Giocare è una cosa seria

La Ludoteca al Trenino di Bioggio ha compiuto 20 anni. Funziona come una biblioteca, solo che al posto dei libri si prendono in prestito i giochi di società. Sono più o meno 500 i titoli lì a disposizione. Quelli più richiesti appartengono alla fascia 3-4 anni, ma non mancano anche i giochi adatti per persone più grandi.
In occasione di questo anniversario è stata organizzata una conferenza al Centro diurno per la terza età di Bioggio. Come ospite c’era Anna Maggetti-Jolidon, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva. Il tema trattato lunedì scorso era “L’importanza del gioco nella crescita e nello sviluppo del bambino“.
Tracciando una linea virtuale, la psicologa ha parlato dei vari giochi che si fanno da 0 a 8 anni.
Innanzitutto ci sono quelli di ripetizione. Parliamo ad esempio del neonato che fa muovere un oggetto che si trova sopra di lui. Tale gesto viene compiuto ripetutamente, per acquisire e comprendere meglio il principio di azione-reazione. Si può fare un discorso analogo anche quando un bambino dal seggiolone butta a terra ripetutamente una posata. Il motivo per cui lo fa è semplice: cerca di capire il mondo che lo circonda. In questo caso scopre il principio di gravità e le sue implicazioni. Per noi queste leggi fisiche sono scontate, ma non per il bambino.
In un secondo momento subentrano i giochi simbolici. Sono i cosiddetti giochi “far finta di”. Il fanciullo imita qualcuno o qualcosa che ha visto in precedenza. Due esempi classici potrebbero essere: pettinare una bambola, come una madre pettina sua figlia, oppure cucinare in una cucina giocattolo, come fanno gli adulti quando preparano il pranzo o la cena. A scuola non di rado si sente dire che copiare non va bene. In realtà è grazie al nostro saper copiare che siamo in grado di apprendere, svilupparci e crescere.
In seguito un’altra categoria considerata da Maggetti-Jolidon è stata quella dei giochi di costruzione. L’esempio più famoso è il Lego. Tramite questi mattoncini si possono realizzare modelli di oggetti o figure reali. Importante in questo caso è far realizzare qualcosa al bambino che sia anche in grado di concludere. Iniziare tanti modelli, senza mai portarne a termine uno, può essere demotivante e scoraggiare in futuro il bambino a costruire qualcosa di nuovo.
Infine sono stati citati i giochi con delle regole. Quelli più rinomati sono i giochi di società. Di norma la complessità è maggiore in questi casi, perché sono richieste più competenze. Seguire delle regole non è evidente, come nemmeno giocare tutti assieme, saper accettare la sconfitta, attendere il proprio turno, ecc.
Durante la serata la psicologa ha inoltre affrontato altri temi sorti dal dialogo con il pubblico presente. Si è discusso ad esempio sul fatto se esistano giochi pensati prevalentemente per le bambine e/o per i bambini, se i genitori debbano avere un ruolo passivo o attivo, da supervisore o di intromissione, se bisogna stimolare i propri figli a giocare assieme ad altri o se va bene lasciarli giocare anche da soli. Non sono mancate anche delle riflessioni sulla televisione, i tablet, l’aggressività, il travestirsi, ecc. Le risposte non erano assolute né definitive, anche perché molto dipende dai singoli casi. Un bambino ad esempio che decide di crocifiggere tutta una serie di marionette non è per forza un futuro serial killer. Forse cerca semplicemente di elaborare quanto ha visto a messa durante la pasqua.
La serata infine si è conclusa con un importante messaggio rivolto a tutti: per i bambini giocare è una cosa seria. Attraverso il gioco scoprono il mondo, il suo funzionamento, e sono in grado di acquisire le competenze necessarie per affrontarlo al meglio. Il gioco va stimolato e incoraggiato. E aspetto molto importante: non c’è un’età massima oltre la quale giocare non ha più senso.
Come ha detto in passato lo psicologo Max Kobbert: “Il gioco appartiene a quelle cose che rendono la vita degna di essere vissuta.”

Per chi fosse interessato, non è la prima volta che affrontiamo il tema “gioco e formazione”. La lettura può continuare qui.

Pubblicato in: News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *