Il tempo passato a giocare è tempo speso bene

Giocare significa imparare incidentalmente, vale a dire imparare senza nemmeno accorgersene.
I neonati dopo la nascita sono in grado di compiere solo pochissime attività tra cui afferrare, succhiare e deglutire. Abilità motorie sofisticate, intelligenza, creatività, gioia di vivere sono tutte facoltà che un bambino deve imparare nel corso degli anni. Una simile necessità, che potrebbe risultare molto noiosa e monotona, diventa piacere grazie al gioco. Il segreto sta nel cervello, il quale emana endorfina ogni volta che un bambino ha successo. Tramite il gioco i bambini scoprono il mondo, la realtà che li circonda, imparano a conoscere il loro corpo, a maneggiare oggetti e a sviluppare le competenze sociali. Nel gioco ciò che i genitori e gli insegnanti cercano di far acquisire con fatica alle nuove generazioni – tramite programmi mirati di insegnamento – avviene in modo spontaneo, autonomo e casuale. Competenze come la capacità di percezione e discernimento, di pensare e parlare, di risolvere problemi ed essere creativi, di esprimere giudizi, di affrontare rischi, di essere premurosi, di sfruttare la propria memoria, di reagire prontamente, di muovere in modo adeguato il proprio corpo, di instaurare relazioni interpersonali sane e costruttive e di gestire e comprendere le emozioni, sono tutte competenze che si acquisiscono tramite il gioco.
Il giocare assieme ad altri crea un’esperienza di gruppo nella quale ognuno è importante allo stesso modo e tutti si sentono accettati. Consente di raggiungere un sano equilibrio tra affermazione di se stessi e adeguamento agli altri.
Arrivati in età adulta inoltre il gioco permette di restare flessibili senza cadere in un eccessivo irrigidimento mentale e fisico. Come diceva già lo scrittore e drammaturgo irlandese George Bernard Shaw, “l’uomo non smette di giocare quando invecchia, ma invecchia quando smette di giocare.” Giochi strategici, simulazioni di guerra, giochi di parole e comunicazione permettono di mantenere in forma il proprio intelletto, cosa molto utile di fronte al continuo mutamento della nostra società. Il gioco per di più permette ai vari partecipanti di ritrovarsi in una situazione ideale di parità, indipendentemente dai ruoli sociali che si hanno acquisito nel corso della vita.
In definitiva, il giocare – anche in età adulta – dà molto di più di quello che si possa immaginare: è tempo speso decisamente bene.

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