha annunciato il suo ritorno (qui), è effettivamente tornato.

Infine una chicca qui per tutti coloro che conoscono i video recensori Scott Nicholson (il pioniere), Paul Springer (l’eccentrico), Joel Eddy (l’americano amante dei german), Tom Vasel (la quantità è meglio della qualità) e Robert Florence (lo scozzese). Mi riferisco in particolar modo ai primi 2 minuti e 30.

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