Occhio critico – 7 Wonders

Uno dei giochi che negli ultimi anni ha sconvolto il mondo ludico. Osannato da molti e da altrettanti molti considerato sopravvalutato.
Il draft continuo per tutto il gioco (ispirato a Magic: The Gathering) è stata una grande novità per i giochi da tavolo. Questa meccanica rende ogni partita differente e parecchio ritmata in quanto, giocando sempre in contemporanea, il downtime resta molto basso. Il regolamento semplice e il materiale colorato ed estremamente funzionale (nessuna dipendenza linguistica) fanno di quest’opera un “must” tra i filler e i giochi per famiglie.
Ovviamente una tal genialata non poteva lasciare indifferenti i guru della recensione.
A voi un piccolo collier di perle. I commenti presi da BoardGameGeek non sono estrapolati da un contesto più ampio, sono la recensione completa.

Voto: 9 Commento: Si può anche giocare online
Si può anche giocare per posta! Il draft è un po’ lungo ma per divertirsi questo e altro!

Voto: 9 Commento: Molto innovativo. Perché non ho pensato io a questa semplice meccanica?
Forse perché non ti chiami Bauza?

Voto: 4 Commento: Un filler decente
Non vorrei essere tua moglie quando brucia il polpettone…

Voto: 9 Commento: Ti scorre un flusso di carte in mano e devi “pescare” quelle più adeguate a ciò che hai fatto e che fanno gli altri fino ad allora.
Se non riesci a “pescare” siediti e aspetta di vedere i cadaveri dei tuoi nemici.

Voto: 6 Commento: Quoto il giudizio di XY anch’io. Una grossa delusione e un gioco molto sopravvalutato.
Mitico! Il gioco del “trova la recensione di XY in mezzo a 40 pagine che non ho voglia di consumare i tasti!”

Voto: 6 Commento: Un solitario dove non ti interessa mai il tuo avversario, tranne quando ti servono le risorse e questo è proprio il fatto cruciale. Se ce le ha gli paghi 2 monete e lui non può ribattere. Altra cosa, se ti trovi attorno a giocatori sfortunati o poco eccelsi, non riesci a sfruttarli per migliorarli e perdi inesorabilmente la partita. Materiale bello e colorato, ma per quel prezzo è pur sempre un gioco di carte.
Aspetta, vediamo di capirci:
Difetto 1 (tuo): È un solitario senza alcuna interazione coi tuoi vicini a parte quando vuoi comprare le risorse (nda: che non si esauriscono mai, quindi anche il produttore può utilizzarle); tralascio di ricordarti la fase delle battaglie (obbligatorio alla fine di un’era) che potremmo anche (ironicamente) considerare “ininfluente”.
Difetto 2 (tuo): Se accanto a te (nda: non attorno, l’interazione è solo con i giocatori ai tuoi fianchi) hai delle schiappe o degli sfigati non li puoi sfruttare. Quindi se hai dei bravi giocatori o dei Gastoni le possibilità di ottenere una sorta di “boost” per la vittoria aumentano.
Corollario (mio): Riuscire a contraddirsi totalmente in due frasi rasenta il miracolo.

Petersen, Konieczka e Wilson

Christian T. Petersen, Corey Konieczka e Kevin Wilson sono tre degli autori americani più famosi creatori di giochi all’americana.

I giochi all’americana si contraddistinguono per l’aspetto bellico, di solito messo in risalto, un’ambientazione molto sentita, il fattore fortuna generalmente presente, e una durata delle partite piuttosto lunga.

Konieczka ha creato ad esempio Battlestar Galactica, uno dei migliori giochi cooperativi con traditori in circolazione, il quale ha riscosso molto successo tra i fans della omonima serie tv, ma non solo.
Per gli amanti dei videogiochi invece, ha ricreato StarCraft (assieme a Petersen) e Gears of War, entrambi prodotti di ottima qualità.
Se ci fossero poi degli appassionati dell’horror lovecraftiano, Le Case della Follia è un titolo da tenere sicuramente in considerazione.
Passando infine al fantasy, non ci si può lasciare scappare Runewars.

Petersen è diventato molto famoso grazie a Twilight Imperium, un giocone fantascientifico che include civilizzazione, esplorazione, diplomazia, conflitti. Non è un caso se una partita dura dalle 6 alle 8 ore.
Ha inoltre collaborato con vari altri autori, creando giochi di alto livello, come ad esempio Il Trono di Spade (assieme a Wilson), StarCraft (assieme a Konieczka), World of Warcraft (assieme a Lang).

Wilson è l’artefice di Descent: Viaggi nelle Tenebre, uno dei giochi ambientati nei dungeons di maggiore successo. Elogi ha riscosso anche tramite il gioco Sid Meier’s Civilization, un titolo di civilizzazione ripreso dall’omonimo videogioco. A parte questo, Wilson lo si può considerare come uno dei migliori rieditori esistenti. Tra i giochi che ha riproposto in una nuova veste abbiamo Arkham Horror, Fury of Dracula, Cosmic Encounter.
Inoltre ha collaborato assieme a Petersen per creare il tanto apprezzato Il Trono di Spade.

Questo è tutto sul trio di autori americani che ha condotto il mercato americano negli ultimi anni.

Venerdì al Foce

Novità non indifferente per questo venerdì 22 febbraio. Il ritrovo ludico non sarà a Davesco, bensì a Lugano. Dove per la precisione? Nello stabile del rinomato Studio Foce (Via Foce 1, Lugano). L’orario sarà sempre il solito, dalle 20:30 in poi.
I giochi? Ci saranno anche quelli…
– 7 Wonders (gioco nel quale bisogna sviluppare la propria civiltà)
– Dixit (gioco di creatività e fantasia)
– Duplik (party game nel quale bisogna disegnare)
– Room 25 (adrenalinico)
– Puerto Rico (uno dei migliori giochi di tutti i tempi)
– Keyflower (gioco di strategia)
– The Castles of Burgundy (gioco nel quale bisogna gestire dadi)
– Rex (il gioco Dune con l’ambientazione di Twilight Imperium)
– Carson City (western)
– Alcatraz (fuga dalla celebre prigione)
– Race for the Galaxy (fantascientifico)
E altro ancora.

Hai per caso un titolo in particolare che vorresti giocare da tempo, ma non trovi il gruppo adatto? Passa da noi! Siamo sempre felici di provare giochi nuovi e vecchi, semplici o complicati che siano.
Ti aspettiamo. 😉

Party games

I party games sono quei giochi leggeri adatti per le compagnie numerose (6-12 persone), per eventi speciali come ad esempio il natale o la pasqua, e/o per gente che di norma non gioca a giochi da tavolo.
Negli anni ’60 ci si divertiva con Twister e Charades.
Negli anni ’80 i party games in voga erano Taboo, Trivial Pursuit, Pictionary, Werewolf, Perudo e Bausack.
Negli anni ’90 sono arrivati Cranium, Jungle Speed, Time’s Up, PitchCar, Activity e Anno Domini.
Al giorno d’oggi la gente si diverte con Dixit, The Resistance, Dobble, Duplik, Bang!, Saboteur, Say Anything, Telestrations e Fantascatti.
I giochi in circolazione sono ovviamente molti di più. Questa è solo una selezione.

Come si può notare, ci sono giochi un po’ per tutti i gusti. Si va da quelli di destrezza (Dobble) a quelli di creatività e fantasia (Dixit), dai giochi di bluff (The Resistance) ai giochi in cui bisogna disegnare qualcosa (Duplik), dai giochi di parole (Say Anything) ai giochi in cui bisogna fare il mimo (Charades). Non c’è che l’imbarazzo della scelta. 😀

Mostra giochi da salotto, giochi da osteria

Cosa offriva Milano tra il Cinquecento e l’Ottocento dal punto di vista ludico? È a questa stuzzicante domanda che cercherà di dare una risposta l’interessante mostra presente a Palazzo Morando (via S. Andrea 6, Milano) dedicata ai giochi da salotto, come anche ai giochi da osteria, che hanno fatto capolino in quel determinato periodo storico nella vita milanese.
La mostra sarà aperta solo ancora fino al 3 di marzo 2013. Noi come associazione abbiamo previsto una gita lì domenica 24 febbraio. Per coloro che fossero interessati e volessero partecipare (chiunque è ben accetto), può contattarci per avere maggiori informazioni e dettagli. L’entrata gratuita è prevista per le ore 11:30. Saremo accompagnati dal curatore della mostra Alberto Milano.

Per tutti gli appassionati di giochi da tavolo, è un’occasione da non perdere.

Scheda di presentazione: Giochi da salotto, giochi da osteria.

Il perché sì del perché no

Rubo il titolo da una ferocissima discussione del sito “Il Puzzillo” (sito satirico sui giochi da tavolo), spero non se ne abbiano a male.

Di ritorno dal Festival del Fumetto a Novegro, dove abbiamo collaborato con le Tane dei Goblin di Lodi e Milano, mi ritrovo con un paio di dubbi amletici che mi avrebbero fatto compagnia per un paio di notti a seguire.
Antefatto:
Durante il pomeriggio della domenica una coppia rallenta la sua passeggiata tra le corsie stracolme di action figures e fumetti e si mette a curiosare nella nostra offerta ludica.
Prontamente mi fiondo verso di loro e chiedo se sono interessati o se desiderano provare qualcosa. Il fidanzato/marito (chiamerò lui) è evidentemente incuriosito, lo capisco dal sorrisetto imbarazzato “vorrei ma non posso” che ha dipinto sul dolce, innocente, visino; la fidanzata/moglie (chiamerò lei) è evidentemente disgustata dalla nostra mercanzia sicuramente portatrice di chissà quali squilibri mentali.
Lui accenna ad un “proviamo…” prontamente contrastato da un “No grazie” emesso a labbra strette da lei. Alla mia conseguente domanda “Voi giocate abitualmente?” lei risponde in maniera negativa sottolineando che hanno cose più importanti da fare come pulire la casa, leggere, pensare al lavoro, …

Naturalmente sono oggetto di denigrazione da parte mia quando a fine giornata, commentando i tavoli e gli avventori ci narriamo le nostre esperienze e sensazioni; però…

Però, se da una parte è sì vero che se qualcuno non desidera giocare potrebbe anche evitare gli spazi ludici (solamente per il fatto che distoglie l’attenzione degli animatori da coloro che, mentre giocano, hanno bisogno di un chiarimento o di un suggerimento), d’altro canto, avendo pagato il biglietto, chiunque è libero di andare dove desidera e guardare quel che vuole con l’espressione che gli è più congeniale in quel momento.
Ed ecco il dilemma: sono giustificati le mie lamentele e i miei commenti sarcastici? Dopo notti insonni la risposta è no. Come non sopporto di sentir definire il “giocare” come attività esclusivamente per bambini e/o perditempo così non dovrei permettermi di definire un “non giocatore” come una persona che non ha capito nulla della vita. In fondo ognuno ha i suoi interessi e, soprattutto, la libertà di seguirli o meno. E chi sarei io per permettermi di sbeffeggiare o trattare con superficialità tali persone?
Disponibilità all’ascolto, al dialogo, a spiegare, ad accettare le esigenze altrui. Questa è la misera ricetta per diventare un divulgatore di giochi; per arricchirla basta un pizzico di umiltà, ricordandoci sempre che non siamo i portatori della verità e che ognuno è libero di rifiutare i nostri saggi consigli.

Venerdì: Cyclades

Tra i giochi da tavolo che si potranno gustare questo venerdì a Davesco (City Biliardo – 20:30) abbiamo:
– Cyclades (gioco di guerra ambientato nel periodo della mitologia greca)
– Snow Tails (gioco di corse con tema invernale)
– Yinsh (uno dei migliori giochi astratti per 2)
– Citadels (gioco con personaggi da scegliere)
– Ligretto (gioco di destrezza con carte)
– Jass (gioco nazionale svizzero di carte)
E molto altro ancora.

Se hai interesse e vuoi una volta sperimentare questo hobby, passa a trovarci. Ti aspettiamo. 😉

Giochi da tavolo nell’Antico Egitto

A cosa giocavano gli egiziani nel 3000 a.C.? A giochi da tavolo – ovviamente. Più di preciso a Senet e a Mehen – due dei giochi da tavolo più antichi al mondo.

Se sappiamo che già nell’Antico Egitto le persone giocavano a giochi da tavolo, è grazie a dei ritrovamenti archeologici. Le regole precise di entrambi i giochi sono ignote. Alcuni studiosi hanno proposto delle regole, ma sono purtroppo solo ipotesi non verificabili.
Curioso è comunque notare come i giochi da tavolo moderni abbiano degli antenati molto antichi. C’è una lunga tradizione alle spalle. Interessante è poi constatare – secondo alcuni studi – come tali giochi fossero popolari e diffusi.
Quindi, se addirittura forse i faraoni in persona giocavano a giochi da tavolo, perché mai non dovremmo farlo anche noi al giorno d’oggi?

Venerdì a sorpresa

Solito appuntamento settimanale da non perdere a Davesco.
Venerdì a partire dalle 20:30 al City Biliardo ci sarà modo di provare vari giochi da tavolo.
Se hai voglia di provare questo hobby, non farti sfuggire l’occasione: passa a trovarci. Abbiamo giochi adatti a chiunque.
Ti aspettiamo. 😉