Autore: Trap
Avvertenza: leggete l’articolo quando avete sufficiente tempo a disposizione (2-3 ore) 😀
A seguito del completo resoconto del weekend a La Chaux-de-Fonds presentato dal nostro relatore ufficiale, mi sono permesso di aggiungere una breve postilla. Per questa seconda presentazione sono stati ripresi argomenti trattati da Elia e sviscerati alcuni nuovi temi scottanti, evitati saggiamente dallo stesso. Questa seconda presentazione del weekend, al quale hanno partecipato ben 9 persone provenienti dal Ticino, è stata redatta sotto forma di alfabeto. Vi domanderete: che utilità ha? La risposta è semplice: nessuna. Semplicemente per un unico motivo: noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
Spero comunque di offrirvi un quadro generale a 360° di come abbiamo vissuto questa arricchente esperienza e anche per farvi giustamente provare un po’ di invidia.
A come Acqua: come il presunto liquido contenuto nell’intramontabile bottiglietta di colore verde che Elia si porta sempre appresso. Sarà la trasferta, sarà la dura legge dell’hébergement du Pod, sarà il cambio di bottiglietta (ebbene sì, per una volta quella verde non ha accompagnato Elia), ma questa volta c’era più di un sospetto che il liquido con il quale Elia si dissetava non fosse acqua. Gli inesorabili effetti irruppero improvvisamente durante la serata di sabato. Il baldo giovane, normalmente quieto e posato, sembrava sotto gli effetti di sostanze psicotrope proibite alle nostre latitudini (i dettagli li risparmio). Malgrado questo, quando alle 2 di notte il Presidente proponeva a lui e al sottoscritto una partita (con spiegazione annessa) a Gueules Noires (non proprio un entry level), da guerriero quale è, Elia non esitò nemmeno per un istante. Perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
B come Bob: dopo la prima “riposante” notte all’hébergement du Pod, la speranza per i nostri eroi era legata ad una rivitalizzante doccia mattutina. Il dormitorio, composto da un centinaio di letti e una doccia, non lasciava spazio ad esitazioni di alcun tipo. Il sottoscritto, con ancora gli occhi alla giapponese, si fiondava senza indugio in quell’antro del benessere, scoprendo però che era già utilizzato da un altro ospite. Lavaggio denti e delicato lavoro di sbarbamento (con i dettagli che seguiranno alla I) per far passare il tempo purtroppo non sono serviti a liberare l’antro. Il tempo sembra passare solo fuori dall’antro: dentro il tempo si è arrestato. Solo le canzoncine fischiettate del fortunato ospite e le tanto agogniate gocce di acqua che cadono su un unico fortunato corpo davano dei segnali di vita dall’altra parte della barriera. E intanto si creava la colonna… Persone provenienti da ogni cantone, nazione e letto del dormitorio si accalcavano dietro al sottoscritto, in attesa. Poco più dietro riuscivo a scorgere anche il volto corrucciato del Presidente, illuso come me, illuso come tutti. Dopo circa 45 minuti di lenta agonia ecco aprirsi l’uscio dell’antro. Una volta diradato il vapore acqueo, ecco comparire la figura tanto odiata durante quegli interminabili 45 minuti. Questa, con grande sorpresa di tutti, non assumeva i contorni di Didier Burkhalter, Roger Federer o di Barack Obama, ma quello di un normalissimo ospite del dormitorio, rassomigliante al celebre Bob Marley, con tanto di canottiera e scia di profumo da risvegliare l’intero dormitorio. Non so voi, ma personalmente preferisco la versione di Bob degli anni ’60 e ’70 a quella più imborghesita del 2014.
C come Cornelia: dopo un’iniziale fase di scoramento, con gli organizzatori che sembravano spaesati e sorpresi dal nostro arrivo, la situazione è finalmente stata presa in mano dalla cordiale ed esuberante Cornelia. Dopo aver rivolto sguardo e saluto per una frazione di secondo al Presidente, al sottoscritto e a Valeria, la sua attenzione è stata canalizzata da Elia, al quale ha offerto, nell’ordine: alloggio gratuito; posto letto VIP; una settimana gratuita alle terme di Yverdon-Les-Bains; un posto di lavoro come presidente della Ludesco; una fornitura bimestrale delle novità ludiche che passano da La Chaux-de-Fonds; un vaporizzatore; un set di posate risalenti all’inizio del XIX secolo; una carrellata di fogli e siti web da tradurre dal polacco al tedesco, dal russo al giapponese (qui potrei darti una mano), dal cinese allo spagnolo e forse perfino dal francese all’italiano. Elia è felice e ringrazia.
D come Discorsi: quelli che hanno avuto luogo nell’auto del Presidente durante il lungo tragitto di andata e di ritorno. I quattro interlocutori hanno disquisito su argomenti interessanti di ogni genere, spaziando su temi quali: scatolette di tonno (ah no, forse questo era solo la fine del mio sogno prima di partire), politica, religione, filosofia, senso della vita, cinema, serie televisive, giochi, lavoro, fisica nucleare, fisica quantistica, antropologia, criminologia, chimica, economia, micologia, geologia, rettili, ragni, lenzuola, grissini, Giura, gossip, pettegolezzi vari, infanzia, pubertà, adolescenza, ricordi nostalgici, ricordi meno nostalgici, elettricità e tanto altro ancora. Perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
E come Eventi: quelli organizzati da Ludesco durante il weekend. Il programma era stato meticolosamente studiato per occupare l’intero weekend con delle attività parallele al semplice “sediamoci e giochiamo a qualcosa”. Caccia al tesoro, visita di una casa con tanto di attrezzatura sado-maso ideata da un famoso artista autoctono, torneo di Diplomacy, torneo di scacchi, corsa con i sacchi, momenti conviviali di Loups Garous, intermezzi teatrali e tanto altro ancora. Ora vi domanderete: “che bello, chissà cosa avranno fatto i nostri rappresentanti?”. La risposta è molto semplice: nulla di tutto questo. I nostri eroi si sono seduti al tavolo e hanno coltivato la loro passione, giocando e provando tantissimi giochi, noncuranti degli eventi (presumo interessanti) che Ludesco propinava. Era tutto un piacevole sottofondo. A volte addirittura avremmo preferito che non venissero fatti degli annunci con un microfono adattato ad un volume esagerato, poiché poteva distogliere la concentrazione sul gioco in corso. Perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
F come Fondue: il canton Neuchâtel, confinante con il canton Friborgo, madre patria della Fondue al formaggio, poteva essere considerato un luogo ideale per gustarsi una delle ultime Fondue al formaggio della stagione. Vista la vicinanza con la terra che ci ha accolti per diversi anni, io e Gabriele siamo caduti nella trappola tesa dal ristorante neocastellano. Dopo gli anni passati a mangiare la famosa Fondue moitié moitié o la meno rinomata ma altrettanto gustosa Fondue au vacherin (presumo che la panza del sottoscritto possa testimoniare), l’eccitazione era alle stelle. Ebbene se avessi comprato la Fondue Gerber, la avessi annacquata e aggiunto Aromat e rosmarino, buttato via le patate e tagliato un lunghino di pane, penso che avrei ottenuto un risultato migliore. Durante la cena mi risuonava in testa l’annuncio: “stasera c’è la cena iraniana a 9 franchi.” È stata comunque un’esperienza positiva, visto che non tutti hanno mangiato la Fondue (sembrerebbe che gli altri siano stati più fortunati) ci ha dato l’occasione di conoscere (o ri-conoscere dopo 15 anni) Alice e Marco (già citati da Elia) e di vedere una parte della città. Inoltre il sottoscritto, ingiustamente accusato di aver russato durante la seconda notte, ha potuto utilizzare la Fondue come giustificazione.
G come Geocaching: non abbiamo condotto unicamente attività sedentarie. La gradevole temperatura e la propensione sportiva (?) della delegazione ticinese hanno favorito anche delle attività sportive di un certo livello. Per chi non conosce il significato di geocaching: si tratta di uno sport estremissimo, durante il quale gli sportivi di élite sono chiamati a correre, scalare, nuotare,… per ore. Per chi lo conosce… beh, stia zitto! Notevole l’impegno proferito dal sottoscritto, il quale, giunto al quattordicesimo piano dell’edificio più alto di La Chaux-de-Fonds, sfilava un bullone da un corrimano davanti agli occhi increduli di un’allegra scolaresca. Perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
H come Hébergement du Pod: la quantità di aneddoti da scrivere sul dormitorio è inversamente proporzionale alla quantità di ore di sonno. In parte dovuta, lo ammetto, agli orari un po’ particolari della spedizione ticinese (anche se non più estremi di quelli del Foce al venerdì). La causa principale è però da ricercare nel dormitorio stesso. Non vi erano barriere sociali, di religione, di etnia, di età o di genere: russavano tutti indistintamente. Era proprio un dormitorio democratico, nel quale ognuno aveva il diritto di esprimersi nel modo più rumoroso possibile. C’era anche chi si presentava al dormitorio salutando i dormienti o semi-dormienti utilizzando parti del corpo che normalmente non sono adibite a questo scopo, coinvolgendo i sensi dell’udito e dell’olfatto dei destinatari.
I come Inquietante: oltre a queste vicissitudini, le due giornate al dormitorio si sono svolte senza particolari intoppi. Purtroppo il sottoscritto ha subito uno shock mattutino, quando in attesa che Bob finisse la doccia, si è imbattuto in uno strano personaggio. Durante l’attesa, avevo pensato bene di farmi la barba: una mossa azzardata. Mentre la colonna si formava all’esterno (con il Presidente in terza posizione, dietro a me e al personaggio inquietante), il secondo della fila decise bene di aspettare dentro il bagno 2m x 2m, piazzandosi dietro al sottoscritto. Guardando lo specchio potevo scorgere i suoi occhi semi-dormienti che scrutavano minuziosamente ogni minimo movimento del mio rasoio. Gli sono estremamente grato, perché questo dimostra che sono molto competente nel farmi la barba. Sta di fatto che il risultato non è stato dei migliori: mi sono tagliato mezza guancia, ho ceduto volontariamente il mio posto (poi però l’inquietante si è riscattato facendomi passare di nuovo avanti) e ho gli incubi da cinque notti filate.
L come Ludesco: l’evento è stato molto interessante e i nostri rappresentanti non si sono tirati indietro. Come già annunciato da Elia, abbiamo provato parecchi giochi. Venerdì, durante il pomeriggio intergenerazionale, abbiamo giocato con due ragazzine neocastellane di 12 anni, Elsa ed Eva, a Kaleidos, Skull & Roses e a Compatibility. Mentre giocavamo a quest’ultimo, il sottoscritto è riuscito a farsi insultare da Elsa, spazientita dalle mie associazioni parole – immagini. Rimasti in quattro abbiamo provato il titolo che ha vinto lo Swiss Gamers Award: Robinson Crusoe. Anche se non sono particolarmente amante dei collaborativi, devo ammettere che questo gioco mi è parecchio piaciuto, anche se l’ho trovato troppo semplice nella seconda parte (c’è però da dire che giocavamo con lo scenario più semplice). Dopo cena ci siamo gettati su titoli più digeribili, come Love Letter e Concept, durante il quale siamo stati raggiunti da Vanessa e Stefano. Sabato si sono aggiunti anche Gabriele e Tristana e abbiamo iniziato la giornata con Pix. Poi il numeroso gruppo si è diviso in due: alcuni si sono cimentati in Gueules Noires, altri (raggiunti dall’impavido Simone, che ha fatto il viaggio di andata, la giornata ludica ed il viaggio di ritorno nella stessa giornata!) hanno provato l’ebrezza di Crockinole e Tumblin Dice. Dopo pranzo e l’estrema attività di Geocaching, il gruppo ha provato Rampage, Mr Jack New York e fatto un distensivo aperitivo giocando a 7 Wonders. Dopo cena è stata la volta di Endeavor, Croc (con Tristana ed Elia in grande spolvero), Mow (idem), Compatibility (grande la prestazione del duo Trap – Gabry) e la partita notturna a Gueules Noires tra i tre irriducibili (Pol, Trap, Elia). La domenica, giornata distensiva per antonomasia, ci siamo limitati a dividerci in due gruppi: uno giocava una distensiva partita a Himalaya, mentre l’altro una un po’ meno distensiva a Myrmes.
M come Magnifico: mi riferisco al weekend in generale. Forse l’utilizzo del termine magnifico è un’esagerazione, ma visto che mi avanzava la M… Comunque sicuramente Molto positivo: molti giochi + compagnia perfetta = divertimento assicurato. Sicuramente un’esperienza da ripetere.
N come Neocastellani: molto accoglienti, hanno organizzato davvero un evento di spessore. Non hanno idea di cosa sia una Fondue, ma hanno comunque onorato l’impegno senza intoppi particolari. Rimangono alcune perplessità, per le quali rimando alla lettera Q.
O come Obiettivi: quelli prefissati dal presidente in auto, durante la trasferta a La Chaux-de-Fonds. Voleva passare un bel weekend, provare un sacco di giochi e riposarsi dopo aver corretto compiti ed esperimenti all’alba, prima del viaggio. Gli obiettivi del presidente sono stati raggiunti per due terzi: dubito fortemente che sia tornato a casa fresco…
P come Paesaggi: quelli giurassiani e neocastellani, visti in prossimità dell’arrivo a La Chaux-de-Fonds. Davvero uno splendido colpo d’occhio, giustamente ribadito a più riprese dal presidente, il quale non ha mancato di spiegare con minuzia le caratteristiche geologiche dei paesaggi mozzafiato che stavamo attraversando. Perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
Q come Quoi?: una cosa strana, soprattutto per un relativista convinto come me, è stata la ricorrenza di alcune situazioni particolari con gli autoctoni. Sembrava che ognuno di essi, mentre interagiva con terzi, avesse un grandissimo punto di domanda stampato sulla fronte. Si presentavano con una sicurezza da far impallidire la crème dei corpi diplomatici: stretta di mano decisa, portamento fiero e sguardo fisso. Dopo pochi secondi però si guardavano intorno spaesati, smarriti, come se si stessero domandando “Quoi?”. Poi, se ne andavano, senza ascoltare, senza guardare, senza parlare, lasciando i loro interlocutori un po’ basiti. Chissà se questo tratto è comune a tutti i neocastellani: di certo una ricerca antropologica potrebbe essere interessante. Ma soprattutto, avranno trovato una risposta ai loro “Quoi?”.
R come Robinson Crusoe: il titolo vincitore dello Swiss Gamers Award inizialmente sembrava un’incognita. Nessuno sembrava conoscerlo e soprattutto nessuno sembrava in grado di spiegarlo. Dopo pochi minuti però un simpatico signore che ci ha giocato una volta (come presumo tutti i giochi che erano disponibili durante l’evento), si è gentilmente offerto di aiutarci nell’impresa e ha chiamato qualcuno in grado di illuminarci. Il gioco, nelle prime fasi si è rivelato molto ostico. Il cuoco non trovava nulla da mangiare e stava giusto pensando di cucinare il più grosso del gruppo per sfamare se stesso e gli altri due superstiti, quando si accorse che era lui il più grosso. L’esperta in falegnameria non trovava legna e non costruiva nulla di utile. L’esploratore si sarebbe perso in quel di Corippo mentre il cacciatore non avrebbe fatto paura neanche ad un criceto. Con queste premesse, pensare di resistere in quell’isola sperduta, situata da qualche parte tra la Groenlandia ed il Polo Nord (ma non doveva essere un’isola ai tropici?), sembrava un’impresa disperata. Poi, proprio quando i primi fiocchi di neve cominciarono a cadere, le prelibatezze del cuoco iniziarono a dare forza e vigore ai suoi compagni. L’unica donna del gruppo cominciò a costruire armi ed oggetti che non si vedrebbero neanche all’interno delle superpotenze mondiali, il cacciatore iniziò ad abbattere i cinghiali a mani nude, mentre l’esploratore era talmente galvanizzato da riuscire ad arrivare nell’Europa continentale e tornare: purtroppo senza accorgersene… Dopo aver raccolto un po’ di legna e fatto un bel falò, finalmente siamo stati scorti da una spedizione di marinai danesi che ci hanno raggiunti solo perché credevano stessimo organizzando una grigliata.
S come Spedizione: quella ticinese che si è stoicamente recata in quel di La Chaux-de-Fonds. Inizialmente composta da quattro persone (il sottoscritto, Valeria, Paolo ed Elia), essa si è piano piano infoltita, con l’arrivo di Vanessa e Stefano il venerdì sera, di Gabriele e Tristana il sabato mattina, senza dimenticare l’impavido Simone che ha affrontato trasferta, giochi e rientro in un solo giorno e Paolo, apparso e scomparso in maniera misteriosa.
T come Tumblin dice: il sottoscritto, dopo un giorno di permanenza a Ludesco, era ancora ignaro della possibilità di acquistare giochi direttamente in loco. A riportarlo alla realtà ci ha pensato l’impavido Simone. Si presenta alle 11 di sabato mattina dopo il viaggio di quattro ore e dopo due minuti scarta con l’entusiasmo di un bambino che ha appena ricevuto i regali di Natale, il suo acquisto: Tumblin dice. Giustamente sbeffeggiato da Simone, il sottoscritto si cimenta insieme al proprietario, a Valeria e ad Elia, a testare il colosso di legno con i suoi quattro dadi verdi. Dopo circa mezz’ora di virtuosismi, colpi da biliardo, colpi da curling, schiamazzi vari e colpi bassi tra i giocatori, i dadi verdi trionfano, mettendo in evidenza la giusta gerarchia. Due settimane dopo, riprovando Tumblin dice, si viene a scoprire che questa gerarchia non è poi tanto giusta. L’unica spiegazione plausibile è che, visto il cappello indossato da Simone, lo spirito del santo patrono d’Irlanda abbia aiutato lui e la sua compagna Valeria durante la partita.
U come Urbanistica: quella di La Chaux-de Fonds, un po’ fredda e quadrettata all’apparenza, offre comunque un colpo d’occhio interessante, intravista solamente in parte durante il sabato sera. Nota per la massiccia presenza di industrie orologiere, l’urbanismo di La Chaux-de-Fonds è stato riconosciuto dall’UNESCO, che nel 2009 lo ha inserito tra i patrimoni dell’umanità. Fascino sicuramente non irresistibile, almeno per il sottoscritto, ma se l’UNESCO lo considera tale un motivo ci sarà… Questa piccola parentesi culturale è stata fatta perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
V come Vallesani: per chi ha avuto modo di studiare oltralpe o di svolgere il servizio militare, la tradizionale alleanza Ticino – Vallese non è una novità. Durante un breve colloquio con un vallesano, abbiamo rinnovato questa sinergia. Siamo stati ufficialmente invitati da loro per un weekend con tanto di giochi, raclette e grigliata, il tutto innaffiato con del sano Fendant, come vuole la tradizione vallesana. Ci è stato infatti riferito che uno degli organizzatori di questo weekend (purtroppo assente a La Chaux-de-Fonds), è rimasto positivamente colpito dalla simpatia dei tre ticinesi presenti a Vienna (il sottoscritto, Gabry e Tristana). Avrà esagerato con il Fendant anche in terra austriaca?
Z come Zeus: spudoratamente copiato da Wikipedia, Zeus nella religione greca è il re, capo, sovrano e padre degli dèi, il sovrano dell’Olimpo, il dio del cielo e del tuono. I suoi simboli sono la folgore, il toro, l’aquila e la quercia. Figlio del titano Crono e di Rea, era il più giovane dei suoi fratelli e sorelle: Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone. Nella maggior parte delle leggende era sposato con Era, anche se nel santuario dell’oracolo di Dodona come sua consorte si venerava Dione (viene raccontato nell’Iliade che Zeus sia il padre di Afrodite, avuta con Dione). È comunque famoso per le sue frequentissime avventure erotiche extraconiugali, tra le quali si ricordano anche alcune relazioni omosessuali, come con Ganimede o con Euforione. Il frutto dei suoi numerosi convegni amorosi furono i suoi molti celeberrimi figli, tra i quali Apollo e Artemide, Hermes, Persefone, Dioniso, Perseo, Eracle, Elena, Minosse e le Muse. Dalla legittima moglie Era secondo la tradizione ebbe Ares, Ebe, Efesto e Ilizia. Tali rapporti amorosi venivano consumati da Zeus anche sotto forma di animali (cigno, toro, ecc.) infatti tra i suoi enormi poteri egli aveva anche quello di tramutarsi in qualsiasi cosa volesse. Ora vi domanderete: “e cosa c’entra con Ludesco?”. La mia risposta è: assolutamente nulla! Sono arrivato all’ultima lettera e non avevo più ispirazione, così ho messo la prima cosa che mi è passata per la testa. Perché noi di Giochintavola non siamo MAI banali!
