La top 10 dei giochi italiani

I 10 migliori giochi da tavolo creati da autori italiani sono attualmente:
1) La Guerra dell’Anello
2) Tzolk’in: Il Calendario Maya
3) Egizia
4) Kingsburg
5) Vasco da Gama
6) Lettere da Whitechapel
7) Bang!
8) De Vulgari Eloquentia
9) Wings of War: Famous Aces
10) Leonardo da Vinci

Questo è almeno il risultato che si ottiene consultando le votazioni della comunità di BoardGameGeek (tra i grandi esclusi abbiamo: Leo Colovini, Spartaco Albertarelli, Dario De Toffoli, Walter Obert, Marco Donadoni, ecc.).

Bang! è un party game di Emiliano Sciarra ambientato nel Far West che ha fatto parecchio successo non solo in Italia, adatto per gruppi di 5-7 persone. Si tratta di un gioco di carte.
Kingsburg è un gioco di Andrea Chiarvesio e Luca Iennaco adatto per le famiglie. Si è alla corte del re e bisogna amministrare il territorio attorno al castello. È un gioco nel quale bisogna gestire vari dadi e personaggi.
Lettere da Whitechapel e La Guerra dell’Anello sono entrambi giochi molto validi per 2 persone. Il primo è un gioco di deduzione di Gabriele Mari e Gianluca Santopietro. Uno assume il ruolo di Jack lo Squartatore, mentre l’altro quello dei detective alla caccia del serial killer. L’altro è un gioco tematico del trio Roberto di Meglio, Marco Maggi e Francesco Nepitello. Si tratta di un gioco per giocatori esperti, un must have per gli appassionati dei Signori degli Anelli.
Tra i giochi in stile tedesco abbiamo invece Tzolk’in: Il Calendario Maya (Simone Luciani e Daniele Tascini), Egizia (gli Acchittocca), Vasco da Gama (Paolo Mori), De Vulgari Eloquentia (Mario Papini) e Leonardo da Vinci (gli Acchittocca). Sono tutti giochi validi e di un certo spessore.
Per gli amanti dei giochi di guerra leggeri abbiamo infine Wings of War di Andrea Angiolino e Pier Giorgio Paglia.

Questo è tutto per quanto riguarda l’Italian Style.

Fonte: Italian Top 100

Giochi di ruolo

I giochi di ruolo sono una sotto-categoria dei giochi da tavolo, rappresentano un mondo a sé. In essi ogni giocatore assume il ruolo di un personaggio, si immedesima con esso, e vive una storia che viene narrata dai giocatori.

Tra i giochi di ruolo tradizionali abbiamo: Dungeons & Dragons, Il Richiamo di Cthulhu, Vampiri: La Masquerade e Rolemaster.
Sono giochi che necessitano la presenza di un master, in cui bisogna prendersi del tempo per preparare e creare i personaggi. Le campagne possono essere molto lunghe. Le si suddividono di norma in innumerevoli sessioni diverse. L’esperienza di gioco ha un non so che di epico, ma bisogna avere un gruppo disposto a prendersi molto tempo.

Tra i giochi di ruolo della nuova generazione abbiamo: Fiasco, Il Gusto del Delitto, Montsegur 1244 e Un Penny per i miei Pensieri.
A differenza dei giochi di ruolo tradizionali, questi giochi di ruolo (chiamati anche indie, story games, new wave) non necessitano né della presenza di un master, né di alcuna preparazione specifica. Si possono giocare in un’unica sessione (in un’unica serata) e l’aspetto interpretativo è in maggior risalto. In “Un Penny per i miei Pensieri” ad esempio i dadi non ci sono proprio. Tutto si basa sulla narrazione dei giocatori che stabiliscono in base a cosa dicono, come andrà a finire la loro “riabilitazione”.

Altri giochi di ruolo attuali di successo: Pathfinder, Savage Worlds e Il Mondo dell’Apocalisse.

Giochi di deduzione e investigazione

I giochi di deduzione e investigazione sono quei giochi nei quali bisogna scoprire dei dati mancanti per poter risolvere un determinato mistero, ciò che non è chiaro. Questo processo avviene tramite la scoperta di indizi e con il ragionamento deduttivo.

Il capostipite e allo stesso tempo il gioco più famoso di questo genere è sicuramente l’intramontabile Cluedo. Stiamo parlando di un gioco del 1949! È un grande classico nel quale bisogna fare i detective e scoprire chi ha commesso il delitto, con cosa e dove.
Mystery Express e Il Mistero dell’Abbazia rappresentano un’evoluzione moderna di questo tipo di gioco.

Negli anni ’80 i giochi d’investigazione hanno raggiunto il loro apice di successo grazie ai seguenti titoli:
– Sherlock Holmes Consulting Detective
– Orient Express
– Scotland Yard

Sono tre giochi fondamentalmente diversi. Il primo lo si può classificare tra i librogames e può essere giocato sia in modo cooperativo, come anche in modo competitivo. Ciò che bisogna fare è battere Sherlock Holmes cercando di risolvere il caso prima di lui. Il secondo è un gioco ambientato sul famoso treno Orient Express. Si circola tra i vagoni alla ricerca d’indizi per risolvere il delitto che c’è stato sul treno e bisogna farlo prima che si giunga a destinazione (Istanbul). L’atmosfera è quella che si può respirare leggendo il famoso libro di Agatha Christie “Assassinio sull’Orient-Express”. L’ultimo dei tre è invece un semi-cooperativo. Uno del gruppo è mister X e deve scappare dagli agenti di Scotland Yard. Quest’ultimi si devono coalizzare tra di loro per cercare di arrestare il fuggitivo prima che scappi da Londra.
Lettere da Whitechapel e La Furia di Dracula rappresentano un’evoluzione di Scotland Yard.

La lista dei giochi di deduzione e investigazione potrebbe continuare ancora a lungo. Tra quelli più rilevanti abbiamo:
– The Name of the Rose (dal famoso romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”)
– Lady Alice (si è dei bambini sotto la tutela di Sherlock Holmes)
– Mr. Jack (gioco per 2)
– Sleuth (un classico di Sid Sackson)
– Inkognito (un classico di Alex Randolph e Leo Colovini ambientato al carnevale di Venezia)

Buon gioco!

Guida ai regali di natale

Volete regalare un gioco da tavolo per natale ma non sapete bene cosa scegliere?
Non preoccupatevi. La comunità di BoardGameGeek ha pensato già a tutto tramite questa guida:
Board Game Gift Guide 2012 (guida per regalo di gioco da tavolo)

Oltre a esserci una selezione dei giochi di maggior successo di sempre (Blokus, Carcassonne, Ticket to Ride, I Coloni di Catan, Pandemia e Dominion), troviamo dei consigli per giochi adatti a tutte le età (PitchCar, Incan Gold, Qwirkle, King of Tokyo e L’Isola Proibita), per adolescenti e adulti (Stone Age, Small World, Alien Frontiers, Risk Legacy, Lords of Waterdeep e 7 Wonders), per bambini grandicelli (Geniale, Escape: The Curse of the Temple, Castle Panic, Survive: Escape from Atlantis e Zooloretto), per bambini piccoli (Torre di Animali, Gino Pilotino, Go Away Monster, Spenna il Pollo e Il Labirinto Magico), party games (Dixit Odyssey, The Resistance, Time’s Up!, Telestrations, Say Anything e Wits & Wagers), giochi adatti per 2 (Le Città Perdute, Jaipur, Hive, Star Wars: X-Wing Miniatures Game, Mr. Jack e Summoner Wars: Master Set), e giochi adatti da mettere nel calzettone della befana (Zombie Dice, Coloretto, Hey! That’s My Fish!, Monopoly Deal, For Sale e Semenza).

Con questa segnalazione – già che ci siamo – ne approfittiamo per augurare a tutti buone feste e buon gioco!

Pauchon e Hostettler

Sébastien Pauchon e Urs Hostettler sono due autori svizzeri di giochi da tavolo, quelli più famosi.

Entrambi hanno creato giochi che sono riusciti a entrare nella nomina per lo Spiel des Jahres, il gioco dell’anno, in Germania, un prestigioso riconoscimento nel mondo ludico. Tra i loro titoli più famosi abbiamo Yspahan, Jaipur, Jamaica, Metropolys ed Helvetiq per quanto riguarda Pauchon, Anno Domini, Tichu e Kremlin per quanto riguarda invece Hostettler.

Grazie a questi due autori si può dire che la Svizzera è ben rappresentata nel mondo ludico.

Come si mescolano le carte?

Mescolare bene un mazzo di carte non è evidente. Il rischio di rovinarle è sempre presente, come anche la difficoltà di mescolarle bene senza impiegarci troppo tempo. Le tecniche per maneggiare un mazzo di carte sono molteplici. Quelle più importanti vengono descritte nel seguente link:
How to shuffle cards (con videotutorial)

L’overhand shuffle è sicuramente la tecnica meno invasiva e stressante per le carte (si rovinano di meno), ma non la più ideale per mischiarle bene in fretta. Il table riffle shuffle garantisce in tal senso una buona mescolata in minor tempo (ma le carte rischiano di rovinarsi prima).

Ricordo che il nostro hobby non ha nulla a che fare con il gioco d’azzardo (come il poker). I giochi da tavolo sono pensati per socializzare e divertirsi.

Buona mescolata! (Die Übung macht den Meister!)

Giochi di narrazione

Tra i giochi da tavolo i giochi di narrazione sono quei giochi nei quali viene richiesta creatività e fantasia. L’accento viene posto sull’aspetto interpretativo e narrativo.

Il gioco più famoso e rappresentativo di questa categoria è Dixit (video). Un gioco composto da carte con le immagini più disparate. L’obiettivo è quello di riuscire a dare un indizio né troppo facile, né troppo difficile, in modo tale che la propria carta venga indovinata né da tutti, né da nessuno, ma solo da alcuni. L’indizio può essere una parola, una frase, una citazione, un ritornello di una canzone, una breve storiella, un rumore, un mimo, insomma qualsiasi cosa. L’aspetto interessante di questo gioco è vedere ogni volta come viene recepito e interpretato l’indizio. Si scoprirà come ogni singola persona pensa e ragiona in modo unico e diverso.

Un gioco più classico tra i giochi narrativi è C’era una volta nel quale si hanno delle carte e l’obiettivo è creare una storia in base a quelle carte, con un ben determinato finale da raggiungere. Il problema è che ogni singolo giocatore ha il proprio finale esclusivo, mentre la storia da raccontare è una sola. La domanda è chi riuscirà a imporsi sugli altri mantenendo la storia lineare e con un certo filo logico.

Tra i giochi che si possono abbinare a dei libri veri e propri abbiamo Tales of the Arabian Nights. Si tratta di un gioco nel quale bisogna leggere/consultare un libro e a seconda di cosa si decide di fare, la storia varia e assume esiti completamente diversi. L’aspetto interessante è che si assume un ruolo attivo durante la lettura. È un vero peccato che il gioco esista attualmente solo in lingua inglese (il gioco è altamente dipendente dalla lingua).

Candidato allo Spiel des Jahres, al gioco dell’anno 2012, Eselsbrücke (letteralmente ponte dell’asino, inteso è un espediente mnemonico) è un interessante gioco con innumerevoli immagini, le quali sono da abbinare tra di loro con una storia per ricordarsi la sequenza esatta. L’aspetto mnemonico si mescola dunque con l’aspetto narrativo.

Un po’ di Ticino lo troviamo in Winter Tales (trailer), visto che l’aspetto grafico del gioco è stato curato da un ticinese (Andrea Olgiati, in arte Hide). Lui assieme a due italiani (Jocularis e Matteo Santus) hanno creato questo interessante gioco di narrazione nel quale si ha a che fare con personaggi provenienti da varie fiabe, ma anni dopo da come li avevamo lasciati nelle rispettive storie. Il bene lotta contro il male e a seconda di come i giocatori che incarnano i vari personaggi racconteranno la storia, vincerà una o l’altra fazione.

Questi non sono che alcuni esempi di giochi narrativi esistenti. La lista potrebbe continuare. Qui di seguito c’è una selezione di quelli più rilevanti (in ordine alfabetico):
– Fabula (lettura, raccontare una storia)
– Linq (indizi)
– Sherlock Holmes Consulting Detective (lettura e investigazione)
– Sì, Oscuro Signore! / Sì, Oscuro Padrino! (raccontare una storia e mentire)
– Sparala Grossa (raccontare una storia, domanda e risposta, o dibattito)
– Storie Nere / Storie Gialle (domanda e risposta, investigazione)
– Rory’s Story Cubes (raccontare una storia)
– Altri

I giochi di narrazione per antonomasia sono ovviamente i giochi di ruolo, ma in questo articolo volevo soffermarmi più sui giochi da tavolo che includono l’aspetto narrativo, che sui giochi di ruolo in sé (stile Dungeons & Dragons).

Golden Geek 2012

Qualche giorno fa sono stati resi noti i vincitori di quest’anno (2012) del Golden Geek, premiazione annuale che viene sancita dagli utenti di BoardGameGeek, il portale internet più importante legato ai giochi da tavolo.

Ecco qui la lista dei vincitori nelle varie categorie:

– gioco dell’anno: Eclipse;
– miglior gioco per famiglie e party games: King of Tokyo;
– miglior gioco di carte e allo stesso tempo miglior gioco per 2 giocatori: Android: Netrunner (si tratta di un Living Card Game);
– miglior gioco tematico: Mage Knight Board Game;
– miglior gioco astratto: Kingdom Builder (in realtà è un gioco in stile tedesco per famiglie);
– miglior gioco di guerra: Sekigahara: The Unification of Japan;
– gioco con la grafica migliore: Takenoko;
– gioco più innovativo: Risk Legacy.

Fonte: qui.

Teuber, Wrede, Moon e Bauza

Chi saranno mai Klaus Teuber, Klaus-Jürgen Wrede, Alan R. Moon e Antoine Bauza?

Sono quattro famosi autori di giochi da tavolo, creatori di giochi adatti per iniziare l’avventura nel mondo ludico.
I Coloni di Catan è un titolo di Teuber, Carcassonne invece è una creazione di Wrede, Moon ha creato Ticket to Ride, mentre 7 Wonders è una gemma di Bauza.

Riuscire a vivere solo creando giochi da tavolo è un’impresa riuscita a veramente poche persone. Tra queste abbiamo Teuber, un tempo odontotecnico; come anche Moon e Bauza, loro invece da sempre attivi in ambito ludico. Wrede d’altra parte è insegnante di musica e religione. Appartiene dunque a quella categoria di autori – la maggioranza – che crea giochi “nel tempo libero” al di fuori della vera e propria attività lavorativa.

A loro è rivolta la nostra più grande gratitudine e ammirazione per aver creato giochi in grado di farci passare momenti indimenticabili.

Giochi – no, grazie?

Quali sono i motivi principali per cui le persone rinunciano a giocare ai giochi da tavolo?

Tra quelli più rappresentativi abbiamo:
– i giochi durano troppo a lungo;
– l’eliminazione dei giocatori è un problema;
– i giochi sono noiosi;
– giochi validi sono difficili da trovare;
– i giochi sono troppo cari;
– giocare è da bambini;
– i regolamenti sono troppo complessi da imparare.

Le prime tre argomentazioni sono più che comprensibili per le persone che hanno avuto modo di giocare solo a giochi estremamente popolari come ad esempio Monopoly e Risiko. Sono giochi lunghi, con il detestabile meccanismo dell’eliminazione dei giocatori man mano che si procede durante la partita fintanto che non resta un unico vincitore. A lungo andare possono giustamente annoiare.
La verità però è che nel mondo ludico sono sorti i cosiddetti giochi in stile tedesco che ovviano a tutti e tre i problemi esposti. Innanzitutto essi non durano più di un’ora e mezza, al massimo due ore. Poi il meccanismo dell’eliminazione dei giocatori è stato completamente rimosso: tutti giocano fino alla fine con il meccanismo di bilanciamento che permette di norma a chiunque di restare in partita fino alla fine. In terzo luogo i giochi sono così tanti, da poter proporre sempre qualcosa di nuovo e appassionante; non ci si può quindi di certo annoiare.
Qui arriviamo di conseguenza alla quarta argomentazione, vale a dire il problema legato al trovare tali nuovi tipi di gioco, dato che essi non ci sono al supermercato. La soluzione è presto che data: bisogna andare nei negozi specializzati. In Ticino alcuni ce ne sono, sia nel Sotto che nel Sopraceneri (in ordine alfabetico: Camelot Store, Libreria al Ponte, Sogni di Carta).
Passando al prezzo, sul mercato troviamo giochi che vanno dai 10.- fino ai 100.- CHF. Sono tanti, sono pochi? Se si pensa alle varie attività che si possono svolgere nel proprio tempo libero (andare al cinema, a sciare, uscire il sabato sera, e molto altro ancora), difficilmente si spende di meno. Considerando che un gioco da tavolo lo si può giocare più volte, il prezzo diventa veramente irrisorio. Non si può dunque annoverare il gioco da tavolo tra gli hobby più onerosi della storia.
Tra le argomentazioni restanti troviamo infine chi reputa i giochi troppo bambineschi, chi invece li considera troppo complicati. Come mai giudizi tanto differenti? Nel primo caso abbiamo a che fare di norma con persone che abbinano il gioco solo esclusivamente alla fase dell’infanzia. La verità però è che non si è mai troppo anziani per poter giocare e soprattutto divertirsi. Anzi, come si suol dire: non si smette di giocare perché si è diventati vecchi, ma si è diventati vecchi perché si ha smesso di giocare. Nel secondo caso non si può negare l’esistenza di giochi con regolamenti lunghi centinaia di pagine tutte da studiare prima di poter giocare, cosa che ovviamente non chiunque è disposto a fare. Anche in questa circostanza bisogna però dire che i giochi in stile tedesco hanno risolto il problema con poche ed essenziali regole, senza rendere però in questo modo i giochi sempliciotti o banali.

In conclusione non posso che invitare chiunque abbia detto in passato di no ai giochi, di provare a darli una seconda chance prima o poi.
Sedersi attorno a un tavolo con un paio di amici, bersi un drink, e giocare a un gioco è un ottimo modo per passare un paio di ore in modo spensierato e divertente.
Provare per credere.